Ai microfoni di Conte Max, il mister e autore illustra le criticità dei settori giovanili e spiega come “fabbricare” il talento, dalla teoria del metronomo fino ai successi internazionali
Il calcio italiano attraversa una profonda crisi di talenti, un tema delicato e attualissimo che ha tenuto banco durante l’ultima intervista live su RADIO CIAK. Ai microfoni della voce storica dell’emittente, lo speaker radiofonico Conte Max (Massimo Brescia), è intervenuto il mister Giovanni Alessandro, figura nota per le sue teorie incentrate sulla valorizzazione dei calciatori. L’obiettivo del confronto è stato proprio quello di analizzare a fondo le cause di questa preoccupante penuria di estro e proporre un netto cambio di rotta.
Oltre il “buon giocatore”: il talento si può fabbricare
Secondo Giovanni Alessandro, l’attuale sistema formativo applicato nei vari settori giovanili mostra una criticità di base: si concentra sul tentare di far diventare i ragazzi dei “buoni giocatori”, fallendo però nel forgiare calciatori autenticamente talentuosi. Per elevare lo standard medio, l’autore del manuale “Campione non solo si nasce… ma lo si può anche diventare – L’arte del Dribbling” sostiene a gran voce che la didattica necessiti di essere rivista e migliorata mediante nuovi approcci formativi.
Il talento, secondo il mister, non deve limitarsi a una ricerca passiva, ma può essere sviluppato e “fabbricato”. Questo ambizioso processo richiede l’intervento di istruttori altamente preparati, capaci di mettere in pratica specifiche metodologie per trasformare l’attitudine del giovane calciatore, trasmettendogli la consapevolezza che il margine di miglioramento può essere incrementato affinando i risultati positivi e sapendo correggere gli errori.
La “teoria del metronomo” e l’importanza del dribbling
Uno dei concetti cardine esposti da Giovanni Alessandro in relazione al suo lavoro è la cosiddetta “teoria del metronomo”. Questo particolare approccio mira a valorizzare e rafforzare la gestione tecnica del calciatore attraverso una redditizia armonia consequenziale dei movimenti bilaterali del corpo. L’obiettivo finale è ottenere giocatori talentuosi, dotati di una spiccata estrosità e di un’esperienza cognitiva eccellente strettamente legata alla sensibilità del tocco di palla.
In quest’ottica, i settori giovanili dovrebbero restituire maggiore importanza al risultato che un dribbling eseguito con successo è in grado di generare. Ai giovani andrebbe insegnato non solo ad acquisire la tecnica bilaterale più completa possibile, ma anche a padroneggiarla per prendere decisioni rilevanti sul campo, sia a livello individuale che collettivo. La presenza in organico di calciatori talentuosi—con le abilità tecniche in possesso dai grandi campioni—permetterebbe infatti di operare maggiori soluzioni in gara, modificando l’assetto della squadra e aumentando le probabilità di segnare persino senza la necessaria collaborazione dei compagni, un limite strutturale tipico delle squadre composte solo da “buoni giocatori”.
I risultati sul campo: dall’Academy Crotone a The Guardian
La validità di questa metodica finalizzata a costruire il talento non è solo teorica, ma supportata da risultati sul campo. Conte Max ha introdotto il tema ricordando lo straordinario successo della fase conclusiva dello stage “Il Torneo dei Futuri Talenti”, in cui ben nove giovanissimi calciatori hanno spiccato il volo verso i settori giovanili professionistici. Durante l’evento, disputato sui campi dell’Academy Crotone, i partecipanti hanno dato vita a uno spettacolo memorabile, trasformando partite ordinarie con giocate ricche di gesti tecnici e atteggiamenti tattici acquisiti dopo soli quattro mesi di formazione con la metodica del manuale.
In chiusura di intervista, lo speaker ha ricordato come il lavoro di Giovanni Alessandro, pubblicato con la Titani Editori, miri a nutrire il futuro del calcio locale e nazionale. Un metodo che ha già raccolto grandissimi meriti a livello internazionale, tra cui l’inserimento di un suo allievo nella celebre lista dei migliori calciatori al mondo classe ’98, pubblicata dal prestigioso quotidiano britannico The Guardian.


