Emanuele Rao, attaccante classe 2006 del Bari analizza con onestà la sconfitta: “Noi volevamo osare, ma loro hanno tenuto il pallino del gioco”. Un riconoscimento indiretto alla ragnatela tattica tessuta da Aquilani
A volte le conferme più gratificanti sulla bontà di una prestazione non arrivano dai tabellini o dalle statistiche, ma dalle parole degli avversari. A tre giorni dal blitz del “San Nicola”, che ha proiettato il Catanzaro in piena zona playoff, arrivano le dichiarazioni di Emanuele Rao. Il talento classe 2006 del Bari, intervenuto alla trasmissione Il bianco e il rosso Tb Sport, ha offerto una disamina lucida e per certi versi impietosa del match, fotografando perfettamente la superiorità territoriale e psicologica imposta dalle Aquile.
L’impotenza tattica del Bari
Le parole – riportate da TuttoBari.it – del giovane esterno offensivo, di proprietà del Napoli, suonano come una certificazione della qualità del palleggio giallorosso. “Hanno sempre tenuto loro il pallino del gioco, è stato frustrante”, ha ammesso Rao. L’uso dell’aggettivo “frustrante” non è banale: racconta lo stato d’animo di chi, pur volendo incidere, si è trovato intrappolato nella ragnatela di passaggi tessuta da Petriccione e compagni, costretto a rincorrere il pallone per lunghi tratti della gara senza mai riuscire a prenderne il controllo.
Rao ha poi svelato i retroscena dello spogliatoio pugliese e le indicazioni, rimaste inattuate, della panchina biancorossa: “All’intervallo il mister ci ha chiesto di partire forte, andando uomo contro uomo”. Un tentativo di alzare la pressione che, tuttavia, si è infranto contro la capacità del Catanzaro di eludere il pressing e gestire i ritmi, vanificando anche le intenzioni individuali: “Prima della partita il mister mi ha chiesto di osare molto e di puntare quando possibile”.
La “presenza” dell’ex Magalini e il momento no
L’analisi di Rao tocca anche tasti dolenti per l’ambiente barese, chiamando in causa una vecchia conoscenza del mondo giallorosso, il direttore sportivo Giuseppe Magalini. Mentre a Catanzaro si respira aria di alta quota, l’ex DS vive un momento complesso in Puglia. “Magalini è un direttore sempre presente, ovviamente non è contento del momento e spera di uscirne come tutti noi”, ha dichiarato il calciatore. Parole che confermano la tensione di una piazza che, costruita per vincere, si ritrova ora a dover gestire una crisi tecnica e di risultati, acuita proprio dalla sconfitta contro la sua ex squadra.
Emanuele Rao: Il talento e il futuro
Al di là della partita, Rao ha parlato del suo percorso personale, che incrocia ambizioni da Serie A e consigli di senatori. “È il mio primo anno in B… la situazione in generale è pesante, ma io cerco di andare in campo spensierato”, ha spiegato il ragazzo, che ha firmato un contratto di cinque anni con il Napoli ma ha scelto Bari anche grazie ai consigli di Mirco Antenucci, suo mentore alla SPAL: “Mi ha parlato di Bari come di una piazza di altissimo livello”.
Tuttavia, venerdì scorso, quel “livello altissimo” lo ha espresso solo il Catanzaro, lasciando al giovane Rao e ai suoi compagni solo la frustrazione di chi ha assistito, da vicino, a una lezione di calcio.
