Alcuni dei protagonisti della Primavera 2 del Catanzaro: profili, percorso e prospettive
Il Catanzaro Primavera rappresenta molto più di una semplice squadra giovanile: è il laboratorio del futuro giallorosso. Dopo la promozione dalla Primavera 3, mister Costantino ha a disposizione un gruppo costruito con criterio e ambizione, dove nomi come Ardizzone, De Oliveira e De Luca stanno già facendo parlare di sé.
Le storie del calcio giovanile partono sempre lontano dai riflettori: campi sintetici, trasferte infinite e famiglie che credono nel sogno. Ma questa Primavera 2 del Catanzaro ha tutti gli ingredienti per trasformare i sogni in realtà concrete. Non è una collezione di talenti, ma un progetto strutturato che guarda al presente della categoria e al futuro della prima squadra.
Con Massimo Bava e Carmelo Moro a guidare il settore giovanile, il Catanzaro ha pescato da vivai importanti costruendo un mix perfetto tra esperienza nei grandi club e fame di emergere. Ecco i profili più interessanti della rosa giallorossa.
L’attacco del futuro: Ardizzone e Samaritani fanno sognare
Simone Ardizzone (2007) è il simbolo dell’estate giallorossa. Cresciuto nella Football24 Messina, poi Sassuolo dal 2021 con tutta la trafila fino all’Under 18, è tornato al Sud per vestire il giallorosso. Il suo biglietto da visita parla chiaro: tripletta al Venezia in Coppa Italia Primavera nella vittoria per 1-5 in trasferta.
Non è solo fiuto del gol: Ardizzone sa giocare spalle alla porta, attacca la profondità e occupa l’area con l’istinto del bomber vero. È uno di quei profili che Aquilani vorrà vedere presto in allenamento con la prima squadra, perché le qualità ci sono tutte.
Al suo fianco, Cristian Samaritani (2007) porta l’esperienza della SPAL, dove l’anno scorso ha realizzato 7 gol e 1 assist in Primavera 2 nonostante il contesto complicato. È un attaccante moderno che sa attaccare il primo palo e proteggere palla, perfetto complemento per gli altri attaccanti negli schemi di Costantino.
Il centrocampo del domani: Vascotto, Chiesa e De Oliveira
La mediana è sempre il cuore di ogni squadra, e quella del Catanzaro Primavera 2 può contare su profili di grande prospettiva. Edoardo Vascotto (2006) arriva con un curriculum importante: cresciuto nella Fiorentina, protagonista nell’Under 18 viola con 5 reti due stagioni fa.
Ha già assaggiato la gioia del titolo in Primavera 3 con il Catanzaro lo scorso anno e ora alza il livello nella categoria superiore. Centrocampista box to box, pulisce e riparte con i tempi giusti: il classico profilo che fa comodo quando il ritmo si sporca e serve ordine.
Riccardo Chiesa (2007), ex Lucchese, aggiunge qualità e versatilità. Ha gamba e tempi di gioco, sa stare col pallone ma anche schermare quando serve. Nel modulo di Costantino può fare la mezzala, l’interno puro o anche il play se la partita richiede più palleggio.
Luca De Oliveira (2007) completa il reparto con le sue origini brasiliane e le ultime due stagioni al Parma tra U17 e U18 sempre da titolare. Si è presentato nel migliore dei modi: gol al 91′ contro il Cittadella in Coppa Italia Primavera. Tecnica, tempo d’inserimento e capacità di uscire palla al piede sono le sue armi migliori.
La difesa di ferro: De Luca, Pastore e Magalotti
Mettere in sicurezza la fase difensiva era una priorità assoluta. Alessandro De Luca (2007) rappresenta il colpo più importante: difensore centrale arrivato dal Bologna con un curriculum di tutto rispetto. UEFA Youth League con gol allo Shakhtar, presenza stabile nella Primavera rossoblù e personalità da vendere.
Al Catanzaro porta centimetri, marcatura forte e un piede pulito nella costruzione dal basso. L’obiettivo della società è inserirlo subito nel gruppo titolare e, quando sarà il momento, fargli respirare l’aria della prima squadra.
