La Carrarese torna a Catanzaro dopo circa un anno e la squadra giallorossa si trova in una posizione molto simile a quella di allora. Un anno fa era la quarta di campionato, dopo i pareggi interni di livello contro un Sassuolo che poi avrebbe stravinto il torneo ed una Juve Stabia che sarebbe poi stata la vera rivelazione, raggiungendo il quinto posto finale.
A seguire ci fu la prima brutta sconfitta di Cesena e alla quarta, appunto la Carrarese che fu battuta con un netto 3 a 1, grazie ad una prestazione monstre di Iemmello, Biasci e Pontisso. Oggi si disputera’ la terza giornata, con le due contendenti ancora imbattute, ma con la Carrarese già a quatto punti e una consapevolezza, oltre che classifica, molto più importante.
Il Catanzaro dal canto suo, cerca la prima vittoria in campionato che lo porterebbe già a 5 punti e lo farà al Ceravolo davanti ai suoi tifosi. Il clima che si respira in città è di fiduciosa attesa. La squadra negli ultimi giorni di mercato è stata sensibilmente rafforzata con il ritorno del bravo e poliedrico difensore Tommaso Cassandro, del forte centrocampista Buglio, di calciatori offensivi molto importanti come Oudin, Di Francesco e il centravanti Pandolfi.
Ebbene, mister Aquilani ha ora un giusto mix tra tanti calciatori giovani ma di assoluta prospettiva e 18 over assolutamente affidabili, anche se non tutti ancora al massimo della condizione o disponibili. Le prime due uscite sono state caratterizzate da una difesa a quattro, senza la presenza dell’ icona Brighenti, non ancora al massimo fisicamente. Da un centrocampo a due che poi porta conseguentemente ad una terzetto a tre in impostazione e il terzino destro ad entrare dentro al campo a rafforzare la linea mediana a due.
In fase di non possesso sono stati invece gli esterni offensivi del 4 4 2 o 4 2 3 1 che dir si voglia, ad operare in chiave difensiva ed in copertura. A La Spezia si è visto un D’ Alessandro arretrare fino a diventare il quinto difensivo a sinistra, con Verrengia e poi Di Chiara ad accentrarsi di più al fianco di Antonini e Bettella, supportati sull’out di destra anche da Favasuli e poi dal subentrante Frosinini. Il giovane e valido Cisse non ha quasi mai fatto l’esterno, ma stava molto di più dentro al campo come centrocampista aggiunto, seppur più avanzato. Molto interessante e auspicato in anticipo da chi scrive, lo schieramento finale dopo le sostituzioni, con Frosinini terzino destro e Favasuli più avanzato a fare il quarto di centrocampo.
Tornando alle difficili scelte sui singoli e anche sul modulo, non sappiamo se mister Aquilani partirà a tre o a quattro in difesa. Ma questo diventa un esercizio a nostro parere superfluo da fare, perché ci sono calciatori duttili come Favasuli da una parte e Verrengia con DI Chiara dall’altra che nella stessa gara possono offrire al mister la possibilità di scegliere l’impostazione, sia in fase di costruzione che di non possesso. Il vero dilemma, se così si può dire, è scegliere di tenere in panchina due tra Pontisso, Petriccione, Rispoli e Buglio per quanto riguarda i centrocampisti veri e di ruolo. Che diventerebbero tre da non utilizzare inizialmente con il ritorno di Pompetti, perché cinque in totale a reclamare un posto dall’inizio. Senza contare i tanti altri centrocampisti più offensivi ed escludendo da questo ragionamento esterni come Nuamah e Favasuli che sono in effetti centrocampisti aggiunti, seppur più laterali.
Dicevamo, con tutti i centrocampisti a disposizione sarà molto difficile per il tecnico scegliere di mandarne due in campo e tre in panchina, perché lo è già adesso senza la presenza di Pompetti. Da Dicembre in poi, passare ad un cetricampo a tre con due esterni bassi che salgono e due mezze punte dietro al centravanti, sarà un passo obbligato. Perché così la squadra sarà più coperta, parliamo di un 4 3 2 1 o albero di Natale, ma al contempo molto offensiva e con tanta qualità in campo. Il centrocampo a tre darebbe anche la possibilità di un 4 3 3 in determinati frangenti e con determinati avversari.
Oggi i dubbi principali riguarderanno la presenza dietro di Bettella o il ritorno di Brighenti ad affiancare Antonini. La presenza di Cassandro o Frosinini a destra con l’impiego di Favasuli più avanzato e dall’altra parte la scelta tra Di Chiara e Verrengia. A centrocampo molti ipotizzano il rientro di Petriccione, ma non è nemmeno facile tenere fuori uno in spolvero come Rispoli. Sull’ impiego di Pontisso non dovrebbero esserci dubbi, mente il forte nuovo acquisto Buglio dovrebbe poi subentrare dalla panchina.
D’Alessandro dovrebbe essere uno degli esterni alti ma attenzione anche al possibile inserimento di Oudin. Potrebbe esserci anche l’esordio assoluto di Pandolfi al fianco o davanti a Iemmello. Ci aspettiamo comunque sorprese in tutti i reparti e novità anche nel modulo, al cospetto di un avversario ostico, molto rafforzato in sede di mercato e con un allenatore tatticamente molto preparato come l’ex giallorosso Calabro.
Il suo 3 5 2 che spesso diventa addirittura un 5 3 2 non è facile da fronteggiare. Servirà molta pazienza se il risultato non si dovesse sbloccare e tanta qualità e rapidità nelle giocate per far saltare il probabile ostruzionismo tattico avversario. Il Catanzaro ha tutto per riuscirci, a prescindere dai moduli o da singole scelte. L’importante è mettere Pietro Iemmello nelle condizioni di far male, poi come sempre sarà lui a fare ancora una volta la differenza.
