Commento del Dott. Giuseppe Colangelo
Cardiologo – Istruttore certificato di Primo Soccorso – Presidente Onorario di Calabria Cardioprotetta
Il trasferimento della base dell’elisoccorso regionale presso l’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme rappresenta una notizia di grande importanza per la sanità calabrese. È una scelta strategica che rafforza la rete dell’emergenza-urgenza, migliora l’integrazione tra soccorso territoriale e ospedale e consente di ridurre i tempi di intervento nelle patologie tempo-dipendenti, dove ogni minuto può determinare la differenza tra la vita e la morte.
Da cardiologo, da lametino profondamente legato alla propria terra e da Presidente Onorario di Calabria Cardioprotetta, esprimo sincero apprezzamento per questo importante risultato. Lamezia Terme rappresenta il naturale baricentro della Calabria e il rafforzamento della sua rete dell’emergenza costituisce un investimento che produce benefici per un territorio ben più ampio della sola città.
Ritengo, tuttavia, che questa scelta debba essere considerata non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di un percorso ancora più ambizioso.
L’elisoccorso è uno strumento essenziale della medicina dell’emergenza. È una risorsa preziosa, moderna e indispensabile. Ma da solo non basta.
L’arresto cardiaco improvviso è una delle poche emergenze nelle quali il destino di una persona si decide prima ancora dell’arrivo dei soccorritori. La scienza ci insegna che le probabilità di sopravvivenza diminuiscono rapidamente con il trascorrere dei minuti se non vengono immediatamente avviate la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione precoce.
Per questo motivo, il vero investimento non può limitarsi ai mezzi di soccorso.
Il vero investimento deve essere rivolto alle persone.
Il primo soccorritore, nella maggior parte dei casi, non è il medico, non è l’infermiere, non è l’equipaggio dell’elisoccorso.
È un cittadino.
Può essere un familiare, un collega di lavoro, un insegnante, un commerciante, uno studente o un semplice passante.
È lui il primo anello della catena della sopravvivenza.
Se quella persona sa riconoscere un arresto cardiaco, sa chiamare tempestivamente il Numero Unico di Emergenza, sa iniziare le manovre di rianimazione e utilizzare un defibrillatore semiautomatico, allora l’intero sistema sanitario acquista un’efficacia straordinaria.
È questo il significato più autentico della cardioprotezione.
Per questo desidero rivolgere un appello al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che negli ultimi anni ha promosso importanti interventi per il rilancio della sanità regionale.
Presidente, il trasferimento della base dell’elisoccorso dimostra che investire nell’emergenza è possibile.
Oggi Le chiedo di compiere un ulteriore passo, forse ancora più importante: fare della Calabria la regione della cardioprotezione.
Un progetto che non riguardi soltanto gli ospedali, ma l’intero territorio regionale.
Un progetto che coinvolga le Aziende Sanitarie, i Comuni, le scuole, le università, il mondo dello sport, il volontariato, gli Ordini professionali e tutte le realtà sociali.
Occorre partire proprio dai piccoli centri, dai borghi e dalle aree interne della Calabria.
Sono questi i territori nei quali i tempi di intervento possono essere inevitabilmente più lunghi e dove una comunità preparata può realmente fare la differenza.
Ogni Comune dovrebbe dotarsi di un piano comunale di cardioprotezione.
Ogni amministrazione dovrebbe conoscere dove sono installati i defibrillatori presenti sul territorio, verificarne periodicamente la manutenzione, garantirne la piena efficienza e renderli facilmente accessibili attraverso sistemi di geolocalizzazione.
Ogni scuola dovrebbe insegnare agli studenti le manovre di rianimazione cardiopolmonare.
Ogni impianto sportivo, ogni edificio pubblico, ogni luogo di aggregazione dovrebbe essere dotato di un DAE funzionante e di personale formato al suo utilizzo.
Parallelamente, è indispensabile continuare a investire nelle ambulanze medicalizzate, nell’elisoccorso, nella formazione continua degli operatori sanitari e nell’integrazione tra tutte le componenti della rete dell’emergenza.
La forza della catena della sopravvivenza dipende dalla solidità di ogni suo anello.
Se anche uno solo viene meno, tutto il sistema perde efficacia.
Come Presidente Onorario di Calabria Cardioprotetta, rinnovo la mia completa disponibilità a collaborare con la Regione Calabria, con le Aziende Sanitarie Provinciali, con i Sindaci e con tutte le istituzioni che vorranno intraprendere questo percorso.
La mia esperienza come cardiologo e istruttore di primo soccorso mi ha insegnato che la migliore tecnologia non può sostituire una comunità preparata.
Una Regione è realmente moderna quando investe contemporaneamente nelle strutture, nei professionisti e nei cittadini.
Il mio auspicio è che il trasferimento della base dell’elisoccorso venga ricordato come il primo tassello di una visione più ampia.
Una Calabria nella quale ogni cittadino sappia riconoscere un arresto cardiaco improvviso.
Una Calabria nella quale nessuno abbia paura di intervenire.
Una Calabria nella quale ogni defibrillatore sia efficiente, accessibile e pronto all’uso.
Una Calabria nella quale la formazione al primo soccorso diventi parte integrante della cultura civica.
Solo allora potremo affermare di aver costruito una vera Calabria Cardioprotetta.
Perché i mezzi di soccorso sono fondamentali.
Ma le vite si salvano quando una comunità è preparata ad agire ancora prima che si senta, in lontananza, il rumore delle pale di un elicottero.
