lunedì 16 Febbraio 2026

Infortunio Cisse, il Milan sceglie il bisturi: stagione finita con il Catanzaro

Le speranze di rivedere in campo Alphadjo Cisse per il rush finale del campionato si spengono definitivamente. La stagione 2025-2026 del gioiellino classe 2006, autentico motore del Catanzaro di Alberto Aquilani, si chiude con largo anticipo. Dopo l’infortunio patito lo scorso 7 febbraio contro la Reggiana, l’ipotesi iniziale di una terapia conservativa ha ceduto il passo a una decisione drastica ma necessaria: l’intervento chirurgico.

Una doccia fredda per la piazza giallorossa, che perde uno dei talenti più fulgidi dell’intera Serie B e della Nazionale Under 21. Il fantasista non vestirà più la maglia delle Aquile, proiettandosi già verso il lungo recupero per farsi trovare pronto al prossimo ritiro estivo agli ordini del Milan.

Dal campo a Milanello: la cronaca dell’infortunio

Tutto si è fermato in un freddo pomeriggio di inizio febbraio. Correva il 15° minuto del primo tempo della sfida tra Catanzaro e Reggiana, quando Cisse si è accasciato al suolo, costringendo la panchina al cambio forzato. Le sensazioni negative del terreno di gioco hanno trovato immediata conferma negli esami strumentali effettuati nelle ore successive: lesione di secondo grado all’adduttore della coscia destra.

In un primo momento, lo staff medico calabrese aveva tracciato un percorso di recupero basato sulla terapia conservativa. Una prognosi stimata tra i 30 e i 60 giorni lasciava intravedere uno spiraglio per riavere il trequartista nativo di Treviso almeno per le ultime, decisive battute della regular season o per l’eventuale appendice dei playoff.

La scelta del Milan: tutelare un capitale

Il destino clinico di Cisse, tuttavia, non si decideva solo in Calabria. Il 2 febbraio 2026, appena cinque giorni prima del crac muscolare, il Milan aveva prelevato il cartellino del ragazzo dall’Hellas Verona con un’operazione a titolo definitivo da circa 8 milioni di euro più bonus, lasciandolo contestualmente in prestito al Catanzaro per maturare.

Proprio per questo motivo, il calciatore ha raggiunto la clinica di riferimento rossonera a Milano per ulteriori consulti. I medici del Diavolo, di concerto con l’entourage del ragazzo, hanno azzerato i dubbi optando per la sala operatoria. Una scelta definita “prudenziale e definitiva”: il bisturi risolverà radicalmente la fragilità all’adduttore, eliminando il rischio di fastidiose ricadute muscolari. I tempi di recupero post-operatorio si dilatano inevitabilmente a tre-quattro mesi. Il Milan protegge così il proprio investimento futuro, ma il Catanzaro paga un prezzo altissimo nel presente.

Il vuoto tecnico nello scacchiere di Aquilani

Alberto Aquilani perde una pedina insostituibile. I numeri raccontano solo una parte dell’impatto di Cisse sulla categoria: 22 presenze stagionali, 6 reti messe a referto e una capacità innata di strappare le partite spaccando le difese avversarie. Il classe 2006 rappresentava il perfetto anello di congiunzione tra il centrocampo e l’attacco, garantendo imprevedibilità e cambio di passo.

Assorbire un colpo del genere a ridosso della primavera non è mai semplice, ma Alberto Aquilani governa un organico profondo e strutturato proprio per fronteggiare simili emergenze. Il tecnico è chiamato a ridisegnare la trequarti senza il suo incursore più imprevedibile, eppure le alternative di spessore abbondano. Spicca, in questo preciso momento della stagione, la vera e propria esplosione di Mattia Liberali: il giovane talento sta rubando la scena a suon di prestazioni maiuscole, abbinando giocate di pura classe a una concretezza tattica che lo candida a nuovo padrone di quella zolla di campo. Attingendo a queste risorse e rimescolando sapientemente le carte nel settore offensivo, il Catanzaro possiede tutte le armi necessarie per neutralizzare l’assenza di Cisse e spingere sull’acceleratore per difendere il prezioso patrimonio di punti accumulato finora.

Nuovi equilibri per blindare i playoff

Il campionato cadetto non fa sconti e il Catanzaro deve assorbire lo shock rapidamente. Senza le accelerazioni del classe 2006, la squadra dovrà necessariamente trovare altre vie per innescare gli attaccanti, magari appoggiandosi maggiormente sullo sviluppo del gioco sulle catene laterali o responsabilizzando gli altri trequartisti in organico. L’obiettivo della società resta solido: mantenere la posizione in zona playoff e giocarsi le proprie carte negli spareggi promozione. La perdita di Cisse alza notevolmente il coefficiente di difficoltà, ma costringe l’intero gruppo squadra a compattarsi per dimostrare che il progetto tecnico giallorosso possiede fondamenta in grado di reggere anche le mareggiate più impreviste.

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