lunedì 16 Febbraio 2026

9 Febbraio 1966: il giorno in cui il Catanzaro divenne Leggenda espugnando la Torino bianconera

Il 9 febbraio 1966 è una data fondamentale per la storia del Catanzaro e in generale per il calcio meridionale e per quello cosiddetto “di provincia”. È importante perché segna l’ingresso dei giallorossi nell’Olimpo del calcio italiano, anche se non dalla Serie A (che pure arriverà nel 1971), bensì dalla Coppa Italia “maggiore” che vede in quella stagione la partecipazione al completo di tutte le squadre di Serie A e B.

Il Catanzaro dopo aver superato il Messina (2-0, doppietta di Bui), il Napoli al San Paolo (0-1, altro gol di Bui), la Lazio in campo neutro a Cosenza (3-1 con i gol di Bonfada, Tribuzio e Bui, intervallate dalla rete biancoceleste di Mari) e il Torino allenato da Nereo Rocco a Catanzaro (0-0 dopo i tempi supplementari e 4-1 ai rigori) il 9 febbraio si prepara ad affrontare la Juventus a Torino. In realtà la gara si sarebbe dovuta disputare a Catanzaro e ci furono serrate trattative federali in tal senso, ma ad opporsi fu la società bianconera per il tramite del suo vice presidente, Remo Giordanetti, con la surreale motivazione di “non poter pregiudicare l’immagine internazionale della Juventus”. Una motivazione che oggi definiremmo ridicola, alla quale si aggiunge un notevole tasso di arroganza e presunzione. A tale intervento rispose diversi anni dopo il “Presidentissimo” Nicola Ceravolo in un’intervista, con grande soddisfazione: “Siamo andati a Torino e abbiamo vinto”.

Ma è il momento di raccontare come è stata vinta la partita, e iniziamo dalle formazioni, scese in campo agli ordini dell’arbitro internazionale, signor Bruno De Marchi di Pordenone.

Juventus: Anzolin, Gori, Leoncini, Bercellino G, Castano, Salvadore, Dell’Omodarme, Del Sol, Bercellino S., Cinesinho, Menichelli. Allenatore: Heriberto Herrera

Catanzaro: Provasi, Marini, Lorenzini, Sardei, Tonani, Nonino, Vanini, Bonfada, Tribuzio, Gasparini, Orlandi. Allenatore: Dino Ballacci.

Davanti a una Juventus in formazione tipo, con in evidenza i fratelli Giancarlo e Silvino Bercellino e l’ex regista del Real Madrid, Luis Del Sol, il Catanzaro risponde con quasi tutta la formazione titolare in campionato, ad esclusione di Bui e ad eccezione di Nonino, rincalzo promosso a titolare per l’occasione, peraltro infortunato a metà gara e rimasto in campo, perché in quegli anni non era possibile sostituire un giocatore infortunato. Anzi, non esistevano proprio le sostituzioni.

Al 34’ si sblocca il risultato: Tribuzio avanza a pochi passi dall’area e tira, con il pallone deviato da Leoncini che entra in rete. Oggi sarebbe gol di Tribuzio, ma negli almanacchi risulterà sempre come autogol. La Juventus pareggia al 51’ con una gran botta al volo di Del Sol su assist di Dell’Omodarme. La gara si decide quindi al 75’, quando Tribuzio viene atterrato in piena area di rigore dal difensore bianconero Adolfo Gori e De Marchi concede il rigore, ben trasformato dallo stesso Tribuzio con una rasoiata imprendibile a fil di palo.
Una giornata di Storia incancellabile.

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