La vigilia del big match del “Ceravolo” porta con sé le certezze granitiche di un Catanzaro in piena ascesa. Mister Alberto Aquilani, forte di una striscia di quattro vittorie consecutive e di un ambiente letteralmente in ebollizione, ha presentato la delicata sfida contro il Frosinone in conferenza stampa, tracciando un bilancio lucido del momento giallorosso e delle insidie che attendono i suoi ragazzi. L’allenatore romano ha elogiato la maturità acquisita dal gruppo, respingendo però categoricamente ogni calo di tensione: l’obiettivo è vincere per continuare a stupire, facendo leva sull’incessante spinta del pubblico e su una mentalità che ormai si è radicata nel DNA della squadra.
Maturità, fame e il riscatto dell’andata
Il Catanzaro arriva all’appuntamento con il vento in poppa, ma Aquilani mantiene i piedi ben piantati a terra, riconoscendo le insidie di un avversario ferito ma qualitativamente superiore alla media della Serie B. “Stiamo vivendo un buon momento dove abbiamo messo all’interno delle partite una maturità importante. C’è più consapevolezza e quando arrivano i risultati è sempre tutto un po’ più facile”, ha esordito il tecnico.
L’analisi si è subito spostata sull’avversario e sulla gara d’andata, persa di misura in terra ciociara: “Domani affrontiamo una squadra con dei valori importanti, che è stata campione d’inverno. All’andata abbiamo fatto una buona partita ma abbiamo perso, e questo vuol dire che qualcosina rispetto a quella gara si può migliorare. Domani vogliamo vincere e sappiamo che per farlo bisogna fare una partita molto importante sotto tutti i punti di vista”.
Il motore emotivo della squadra, però, resta la tifoseria, il vero “dodicesimo uomo” in campo: “La gente ci darà una spinta importante, ma ce la dà tutti i giorni. Questa passione la sentiamo sempre: è una consapevolezza in più che ci impone di dare il 100%, perché questa gente se lo merita”.
Il gruppo al centro: meritocrazia e spirito di sacrificio
Se il Catanzaro vola, il merito è di un collettivo che ha saputo assorbire e fare propria la “cattiveria agonistica” richiesta dal mister. Aquilani sottolinea come la ferocia messa in campo nelle ultime uscite sia farina del sacco dei suoi giocatori: “I meriti sono di un gruppo di ragazzi che oggi ha capito che la fame e la voglia di migliorarsi sono la base. Non ti puoi accontentare né abbassare la guardia perché in questo campionato il livello è molto equilibrato. Loro, oltre ad essere calciatori bravi, stanno mettendo dentro questa componente fondamentale”.
Una fame che si traduce anche in una gestione del gruppo fluida e meritocratica, dove chi gioca meno si fa trovare pronto grazie a un clima interno eccellente. Emblematica, in tal senso, l’esultanza di Rispoli a Pescara, ricordata dallo stesso allenatore: “Quella è un’immagine che ho fatto vedere qui nel video, perché a volte ci sono dettagli che dall’esterno non si notano, ma sono fondamentali. Ragazzi che giocano meno ma sono felici per il gol del compagno, pur allenandosi a 200 all’ora per rubargli il posto, nella forma corretta della sana competizione sportiva. La forza di questa squadra è questo gruppo: unito, coeso e che sta bene insieme”.
Sfida tattica: duelli a tutto campo e l’importanza dei piazzati
Dal punto di vista tattico, Catanzaro-Frosinone si preannuncia come una partita ruvida, in cui le qualità individuali e i dettagli faranno la differenza. L’aggressività delle due formazioni sposterà il fulcro del gioco sui confronti uno contro uno. “Andiamo nella direzione di un calcio fatto da squadre che giocano uomo contro uomo e che ti vengono addosso”, ha spiegato Aquilani. “Quindi la qualità individuale fa la differenza. La voglia di non perdere il duello, ovunque esso sia, è fondamentale. Mi aspetto di vincere più duelli possibili”.
Un altro fattore determinante sarà la gestione delle palle inattive, vera e propria specialità per entrambe le squadre (tra le migliori del torneo sui corner). L’allenatore giallorosso è consapevole del peso statistico di questa fase di gioco: “Lavoriamo molto sui calci piazzati. Le statistiche dicono che quasi il 30% dei gol nasce da lì, è un numero altissimo. Il Frosinone ha uno dei migliori calciatori della categoria per batterli e giocatori di livello per colpire. Con partite così sporche e livellate, l’episodio individuale o il calcio piazzato possono decidere il match”.
Niente calcoli: l’imperativo è guardare avanti
Nonostante la classifica sorrida e una vittoria potrebbe proiettare i giallorossi a ridosso delle primissime posizioni, Aquilani si rifiuta di definire la gara come uno snodo definitivo, preferendo focalizzarsi sulla prestazione e sulla mentalità. “Non è la partita dello snodo perché mancano ancora tante gare, ma oggi siamo in una posizione che non ci deve permettere di abbassare la guardia”, ha avvertito. “È una partita che vale tre punti, che ci può dare la quinta vittoria consecutiva e restituire qualcosa che all’andata abbiamo lasciato per strada in maniera immeritata”.
L’allenatore chiude ogni discorso legato a proiezioni future o rimpianti per i punti persi a inizio stagione: “Alla fine hai sempre quello che meriti. Stiamo facendo qualcosa al di sopra dell’immaginazione iniziale, ma guai a pensare che basti così, sarebbe la nostra morte calcistica. Se pensiamo che quello che abbiamo fatto è sufficiente, siamo sulla strada sbagliata. Se dovessimo vincere, il segnale forte lo daremo soprattutto a noi stessi, per avere ancora più consapevolezza e forza”.
Il percorso di crescita del mister e della squadra è andato di pari passo, superando le difficoltà iniziali. Lo stesso Aquilani utilizza una metafora marinara per descrivere la sua evoluzione alla guida delle Aquile: “Sono cresciuto molto perché ho attraversato il mare. A volte è piatto, a volte, come da noi, c’è stato pure l’uragano. L’abbiamo attraversato e questo ti porta a crescere e a riflettere. Sono cresciuto in linea con i calciatori: credo di aver fatto crescere qualche ragazzo, ma sicuramente loro hanno fatto crescere me”.
La sfida di domani non è solo una partita di vertice per il Catanzaro, ma l’esame di maturità definitivo per misurare le ambizioni di un gruppo che, remando insieme nella stessa direzione, ha dimostrato di non porsi alcun limite. Se la fame e la ferocia richieste dal tecnico verranno riversate sul prato del “Ceravolo”, le Aquile avranno tutte le carte in regola per prolungare la propria striscia vincente e riscrivere le gerarchie della Serie B.
