Il capitano giallorosso protagonista del passaggio della Torcia Olimpica in città. Sui social il suo messaggio d’amore: “Un momento che racchiude passione e orgoglio”
Ci sono momenti in cui lo sport supera i confini del rettangolo verde e abbraccia valori universali. Ieri sera, Catanzaro non ha vibrato per un gol al “Ceravolo”, ma per il passaggio di un simbolo millenario: la Torcia Olimpica. E a portarla, tra le strade della sua città, non poteva che essere il simbolo sportivo per eccellenza di questa era giallorossa: Pietro Iemmello.
Il capitano delle Aquile, smessi per una sera i panni del bomber, ha indossato la tuta ufficiale di Milano Cortina 2026, diventando tedoforo per una notte. Un’investitura che va oltre il calcio e che certifica, ancora una volta, il legame viscerale tra il numero 9 e la sua gente.
Il post social: orgoglio e appartenenza
A poche ore dall’evento, Iemmello ha affidato al suo profilo Instagram le sensazioni di una serata indimenticabile, pubblicando uno scatto che lo ritrae sorridente e concentrato mentre regge la fiaccola. “Portare la torcia olimpica nella mia città è stato un onore immenso”, ha scritto il capitano. Parole semplici ma cariche di significato, che sottolineano come rappresentare Catanzaro sia per lui un privilegio costante, sia con la fascia al braccio che con il fuoco di Olimpia tra le mani.
Iemmello ha poi definito l’esperienza come “Un momento che racchiude passione e orgoglio”, due concetti che sono il marchio di fabbrica anche delle sue prestazioni in campo.
Un’emozione “indescrivibile”
Nel messaggio di ringraziamento rivolto all’organizzazione dei Giochi Invernali, il bomber catanzarese ha lasciato trasparire il lato più umano ed emotivo dell’atleta: “Emozioni che porterò nel mio cuore per sempre! Grazie a Milano Cortina 2026 per avermi dato l’opportunità di vivere questa sensazione indescrivibile”.
Vedere il proprio capitano farsi portatore di un messaggio di pace e sportività universale è stata un’ulteriore medaglia al petto per la tifoseria giallorossa. Iemmello si conferma non solo leader tecnico, ma ambasciatore di una “catanzaresità” che vuole eccellere nello sport e nei valori.