Federico Pastore (2007), scuola Genoa, completa il reparto con la sua aggressività e la capacità di non soffrire l’uno contro uno. Quando sale accompagna l’azione con buona scelta di tempo, elemento prezioso per una difesa moderna.
Tra i pali, la scommessa si chiama Gabriele Magalotti (2007), anche lui dal Genoa e già sotto contratto da professionista con il Catanzaro. Alto, reattivo, abituato a contesti competitivi, rappresenta il profilo del portiere moderno: affidabile tra i pali e sempre più coinvolto nel gioco con i piedi.
Gli esterni del futuro: Boldarin porta esperienza e chilometri
Filippo Boldarin (2007) completa il quadro con una storia particolare. La Julia Sagittaria lo ha ufficialmente ceduto all’Udinese nel 2023, poi l’esperienza alla Sampdoria U18 lo scorso anno prima dell’approdo al Catanzaro. Esterno d’attacco a tutta fascia con passo lungo, garantisce profondità e intensità per tutti i 90 minuti.
In un calcio moderno che chiede agli esterni di essere due giocatori in uno – terzino in non possesso, attaccante aggiunto in fase offensiva – Boldarin rappresenta un investimento intelligente. La sua versatilità permette a Costantino di utilizzarlo sia come quinto che come esterno alto, a seconda delle necessità tattiche.
Il futuro è già qui: perché credere in questo gruppo
Tra i volti già noti della Primavera del Catanzaro, Sergio Cosentino (2007) continua il suo percorso di crescita dopo l’arrivo dall’Udinese. L’attaccante ha già lasciato il segno con il gol all’esordio nella vittoria per 5-1 contro il Venezia in Coppa Italia Primavera, confermando il suo istinto da centravanti d’area.
Federico Pierluigi (2006), invece, rappresenta la continuità del progetto. Dopo aver vinto il campionato Primavera 3 lo scorso anno, il maceratese è diventato titolare fisso in Primavera 2. Quattro presenze consecutive tra campionato e coppa testimoniano la fiducia di Costantino in un giocatore che conosce già l’ambiente e può fare da leader per i nuovi arrivati.
Tre elementi rendono speciale questa Primavera 2 del Catanzaro. Primo: lo scouting intelligente di Bava e Moro ha creato il mix perfetto tra chi arriva da vivai top (Sassuolo, Bologna, Genoa, Fiorentina, Parma) e chi ha fame di emergere.
Secondo: la personalità mostrata nelle partite importanti, come la manita al Venezia con tripletta di Ardizzone, che ha fatto capire a tutti che questa Primavera sa essere cattiva quando serve.
Terzo: i profili sono evoluti e moderni. Un portiere che gioca con i piedi, centrali abituati a palcoscenici europei, mezzali che sanno rifinire e correre, punte con gol e profondità. È l’identikit della squadra che non si limita a partecipare ma punta a vincere.
Per i tifosi del Catanzaro vale una raccomandazione: tenete d’occhio questi cognomi. Ardizzone, De Luca, Vascotto e compagni hanno il profilo giusto per fare il salto. Presto potreste leggere i loro nomi anche nelle distinte del Ceravolo, perché il futuro giallorosso passa anche da loro.
La sfida con la Salernitana: occasione per il primo punto
Domani gli Aquilotti di Costantino avranno l’opportunità di sbloccarsi contro la Salernitana in Campania. Dopo la seconda sconfitta consecutiva per 2-0 contro il Pescara all’Andrea Curto, con entrambe le reti nel primo tempo, il Catanzaro Primavera cerca il primo risultato positivo.
La classifica sorride poco: gli Aquilotti sono in fondo insieme ai granata, entrambe ancora ferme al palo dopo due giornate. Una sfida che può già dire molto sulle ambizioni di questo gruppo e sulla capacità di reagire alle difficoltà.
Per i tifosi del Catanzaro vale una raccomandazione: tenete d’occhio questi cognomi. Ardizzone, De Luca, Vascotto e compagni hanno il profilo giusto per fare il salto, ma prima devono dimostrare il loro valore in Primavera 2. Il derby del Sud con la Salernitana può essere l’occasione giusta per vedere il carattere di questo gruppo.
