Costantino Favasuli non è solo un esterno di fascia classe 2004 che sta impressionando in Serie B. È un ragazzo calabrese che ha lasciato la sua terra a quattordici anni per inseguire il pallone, e che oggi è tornato per scrivere la sua storia più importante. Nell’intervista rilasciata a LaC e riportata da lacnews24.it, il talento giallorosso si è raccontato senza filtri: dalle radici ad Africo ai sogni di massima serie, passando per il rapporto speciale con Pietro Iemmello e un gruppo giovane che guarda in alto.
Le parole di Favasuli sono quelle di chi non ha dimenticato da dove è partito, nonostante il contratto quadriennale con il Catanzaro e le prestazioni che stanno attirando l’attenzione di mezza Serie B. «Ho mostrato i miei primi passi al campetto del mio paese, sono originario di Africo», ha raccontato l’esterno giallorosso con quella semplicità che lo contraddistingue dentro e fuori dal campo. Un’origine che non è un dettaglio biografico, ma il filo conduttore di una storia che parla di identità, radici e appartenenza.
Le origini: da Africo a Firenze, sei anni di crescita
Il calcio per Favasuli è nato dove nascono le storie più autentiche: in un campetto di paese, sotto lo sguardo di un padre che aveva una scuola calcio e portava sempre con sé il figlio. «Poi giocavo in piazza, in strada, ed è lì che è nato l’amore per il calcio», ha spiegato il classe 2004, ripercorrendo quegli anni formativi che precedono il grande salto. A quattordici anni la partenza per Firenze, sei stagioni nelle giovanili della Fiorentina che hanno forgiato il giocatore ma non scalfito l’uomo. «Quando avevo qualche giorno libero tornavo sempre ad Africo, dove ci sono la mia famiglia e i miei amici», ha confessato Favasuli, sottolineando quanto quei ritorni fossero necessari, vitali.
La Calabria per lui non è mai stata un ricordo sbiadito o una cartolina nostalgica, ma una presenza costante. «La cosa più bella che mi dicono è che sono sempre uguale. Per me significa tanto, perché sono molto legato a loro e a questa terra», ha dichiarato con evidente emozione. Parole che rivelano una maturità umana rara in un ventunenne, capace di riconoscere nel giudizio di chi lo conosce da sempre il vero metro del suo valore come persona.
Iemmello, il leader che guida le Aquile
Nello spogliatoio del Catanzaro, tra i tanti riferimenti tecnici e umani, spicca la figura di Pietro Iemmello, capitano e simbolo giallorosso che nella scorsa stagione ha trascinato la squadra fino alla semifinale playoff. «Avere uno come Pietro è importantissimo», ha sottolineato Favasuli senza mezzi termini. Il giudizio dell’esterno calabrese sul bomber giallorosso è netto, privo di retorica: «Per me è uno dei migliori attaccanti della Serie B, forse il migliore. È un leader, ci guida e per noi è fondamentale».

La sua presenza nello spogliatoio va oltre i numeri: «Ogni tanto si incavola, com’è giusto che sia, ma si comporta sempre bene con tutti», ha aggiunto Favasuli, descrivendo un capitano che sa essere esigente senza perdere umanità. Un riferimento prezioso per un gruppo ricco di giovani che stanno crescendo partita dopo partita.
I giovani del Catanzaro: talenti da Serie A
La rosa giallorossa costruita dal direttore Polito è una delle più giovani e interessanti dell’intera Serie B. Favasuli lo sa bene e non nasconde l’entusiasmo quando parla dei compagni: «Quest’anno abbiamo tanti ragazzi forti. Secondo me alcuni giocheranno in Serie A: Cisse, Liberali… davvero tanti. Siamo fortunati ad averli». Non è adulazione, ma la constatazione di chi ogni giorno si allena con talenti destinati a palcoscenici più importanti.

Alphadjo Cisse, trequartista classe 2006 arrivato in prestito dall’Hellas Verona con già un esordio in Serie A alle spalle, e Mattia Liberali, esterno offensivo arrivato dal Milan, classe 2007, inserito dal “The Guardian” tra i 60 migliori talenti al mondo della sua generazione, rappresentano il presente e il futuro del progetto giallorosso. Favasuli stesso fa parte di questa generazione d’oro: contratto fino al 2029, crescita costante, prestazioni che confermano le aspettative riposte in lui dalla società.
L’obiettivo: playoff e il grande sogno
La stagione è iniziata tra alti e bassi, con prestazioni convincenti ma risultati non sempre all’altezza. «Le prestazioni ci sono sempre state, mancavano solo i tre punti. Ora abbiamo trovato continuità, anche se a Empoli potevamo fare meglio. Dobbiamo continuare su questa strada», ha ammesso Favasuli con lucidità. Il Catanzaro attualmente si trova in zona playoff, obiettivo dichiarato e alla portata di una squadra che ha dimostrato di poter competere con chiunque.
«Il sogno di tutti è andare ai play-off. Ce lo meritiamo noi, la città e i tifosi», ha dichiarato l’esterno calabrese, consapevole di quanto quella conquista rappresenterebbe per un’intera comunità. Ma Favasuli guarda anche oltre, con quella sana ambizione che contraddistingue i grandi talenti: «Giocare in Serie A è il mio sogno più grande. La nazionale sarebbe incredibile, ma prima di tutto voglio arrivare in A. Ce la metterò tutta e vediamo cosa succede».
Parole semplici, dirette, vere. Quelle di un ragazzo che ha imparato a sognare nei campetti di Africo e che oggi vuole scrivere pagine importanti con la maglia giallorossa addosso. Il ritorno in Calabria per Favasuli non è stato solo una scelta professionale, ma il compimento di un cerchio: ritrovare casa, identità e motivazioni per affrontare la sfida più importante della carriera. Con mister Alberto Aquilani, che lo ha già allenato nelle giovanili della Fiorentina e che ha fortemente voluto il suo ritorno, al timone del progetto.
Il percorso è tracciato, gli obiettivi sono chiari. Costantino Favasuli è tornato dove tutto è cominciato per dimostrare che i sogni, quelli veri, nascono sempre dalle proprie radici.
