Pigliacelli 7 – Il Venezia – per quanto gli è possibile – gioca al tiro al bersaglio, ma centra la porta solo due volte: in occasione del gol e poi del tiro di Doumbia, sul quale il numero uno giallorosso si esibisce in un miracoloso intervento di piede.
Cassandro 7.5 – Quando c’è da lottare, non si tira indietro. E questa era la partita giusta per dimostrarlo. Missione compiuta. Fra i migliori in campo.
Antonini 7 – Al centro della difesa aveva davanti una delle situazioni più difficili in assoluto. Ne esce molto bene ed in più da una sua conclusione, respinta con difficoltà dal portiere avversario, nasce il gol di Iemmello.
Brighenti 7 – Esperto, lucido ed implacabile. Perfetto nel mettere in fuorigioco Adorante in occasione del gol annullato, altrimenti sarebbe stata – purtroppo – un’altra partita.
Favasuli 7.5 – La sua costanza di rendimento è semplicemente impressionante. Giocatore di gamba, dinamico e velocista, in questa squadra si avvia a rivelarsi fondamentale.
Buglio 6.5 – Lavoro oscuro, il suo, ma efficace. Non a caso, resta in campo per tutta la gara. Una delle tante accortezze tattiche della partita, contro un Venezia che faceva giustamente paura.
Rispoli 7 – Per qualità tecnica e soprattutto per generosità- dote fondamentale, in una partita del genere- si rivela anche lui fondamentale. (Dal 90’ Bashi s.v.).
Pontisso 6.5 – Per concretezza e abnegazione, lo conosciamo benissimo ed anche in questa gara dimostra di essere pienamente affidabile. (Dal 75’ Alesi 8 – Impatto devastante sulla partita. Gli bastano sei minuti per segnare il gol della vittoria).
Di Chiara 6 – Non commette errori, ma non ci vuole molto a capire che si trova in evidenti difficoltà contro le folate avversarie. Patisce chiaramente la differenza di passo e di velocità. Giustamente sostituito. (Dal 46’ Nuamah 7 – Ha tutto un altro passo e lo fa subito notare. Serve un pallone d’oro ad Alesi, che fa centro).
Iemmello 8 – Oltre al gol, è molto rilevante il lavoro incessante e prezioso che svolge al servizio della squadra, e non solo nel reparto avanzato. Oggi, più condottiero che centravanti. (Dal 92’ Liberali s.v.).
Cisse 5 – Una giornata no, dopo tante soddisfazioni. Può capitare. Appare avulso dal gioco, anche perché gli avversari lo limitano fin dall’inizio, ed in più perde un pallone assurdo nell’azione che porta al pareggio veneziano. (Dal 75’ Pandolfi 7 – Entra con il piglio giusto, garantisce profondità ed entra alla grande, con una volata eccellente, in occasione dell’azione che porta al gol decisivo).
Allenatore Alberto Aquilani 8 – Così si vince in Serie B! Il Venezia, squadra fortissima nel possesso palla e nelle ripartenze, con giocatori che fanno della velocità e del dinamismo il loro punto di forza, era squadra già temibile di suo e mister Aquilani – come tutti noi – sapeva di rischiare moltissimo. La disposizione e l’impostazione tattica hanno mostrato fin dall’inizio che in ogni caso i giallorossi avevano le idee già molto chiare.
Volendo fare un parallelo con un altro celebre sport, nell’occasione il pugilato, ci è sembrato di essere a Kinshasa il 30 ottobre 1974, durante l’incontro per il titolo mondiale dei pesi massimi fra gli indimenticabili George Foreman e Muhammad Ali (l’eterno Cassius Clay), in cui il primo, più giovane di sette anni e con una fulgida carriera davanti, fu sconfitto da Ali con una tattica attendista e cosciente della differenza di forma. Risultato: KO all’ottavo round.
Il Venezia, pur contando sulle sue doti di squadra nettamente superiore tecnicamente e sul piano della velocità, ha subito la tattica arcigna del Catanzaro che, per la perfetta riuscita del piano, ha vinto con merito perché ha saputo trasformare in difetti i pregi dell’avversario, che ha evidenziato in più una certa supponenza, già mostrata in altre trasferte di campionato.
Alla fine dei conti è stata una vittoria meritata, perché il Venezia avrebbe dovuto restare in dieci dopo pochi minuti, per un fallo di mano di Svoboda non visto da arbitro e VAR. Meglio così, alla fine, perché c’è molta più soddisfazione a vincere partite del genere ad armi pari.
