domenica 25 Gennaio 2026

Emergenza in tasca: la nuova frontiera della cardioprotezione. Come i defibrillatori miniaturizzati cambiano il modo di intervenire

Un confronto vivo e partecipato, capace di mettere al centro l’innovazione e — soprattutto — la possibilità concreta di salvare vite. È questo lo spirito che ha animato il convegno “Emergenza in tasca”, svoltosi mercoledì 3 dicembre nella Sala Carmine Sommese dell’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana. L’iniziativa ha richiamato amministratori, operatori sanitari, volontari e cittadini desiderosi di conoscere da vicino una nuova frontiera della cardioprotezione: i defibrillatori miniaturizzati, presentati al pubblico attraverso il nuovo dispositivo Pocket.

Promosso da Auexde Defibrillatori insieme all’Agenzia Area Nolana, l’appuntamento è stato un’occasione preziosa per raccontare come le tecnologie più avanzate stiano rivoluzionando l’intervento nelle emergenze cardiache, portando la sicurezza letteralmente “in tasca”.

Al tavolo dei relatori si sono alternati interventi istituzionali e contributi tecnici. Tra questi, quello del dott. Giuseppe Colangelo, cardiologo lametino impegnato da anni in Campania e in tutta Italia nella diffusione della cultura della cardioprotezione, nonché membro del comitato scientifico di Progetti Medical, azienda leader nella fabbricazione di defibrillatori.

Nel suo intervento, Colangelo ha espresso un auspicio forte e concreto: che dispositivi come Pocket possano davvero cambiare il modo in cui si affrontano le emergenze cardiache. Ha sottolineato come la miniaturizzazione rappresenti solo il primo passo di un percorso più ampio, auspicando che tali strumenti continuino a evolversi per rispondere alle esigenze di una popolazione in trasformazione, sempre più diversificata per età, abitudini e contesti di vita.

Secondo il cardiologo, è fondamentale che i defibrillatori del futuro siano capaci di adattarsi a scenari molto differenti — dalle strade affollate ai luoghi isolati, dagli ambienti domestici alle grandi aree pubbliche — per garantire un intervento efficace proprio nei minuti più critici. Un’evoluzione che potrebbe contribuire in modo decisivo a contrastare l’emergenza cardiaca e la morte improvvisa, rendendo la cardioprotezione più accessibile, immediata e realmente alla portata di tutti.

Accanto a Colangelo, hanno contribuito al dibattito Giuseppe Caccavale, Vincenzo Caprio, Antonio Ferraro, Gina Cuomo, Giuseppe Sepe e Stefano Silvestro, in un dialogo guidato dal giornalista de Il Mattino Nello Fontanella.
L’atmosfera è stata quella di un dialogo aperto, nel quale competenze diverse si sono intrecciate per analizzare opportunità, criticità e prospettive future della cardioprotezione diffusa.

La presentazione del dispositivo Pocket ha suscitato grande curiosità e partecipazione: molti degli intervenuti hanno posto domande pratiche sull’utilizzo del defibrillatore miniaturizzato, sulle sue applicazioni nel quotidiano e sulle modalità di integrazione con i sistemi di emergenza già attivi sul territorio.

Un messaggio è emerso con chiarezza da tutte le voci presenti: rendere la cardioprotezione più accessibile, diffusa e immediata non è solo possibile, ma necessario. Tecnologie leggere, intuitive e sempre disponibili possono davvero fare la differenza nei primi minuti dell’emergenza cardiaca, quando ogni secondo è decisivo.

Il convegno si è concluso lasciando ai partecipanti una consapevolezza condivisa: l’innovazione non è un concetto astratto, ma un percorso concreto che cresce attraverso la collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini. Un percorso che, grazie a dispositivi come Pocket, può portare la sicurezza un passo più vicino a ciascuno di noi.

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