Le tensioni accumulate dopo le pesanti battute d’arresto interne cedono il passo alla determinazione per il riscatto istituzionale e di campo. Nella sala stampa dello stadio, la vigilia di Catanzaro-Padova diventa l’occasione ufficiale per presentare il nuovo allenatore Michele Mignani e fare il punto della situazione con il direttore sportivo Ciro Polito. Il dirigente giallorosso ha ringraziato l’ex tecnico Giorgio Gorgone prima di spiegare la scelta di affidare la panchina al mister genovese, reduce dal pareggio ottenuto all’esordio contro il Benevento. Quali elementi concreti possono spingere la squadra a risalire la china dopo l’ultimo posto in graduatoria? La profonda intesa tra la direzione tecnica e l’allenatore indica la via del lavoro quotidiano per abbandonare la zona retrocessione.
Le parole di Polito sul cambio in panchina e la fiducia nella rosa
Il direttore sportivo chiarisce la genesi della decisione maturata dopo l’amaro 1-6 rimediato contro l’Ascoli.
Il dirigente dell’US Catanzaro, Ciro Polito, ha aperto la conferenza ricordando il percorso condiviso con lo staff uscente e motivando l’ingaggio di Michele Mignani: «Siamo qui per la prima volta in tre anni a presentare il nuovo mister. Uno spera che questo non accada mai. Prima di iniziare voglio ringraziare il mister uscente Giorgio Gorgone e il suo staff: sono state persone straordinarie». Il direttore ha spiegato di aver contattato Michele Mignani già prima del definitivo avvicendamento, trovando una disponibilità immediata ed entusiasta nonostante la delicata situazione di classifica. Ciro Polito ha poi escluso interventi imminenti sul mercato degli svincolati, ribadendo massima fiducia nei valori del gruppo attuale e fissando a Natale il momento per tracciare una linea precisa: «Questa squadra è piena di valori per me. Abbiamo 30 partite, un campionato intero. Se tra 50 giorni c’è da fare qualcosa ci faremo trovare pronti, ma l’obiettivo principale è salvare il Catanzaro, costi quel che costi».
La fermezza mostrata dalla società punta a responsabilizzare gli interpreti chiamati a scendere in campo ogni settimana.
L’approccio di Michele Mignani tra compattezza e lavoro sulla testa
Il nuovo allenatore traccia le linee guida del suo intervento per ridare serenità all’ambiente.
Il tecnico dell’US Catanzaro, Michele Mignani, ha descritto l’impatto con la nuova realtà calabrese dopo i primi pochissimi giorni di lavoro svolti con la rosa: «È un grande onore essere qui a Catanzaro, con tantissima voglia. La volontà della proprietà nella figura della famiglia Noto, del direttore e mia è quella di mettersi sotto a lavorare per cercare di invertire la tendenza». La guida tecnica ha evidenziato l’esigenza di ritrovare energia e compattezza, partendo dall’aspetto psicologico per superare la paura emersa nelle ultime uscite. Sul piano tattico, l’allenatore ha sottolineato l’importanza dell’equilibrio e del cinismo sotto porta: «L’obiettivo è quello di fare un gol più dell’avversario. Il calcio a me piace vederlo nella maniera più semplice. Devo fare velocissimo e buttare dentro qualcosa di mio».
Le pretese del mister sui duelli individuali costituiscono il requisito base per affrontare i prossimi impegni cadetti.
La gestione dei singoli, il ruolo di Iemmello e il valore di Buso
La rosa numerosa impone una costante selezione del gruppo in base allo stato di forma dei calciatori.
Nel corso dell’incontro con i media, Michele Mignani si è soffermato sulle dinamiche interne allo spogliatoio e sul coinvolgimento dei leader carismatici del gruppo: «Sicuramente Iemmello, che è il capitano e un giocatore rappresentativo, mi deve aiutare a cercare di trovare delle soluzioni. Le scelte le faccio sempre solo io, ma cercherò di capire quali sono i giocatori che possono darti qualcosa in più». Il mister ha riservato parole di stima anche per Nicolò Buso, autore della stoccata del definitivo 1-1 al Ciro Vigorito, e ha salutato l’ingresso nello staff del nuovo preparatore atletico che ha già affiancato la dirigenza nelle precedenti esperienze professionali.
La crescita delle prestazioni dei singoli consentirà al collettivo di trovare una struttura di gioco solida.
Le insidie del Padova e la rotta per le prossime partite di campionato
Il calendario mette di fronte ai giallorossi un avversario in salute e galvanizzato dai recenti successi.
La sfida casalinga contro il Padova rappresenta un banco di prova di altissimo livello per saggiare i progressi caratteriali del gruppo guidato da Michele Mignani. La compagine veneta arriva al Nicola Ceravolo forte di due vittorie consecutive, imponendo massima concentrazione da parte del pacchetto arretrato formato da Ruggero, Antonini e Imperiale. La successiva trasferta sul campo del Cesena completerà un ciclo di gare ravvicinate dove il fattore agonistico farà la differenza per muovere la graduatoria. La promessa del tecnico alla tifoseria riassume lo spirito necessario per affrontare il cammino: battere ogni zolla del campo fino al novantacinquesimo minuto per onorare la maglia.
Il sostegno incondizionato del pubblico di casa dovrà trasformare l’impianto cittadino in una fortezza inespugnabile.
La determinazione emersa dalle parole della dirigenza e dalla presentazione di Michele Mignani indica che la partita di Catanzaro-Padova deve rappresentare la pietra angolare su cui edificare la salvezza della squadra giallorossa.
