martedì 17 Febbraio 2026

“Giocare d’anticipo”: il Dott. Colangelo porta la rianimazione in campo. Allenarsi a salvare vite, non solo a vincere

Atleti e staff protagonisti della prevenzione cardiologica nello sport

Allenarsi per vincere una gara è importante, ma allenarsi per salvare una vita può fare la differenza. È da questo principio che nasce “Giocare d’anticipo”, il progetto formativo che introduce la simulazione dell’arresto cardiaco improvviso direttamente nei luoghi di pratica sportiva, trasformando atleti, allenatori e dirigenti in protagonisti attivi della gestione dell’emergenza.

L’iniziativa è ideata e coordinata dal Dott. Colangelo Giuseppe, cardiologo dello sport, istruttore di rianimazione cardiopolmonare e consigliere regionale della SICSport Campania, ed è rivolta a società e associazioni sportive di diverse discipline, non limitandosi al solo calcio ma estendendosi a tutti gli sport in cui l’attività fisica intensa può rappresentare un potenziale fattore di rischio.

L’arresto cardiaco improvviso, sebbene evento raro, può verificarsi durante l’attività sportiva e richiede un intervento immediato. In questi casi, prima dell’arrivo dei soccorsi sanitari, i primi presenti sono quasi sempre compagni di squadra, tecnici o dirigenti. “Giocare d’anticipo” nasce proprio con l’obiettivo di fornire a chi vive quotidianamente lo sport competenze pratiche e operative per affrontare correttamente queste situazioni critiche.

Il progetto si fonda su simulazioni realistiche di emergenza, svolte direttamente durante allenamenti o sessioni dedicate, in ambienti sportivi reali. Gli atleti vengono coinvolti in scenari che riproducono fedelmente un arresto cardiaco improvviso: dalla perdita di coscienza alla gestione dell’intervento, con l’attivazione del sistema di emergenza, l’inizio tempestivo della rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (DAE). Il tutto avviene sotto la supervisione di personale qualificato, con momenti di confronto e debriefing finale.

«La sicurezza nello sport non riguarda solo le strutture, ma soprattutto le persone», spiega il Dott. Colangelo. «Formare atleti e staff significa creare una rete di primi soccorritori consapevoli, in grado di intervenire con lucidità e coordinamento nei primi minuti, che sono decisivi per la sopravvivenza».

Il progetto può essere realizzato come evento formativo singolo, della durata di circa novanta minuti, oppure come percorso strutturato in più incontri, adattabile alle esigenze organizzative delle diverse realtà sportive. Particolare attenzione viene dedicata anche alla definizione del piano di emergenza dell’impianto, alla corretta collocazione e accessibilità del DAE e alla chiara assegnazione dei ruoli in caso di emergenza.

L’iniziativa ha già trovato un riscontro concreto sul territorio: diverse squadre e società sportive, appartenenti a differenti discipline, hanno aderito al progetto e avviato i primi percorsi formativi. L’obiettivo è quello di favorire una diffusione progressiva e capillare dell’iniziativa, che possa crescere in modo virale, coinvolgendo un numero sempre maggiore di realtà sportive.

“Giocare d’anticipo” si inserisce nel più ampio tema della cardioprotezione nello sport, sottolineando come la prevenzione non possa limitarsi alla sola presenza del defibrillatore negli impianti, ma debba includere una formazione pratica e continuativa di atleti e operatori sportivi.

In un contesto in cui lo sport rappresenta un importante strumento di educazione, salute e inclusione sociale, iniziative come questa contribuiscono a costruire una cultura della sicurezza condivisa, capace di tutelare la vita degli atleti e di chi pratica sport a ogni livello.

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