Gli esami strumentali confermano le sensazioni negative del post-Reggiana: lesione di secondo grado per il talento di proprietà del Milan. Aquilani perde una pedina fondamentale per almeno un mese
La vittoria scaccia-crisi contro la Reggiana lascia in eredità una nota stonata, e purtroppo il conto da pagare alla sfortuna è salatissimo. Mentre il “Ceravolo” festeggiava i tre punti e le prodezze di Liberali e D’Alessandro, lo staff sanitario giallorosso era già al lavoro per valutare le condizioni di Alphadjo Cisse. E il verdetto arrivato dagli esami strumentali non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: il Catanzaro dovrà fare a meno del suo gioiello per un periodo prolungato.
La dinamica: dal contrasto alla resa
Tutto accade nel primo quarto d’ora di Catanzaro-Reggiana. Cisse, schierato titolare da mister Aquilani per dare imprevedibilità alla manovra, incrocia la sua corsa con quella del difensore granata Papetti. È il minuto 13: il contrasto è duro, il numero 80 giallorosso accusa il colpo ma prova a stringere i denti.
L’adrenalina, però, non basta a coprire il dolore. Cisse resta in campo per altri cinque minuti, provando a testare la gamba, ma al 18′ è costretto ad alzare bandiera bianca: si accascia toccandosi vistosamente l’interno della coscia destra. La smorfia di dolore è inequivocabile. Al suo posto entra Patrick Nuamah (autore poi di un’ottima prova), ma la preoccupazione in panchina è palpabile fin da subito.
La diagnosi: lesione di secondo grado
Gli accertamenti clinici svolti nelle scorse ore hanno confermato i timori della vigilia. Il bollettino diramato dallo staff medico parla di una lesione all’adduttore della coscia destra. Nello specifico, si tratta di una lesione di secondo grado: un infortunio muscolare serio, che va oltre la semplice contrattura o stiramento, interessando le fibre muscolari in modo significativo. Una notizia che preoccupa non solo l’US Catanzaro, ma anche il Milan, club proprietario del cartellino che monitora costantemente la crescita del ragazzo.
I tempi di recupero: obiettivo rush finale
Calendario alla mano, la prognosi è severa. Per infortuni di questa entità, lo stop stimato è di almeno 30-40 giorni. Cisse inizierà immediatamente il percorso riabilitativo, ma lo staff sanitario procederà con la massima cautela: la zona dell’adduttore è delicata e il rischio di recidive, se si forza il rientro, è altissimo.
- Scenario Ottimistico: Rientro in gruppo tra metà e fine marzo.
- Scenario Prudenziale: Se la cicatrizzazione dovesse richiedere più tempo, lo stop potrebbe dilatarsi fino a 60 giorni, posticipando il ritorno in campo ad aprile inoltrato.
Aquilani perde dunque una risorsa preziosa proprio nel momento in cui il calendario proponeva un filotto di gare decisive (Pescara, Mantova, Entella). Ora toccherà a Nuamah, Liberali e agli altri elementi del reparto avanzato non far rimpiangere la fantasia del classe 2006.
