Dopo oltre un anno e mezzo, il Catanzaro torna a firmare tre vittorie consecutive in campionato. Non accadeva dal 2023-24, quando la squadra allora allenata da Vincenzo Vivarini riuscì a inanellare più di un filotto di successi, marchiando a fuoco una stagione da ricordare. Oggi, con Alberto Aquilani in panchina, le Aquile ritrovano quello spirito vincente e una solidità mentale che mancava da troppo tempo. Il 2-1 al Venezia completa un trittico perfetto dopo le vittorie contro Palermo e Mantova, restituendo entusiasmo e fiducia a tutto l’ambiente giallorosso.
Tre vittorie come nel 2023-24
Il paragone con la stagione di Vivarini è inevitabile. Allora, il Catanzaro seppe vincere tre partite consecutive non una, ma tre volte: tra agosto e settembre 2023 (Ternana, Spezia, Lecco), tra novembre e dicembre (Cosenza, Palermo, Pisa), e infine tra febbraio e marzo 2024 (Cittadella, Bari, Cosenza).

Tre momenti distinti, tre slanci di entusiasmo che proiettarono la squadra tra le sorprese del campionato.
Il Catanzaro di Aquilani oggi eguaglia quella cifra simbolica, ma lo fa in modo diverso: meno scintille, più equilibrio; meno spettacolo, più sostanza. Il nuovo tecnico ha modellato una squadra capace di adattarsi, di cambiare pelle a seconda degli avversari, e soprattutto di resistere nei momenti di sofferenza. Il successo contro il Venezia ne è la prova più evidente: una gara giocata con intelligenza, spirito di sacrificio e maturità tattica.
Dalla fragilità alla consapevolezza
Se la vittoria sul Palermo aveva restituito fiducia, quella di Mantova aveva mostrato un Catanzaro capace di imporsi anche fuori casa. Contro il Venezia, invece, è arrivata la consacrazione: una squadra che sa soffrire, reagire e colpire al momento giusto.
Un cambio di mentalità evidente, sottolineato anche dallo stesso allenatore nel post partita: “Sono stati fatti dei progressi seri. Le partite si possono vincere anche in modo sporco, e oggi lo abbiamo dimostrato.”
Non più solo il calcio propositivo e a tratti sfrontato dei tempi di Vivarini, ma un progetto più pragmatico, costruito su basi solide. La squadra ha imparato a leggere le fasi della partita, ad abbassarsi quando serve e a sfruttare le transizioni, trovando equilibrio e compattezza.
Le differenze con il Catanzaro di Vivarini
Il confronto con il passato è inevitabile e, in un certo senso, istruttivo.
Il Catanzaro di Vivarini era una macchina da spettacolo: calcio verticale, possesso offensivo, gol in quantità e qualche rischio difensivo di troppo. Le sue vittorie arrivavano travolgendo gli avversari, come nel 4-3 di Lecco o nel 3-0 di La Spezia, partite che restano negli occhi dei tifosi.

Il nuovo Aquilani-style, invece, punta sull’equilibrio. Meno fuochi d’artificio, più concretezza. Non è un Catanzaro che travolge, ma uno che colpisce al momento giusto, che costruisce risultati e fiducia un passo alla volta. Il gioco è meno verticale ma più funzionale, con una gestione più ragionata del possesso e una cura maggiore delle distanze tra i reparti.

Il risultato? Una squadra solida, organizzata, consapevole. Un gruppo che vince non per ispirazione, ma per convinzione.
I simboli del nuovo Catanzaro
Nel successo contro il Venezia sono emersi i volti di questa nuova identità: Iemmello, ancora una volta protagonista con una prestazione di leadership e tecnica; Alesi, il match winner che incarna il coraggio dei giovani; Pigliacelli, leader silenzioso e garanzia assoluta tra i pali.
E poi c’è la mano dell’allenatore. Aquilani ha avuto la pazienza di cambiare senza stravolgere, di adattarsi al contesto mantenendo la propria idea di calcio. Il 3-5-2, tanto voluto dai tifosi, ha trovato equilibrio con il contributo degli esterni e la crescita dei centrocampisti.
L’allenatore ha portato serenità, e i risultati cominciano a premiare il lavoro.
Un segnale alla Serie B
Il tris consecutivo proietta il Catanzaro a quota 15 punti, rilanciando le Aquile nella corsa verso la zona playoff. Ma al di là della classifica, ciò che colpisce è la continuità: la capacità di non disperdere le energie, di costruire una striscia di risultati utili con identità e spirito di gruppo.
Nel campionato più equilibrato degli ultimi anni, il Catanzaro manda un messaggio chiaro: è tornato. E non come meteora o outsider, ma come squadra capace di competere.
La sfida ora sarà quella della costanza, il vero limite anche della gestione precedente. Non bastano tre vittorie: serve mantenerle vive nel tempo, trasformarle in mentalità.
La storia che ritorna
Nel calcio, le coincidenze spesso diventano simboli.
Proprio come nel 2023-24, anche stavolta il Catanzaro ha trovato slancio in autunno, nella fase più complicata del campionato. Allora Vivarini costruì tre filotti; oggi Aquilani ha posto la prima pietra del suo percorso.
È un ritorno alle origini e insieme un nuovo inizio.
Perché se la stagione passata fu quella della bellezza, questa potrebbe essere quella della maturità.
