Nel salotto virtuale di “Passione Catanzaro” l’analisi delle dinamiche del campionato cadetto non si ferma mai. La puntata del 17 febbraio ha regalato spunti di altissimo livello grazie all’intervento in diretta di Carlo Diana, co-fondatore di Reset Group e profondo conoscitore delle logiche manageriali del calcio italiano. L’agente sportivo ha offerto una lucida disamina sul momento d’oro della formazione giallorossa, tracciando un parallelo tra la gestione di mister Aquilani e le strategie meno oculate di altre piazze del torneo.
Il parallelismo: la programmazione vince sulla frenesia
L’attenzione si è subito concentrata sulle difficoltà iniziali vissute dalla squadra di Aquilani e sulle critiche piovute sull’allenatore prima dell’attuale striscia di risultati utili. Diana ha tracciato una linea di continuità con la passata stagione. “La stessa identica cosa dell’anno scorso, quando c’erano critiche all’allenatore (Caserta, ndr), si era partiti tentennando e poi si è arrivati ai playoff”.
L’esperto manager ha voluto sottolineare come i risultati non si costruiscano dall’oggi al domani, evidenziando il valore di una dirigenza capace di assorbire la pressione dell’ambiente senza cedere agli umori della piazza. “Il tifoso non riesce a essere obiettivo”, ha spiegato, “non si dà mai il tempo nel calcio di organizzarsi quando ci sono dei cambiamenti, dei cambiamenti che però sono sempre intelligenti e frutto di una continuità di una società che innanzitutto è sana, è solida ed è seria”.
“L’esonero non è una soluzione: è una follia”
Il dibattito si è infiammato quando è stato chiesto a Diana un parere sul valzer delle panchine che caratterizza stagioni altalenanti di altre squadre, come il caso del Bari. Su questo punto, la bocciatura del metodo è stata totale. “Qui è proprio follia”, ha sentenziato senza mezzi termini.
Il manager ha criticato aspramente l’atteggiamento di alcune presidenze, colpevoli di generare instabilità. “Follia pura di questi presidenti che esonerano gli allenatori come se niente fosse, poi torna quello, chiamano quell’altro”, ha dichiarato, esprimendo anche solidarietà nei confronti del direttore sportivo dei pugliesi. “Mi dispiace per il direttore sportivo (Magalini, ndr) che stimavo, che ha puntato subito, per rinverdire il suo passato, su Vivarini e ha sbagliato in pieno lì”.
Per Diana, il modello vincente è diametralmente opposto e passa per la capacità di blindare le proprie scelte tecniche nei momenti di flessione, garantendo così quella stabilità essenziale per la costruzione di cicli duraturi e virtuosi.
Il caso Aquilani: intelligenza tattica e visione aziendale
Analizzando l’evoluzione tattica del Catanzaro, l’ospite ha promosso a pieni voti il percorso di crescita di Alberto Aquilani. Dopo un impatto complicato, l’allenatore ha saputo correggere la rotta, rinunciando a dogmi tattici troppo rigidi a favore di un pragmatismo più redditizio. “Aquilani fa un calcio semplicissimo. Non ci inventiamo cose spettacolari”, ha precisato Diana, lodando la concretezza trovata dall’ex centrocampista della Roma.
Ma il vero salto di qualità, secondo Diana, si misura nella capacità di valorizzare le risorse messe a disposizione dalla società, come nel caso della gestione di Mattia Liberali e degli altri giovani della rosa. “Quella è la qualità dei grandi allenatori: essere a disposizione della società non solo per vincere, ma per far crescere il patrimonio e, in questo caso, aiutare i giovani a inserirsi nel miglior modo possibile e farli rendere”, ha concluso l’agente sportivo. Un approccio aziendalista e intelligente che, al momento, sta proiettando il Catanzaro verso i piani alti della classifica, in piena linea con la solidità di un club che sa guardare oltre il risultato della domenica.
L’elogio a Polito: “A gennaio ha fatto bene a preservare il gruppo”
Nel corso del suo intervento, Carlo Diana si è soffermato anche sulle strategie del direttore sportivo Ciro Polito, difendendo con forza le scelte fatte durante la recente sessione di calciomercato invernale. Rispondendo a chi si aspettava mosse più incisive a gennaio per puntellare la rosa, il manager ha ribaltato la prospettiva, elogiando la coerenza e l’intuito del dirigente giallorosso. “All’inizio sembra che faccia squadre stranissime, magari comprando tre giocatori nello stesso ruolo, però alla fine ha sempre ragione lui, perché ogni anno si ripete ad alti livelli e dà un’incredibile continuità al suo lavoro”, ha ammesso Diana.
In merito alla decisione di non stravolgere l’assetto nel mercato di riparazione, il giudizio dell’esperto è netto e promuove a pieni voti la dirigenza: “A gennaio non poteva assolutamente far nulla per potenziare ulteriormente questa squadra. Scegliere di preservare il gruppo è un segnale di enorme fiducia che dai allo spogliatoio e all’allenatore: ha fatto benissimo a muoversi in questo modo”. Un’ulteriore conferma di come, a Catanzaro, la stabilità sia considerata il vero valore aggiunto della stagione.
