È la vigilia di una partita cruciale, e l’analisi dell’avversario spesso serve a misurare non solo la propria forza, ma anche la propria lucidità. Dalla Liguria, il tecnico della Virtus Entella, Andrea Chiappella, ha concesso un’intervista pre-partita che è un distillato di rispetto verso le Aquile, ma anche di forte determinazione.
Le sue parole, dense di concetti tattici e psicologici, non solo elogiano i “grandissimi valori” della squadra di Alberto Aquilani, ma cristallizzano anche il nodo cruciale che lega entrambe le compagini in questo momento della Serie B: la necessità di trasformare la qualità del gioco in una continuità di risultati inappellabile. Chiappella impone alla sua squadra di lavorare sull’approccio e, soprattutto, sulla fase difensiva, un tema che risuona ironicamente familiare anche sulle sponde del Tirreno dopo l’horror-show difensivo contro il Pescara.
Chiappella e il nodo tattico: la fase di non possesso sotto esame
La prima parte dell’intervento di Chiappella si è concentrata sull’autocritica e sull’analisi dei dati recenti. L’Entella, reduce da prestazioni che, a detta del suo tecnico, meriterebbero un bottino più consistente, ha individuato il problema principale nella “fase di non possesso”.
“Abbiamo analizzato la partita di Palermo, una gara sicuramente ottima sotto tanti punti di vista, che però che ci ha dato degli spunti di riflessione sulla fase di non possesso, sulla fase difensiva, sulla quale abbiamo posto l’attenzione e anche l’approccio gara dove secondo me si può fare ancora meglio.”
Questa dichiarazione è oro per lo staff di Aquilani, in quanto rivela la strategia su cui l’Entella ha focalizzato gli allenamenti settimanali. In Serie B, la “fase di non possesso” è spesso la chiave di volta: non basta difendere nella propria area, ma è fondamentale l’aggressività e il sincronismo nel pressing quando si perde palla. Se l’Entella ha mostrato lacune in questo fondamentale, il Catanzaro, noto per il suo palleggio pulito, dovrà sfruttare proprio la velocità di circolazione palla per disorientare gli avversari e far valere le doti tecniche dei suoi interpreti (Iemmello e Cisse su tutti).
Lo specchio difensivo
Curiosamente, il problema identificato da Chiappella è lo stesso che attanaglia Aquilani. Il Catanzaro, pur segnando tanto e creando occasioni, ha mostrato una vulnerabilità difensiva che ha minato la fiducia, culminata nel 3-3 subito dal Pescara. La sfida di sabato al “Ceravolo” si trasforma, dunque, in un duello tattico di riparazione: vincerà chi, in questa settimana, è stato più bravo a sigillare le proprie certezze, chi è riuscito a colmare le lacune della “fase di non possesso”. Per il Catanzaro, affrontare un avversario che si concentra sulla propria solidità difensiva significa avere un metro di paragone preciso su quanto è stato fatto per evitare i blackout che hanno macchiato le ultime uscite.
La mentalità dei valori: non lasciare nulla al caso
Il tecnico ligure ha poi affrontato l’aspetto psicologico, un tema caldo per entrambe le squadre che navigano a metà classifica pur manifestando qualità superiori. L’Entella sente di aver raccolto meno di quanto seminato nelle ultime cinque o sei gare, ma Chiappella rifiuta di appellarsi alla sfortuna.
“Se non sono arrivati [i risultati] non dobbiamo ricondurli al caso, ma dobbiamo ulteriormente lavorare perché le partite comunque le abbiamo fatte bene e probabilmente… qualcosa in più si meritava… però non è arrivato e quindi dobbiamo lavorare con una mentalità ancor più forte per andare a ritrovarle.”
Questo passaggio scandisce il credo di Chiappella: la mentalità forte supera l’ingiustizia del campo. È una lezione che il Catanzaro deve fare propria. Dopo il gol subito al 93′ contro il Pescara, il rischio è quello di cadere nel vittimismo, attribuendo il pareggio sfortunato al destino cinico e baro. Invece, come suggerisce l’avversario, la risposta sta solo nel lavoro e in una “forza” maggiore.
L’aneddoto della promozione
Il Catanzaro della promozione 2022/23, che stritolava gli avversari con un calcio totale (record di 96 punti), era l’esempio perfetto di questa mentalità. Quella squadra era talmente sicura dei propri mezzi da non lasciare nulla al caso, non concedendo mai agli avversari la possibilità di intromettersi nel risultato, specialmente nei minuti finali. È quella stessa mentalità che Aquilani deve riesumare sabato: la convinzione di essere i più forti in campo, che non ammette distrazioni o cali di tensione che possano far riemergere il trauma del “minuto 93”. Chiappella, con le sue parole, ci ricorda che in Serie B i “valori” della squadra (tecnica e grinta) devono essere accompagnati da una lucidità mentale ferrea.
Catanzaro: l’identità di Aquilani sotto la lente
Chiappella dimostra di conoscere molto bene l’avversario, nonostante il cambio di guida tecnica. Ha riconosciuto che il Catanzaro è una squadra “rodata” al suo terzo campionato consecutivo in Serie B, ma ha sottolineato l’impatto di Aquilani.
“Ha cambiato la guida tecnica e questo è un fattore. Aquilani ha portato la sua identità alla squadra e quindi questo è sicuramente un fattore da tener ben presente… [Il Catanzaro ha] grandissimi valori.”
Il tecnico ligure è consapevole che affrontare il Catanzaro non significa solo sfidare la maglia, ma anche l’idea di calcio imposta da Aquilani: un calcio fatto di possesso verticale, di ricerca dell’uomo libero e di una fase offensiva che non teme confronti in categoria. Riconoscere l'”identità” dell’avversario è il primo passo per cercare di neutralizzarla. L’Entella cercherà probabilmente di rompere le linee di passaggio in mezzo al campo e di sfruttare la fretta del Catanzaro di chiudere la partita.
L’elemento chiave su cui si giocherà il match sarà l’interpretazione e la capacità di inserirsi nel “contesto difficile” del “Ceravolo”, come ammesso da Chiappella. Se l’Entella riuscirà a gestire la pressione e la spinta del pubblico, la gara sarà lunga e combattuta. Se, al contrario, il Catanzaro imporrà la sua identità fin dai primi minuti, la qualità tecnica delle Aquile dovrebbe prevalere.
Obiettivo: continuità di risultati prima del bivio di dicembre
La chiosa finale di Chiappella è un manifesto programmatico valido per entrambe le società: vuole dare “continuità davvero di prestazioni, non solo dal punto di vista di quello che portiamo sul campo, ma soprattutto anche dal punto di vista dei risultati”.
Per il Catanzaro, questo imperativo è doppiamente vero. Le Aquile (attualmente 11esime con 16 punti) sono a un passo dal treno play-off, ma non possono permettersi di approcciare il mese di dicembre, pieno di sfide cruciali (Modena, Avellino, Bari, Cesena), con le scorie del 3-3 ancora in circolo.
Il match contro l’Entella è l’occasione per dimostrare che il lavoro sulla fase difensiva e sulla mentalità è stato efficace. Non basta più la prestazione (che c’è stata contro il Pescara e Empoli), ma serve la concretezza. Chiappella ha studiato il Catanzaro e lo rispetta, ma arriva al “Ceravolo” con l’obiettivo chiaro di sfruttare i margini di miglioramento nella fase difensiva giallorossa. Sarà un duello di nervi e tattica, dove l’unica cosa che conta è chiudere la partita e incamerare quei tre punti che i tifosi, giustamente, non vogliono più lasciare al caso.
