Catanzaro, tempesta perfetta: Il pensiero di Antonio Ludovico

C’era una volta il Catanzaro.
Sognavamo una squadra che facesse tremare il mondo, immaginavamo un’avventura esaltante, non vedevamo l’ora di tornare a riassaporare quelle emozioni che ci avevano consentito di essere un esempio calcistico, un qualcosa da imitare. Poi, con amara sorpresa, ci siamo scontrati con la triste realtà: una realtà fatta di calcoli sbagliati, di plusvalenze (che brutta parola!!!), di sostenibilità, di ridimensionamento.

Ed il calcio non perdona, ha le sue leggi da sempre, leggi incontestabili ed immutabili: le squadre le fanno gli attori in campo. Inutile girarci intorno, cercare sentieri impervi e complicati, quando ad un gioiellino di squadra togli sette/otto titolari inamovibili e li sostituisci con anonime mezze figure, quando togli l’anima, il cuore, la forza fisica, alla fine ti rimane ben poco. Se a ciò aggiungi un allenatore assolutamente inadatto per questi campionati, ti trovi tra le mani la tempesta perfetta, il contrario di quell’alchimia che aveva fatto divertire un popolo intero.

Questo, in sintesi, il resoconto di un inizio thriller di campionato, con una squadra che sembra abbia smarrito la retta via, che non possiede un gioco, che preferisce i lanci lunghi ad un calcio ragionato, insomma l’esatto opposto di ciò che avevamo ammirato negli ultimi anni. E la prova col Mantova rischia di essere quella del rimpianto, in particolar modo perché hai avuto ben ventuno giorni per porre rimedio ad una drammatica situazione di classifica ed hai, purtroppo, peggiorato le cose.

Reparti scollegati, difesa in bambola sui calci piazzati, palla che scotta tra i piedi degli esterni, tiri in porta neanche col pensiero e squadra avversaria che fa un sol boccone delle aquile giallorosse. Risultato finale: un tre a uno impietoso, che non lascia scampo, che non concede alibi, che prelude a dei provvedimenti immediati. Le colpe andrebbero, per onestà intellettuale, suddivise equamente tra le varie parti in causa, ma oggi quelle più evidenti sono quelle di un allenatore che – a voler essere magnanimi- non è mai entrato in sintonia con questo gruppo. Un allenatore che ha delle attenuanti, ma che viene punito dai risultati negativi e dall’assenza di un gioco.

Avrei volentieri voluto scrivere altro, ma l’evidenza è talmente lampante che non c’è spazio per inutili buonismi. Si provveda al più presto ad una svolta radicale e importante, perché gli esami stanno per finire. Forza Giallorossi.

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