Caserta sul Catanzaro: “Superare la delusione non è mai facile”

Fabio Caserta guarda la Serie B da fuori, ma la segue da vicino. L’allenatore che nel 2024-25 portò il Catanzaro al sesto posto e alla semifinale playoff, fermata dallo Spezia, è tornato a parlare ai microfoni di TuttoB.com. Salvato l’Empoli, aspetta l’occasione giusta per ripartire, con un progetto che abbini struttura e visione. Nel frattempo ha letto il primo scorcio di campionato, con un occhio di riguardo per l’avvio da incubo dei giallorossi, per le sorprese e per le piazze campane che conosce bene.

Il Catanzaro: delusione playoff e squadra rinnovata

Alla domanda su cosa pesi di più nel difficile avvio della sua ex squadra, Caserta non sceglie una sola causa. «È un insieme di cose», ha spiegato. Da una parte la ferita della finale playoff: «Superare la delusione per una Serie A svanita proprio ad un passo dal traguardo non è mai facile».

Dall’altra la rivoluzione estiva. Va tenuto conto, ha aggiunto, «del profondo rinnovamento della rosa, con tanti giocatori importanti che hanno cambiato aria». Una lettura senza giudizi sull’attuale gestione, da chi sa bene quanto tempo serva per far funzionare un gruppo nuovo. I giallorossi hanno raccolto 3 punti in cinque giornate e domenica 11 ottobre al “Ceravolo” ospitano proprio la squadra che Caserta indica come la più convincente.

Palermo favorito, Mantova sorpresa

Sul quadro generale il tecnico invita alla prudenza. Il Palermo parte davanti, ma il suo cammino non sarà in discesa: «Sarà un percorso complicato anche per il Palermo, sebbene sia superiore alle altre». La Serie B, ricorda, è talmente lunga e difficile da imporre sofferenza fino alla fine.

Il nome che lo ha colpito di più è quello del Mantova. «Non mi aspettavo che partisse così bene», ha ammesso. Poi la spiegazione, che suona come un manifesto: «Quando c’è programmazione, si dà continuità alla guida tecnica e si fanno le cose con metodo, i risultati alla fine arrivano». Per Caserta è, al momento, la squadra che vede meglio delle altre.

Le campane: Juve Stabia, Benevento e Avellino

Caserta ha allenato sia la Juve Stabia sia il Benevento, e a Castellammare ha vissuto anni importanti anche da calciatore. Per questo distingue le difficoltà delle due piazze. Quelle delle Vespe oggi sono soprattutto extracalcistiche, e l’auspicio è che si risolvano presto per tornare a parlare solo di campo.

A Benevento arrivò con aspettative alte, dopo la retrocessione dalla A: semifinale playoff nel primo anno, qualche problema nel secondo, fino all’interruzione anticipata del rapporto. Ora la Strega è tornata in B con una proprietà forte e un presidente che investe molto. Oggi la Juve Stabia è in difficoltà e il Benevento no, ma Caserta le vede entrambe verso la salvezza.

Più ambizioso il giudizio sull’Avellino, che a suo dire è andato forte sul mercato con investimenti su giocatori di categoria superiore e ha in Nesta un allenatore che conosce bene la B. L’obiettivo, secondo lui, è un posto nei playoff.

Empoli e Sampdoria

Sul nuovo corso dell’Empoli, affidato ad Andreoletti, Caserta indica due fronti di lavoro. L’attacco, dove Stiven Shpendi e Popov sono fermi a un gol a testa, e soprattutto la testa dei calciatori, perché ogni cambio in panchina costa energie fisiche e mentali. La rosa, a suo giudizio, è buona, con elementi giovani e di prospettiva.

Per la Sampdoria teme un’altra stagione complicata: in una piazza così, un campionato anonimo equivale a un fallimento. L’augurio è che i blucerchiati tornino presto in Serie A, «dove meritano di stare».

Il sogno estero

A chiudere l’intervista, una domanda su De Zerbi, compagno di Caserta ai tempi del Catania e oggi ultimo in Premier League con il Tottenham. Il tecnico confessa di pensare spesso a un’esperienza fuori dall’Italia, attratto dall’idea di confrontarsi con un calcio diverso. Servono però i presupposti, e al momento non ci sono.

Caserta resta dunque in attesa, con la valigia pronta e un’idea chiara di cosa cerca. Per il Catanzaro il suo giudizio vale come un promemoria: dopo una rivoluzione estiva e una delusione così grande, il tempo conta quanto i punti.

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