La consueta puntata di Passione Catanzaro, andata in onda martedì 24 febbraio, ha regalato ai tifosi giallorossi una serata densa di emozioni e spunti tattici. Sotto la sapiente conduzione di Valerio Tomasello, affiancato dalle analisi puntuali di Alessandro Gallo e Lello Fedele Talarico, la trasmissione ha analizzato il momento magico delle Aquile, reduci dalla brillante vittoria esterna contro la Virtus Entella.
Ospite d’eccezione, attesissimo da una tifoseria che lo ha letteralmente inondato di messaggi di affetto, è stato Marco Pompetti. Il talentuoso centrocampista si è raccontato a tutto tondo: dal lungo calvario dell’infortunio estivo fino al gol liberatorio di Chiavari, tracciando poi la rotta per un finale di stagione che vede il Catanzaro proiettato verso traguardi ambiziosi.
Il gol di Chiavari: molto più di una rete
L’ingresso in campo di Pompetti nella sfida vinta a Chiavari ha rappresentato un momento cruciale non solo per la partita, ma soprattutto per il percorso personale del giocatore. La rete del definitivo 3-1 non è stata solo una prodezza balistica, ma il suggello di una rinascita.
“Il gol di Chiavari è stata una grandissima iniezione di autostima”, ha confessato Pompetti. “Aver giocato a Bolzano era stato importante, ma la rete di sabato mi ha dato una fiducia ancora maggiore. Al di là del mio gol, sono felice per il percorso della squadra: abbiamo ottenuto quattro vittorie consecutive e stiamo facendo un cammino importantissimo”.
Il buio dell’infortunio e la luce dell’affetto giallorosso
Non è stato un percorso facile quello del numero 21 giallorosso. Il grave infortunio patito durante il ritiro estivo ha rischiato di frenare bruscamente l’ascesa di uno dei prospetti più interessanti del panorama calcistico nazionale.
“Non è stato un momento bello. La mia testa è andata subito a pensare a tantissime cose negative”, ha ammesso con sincerità il centrocampista. “Era il mio primo infortunio grave e non ero abituato a vivere quelle sensazioni. Ho cercato di essere forte, ho pensato a curarmi nel miglior modo possibile e immaginavo costantemente il giorno in cui sarei tornato in campo”.
In questo lungo tunnel, un ruolo fondamentale lo ha giocato il calore incondizionato della piazza catanzarese. Alle centinaia di messaggi giunti in redazione, Pompetti ha risposto visibilmente emozionato: “Sono parole cariche di significato. Dal primo giorno post-operatorio ho sentito la vicinanza di un’intera città. I messaggi, le lettere ricevute in ospedale a Brescia, mi hanno dato un’energia incredibile per affrontare il recupero con positività”. Un legame viscerale, sottolineato anche dal conduttore Tomasello che ha ricordato come la semplice presenza del giocatore abbia scatenato l’entusiasmo di decine di bambini.
Un ringraziamento speciale è andato anche al gruppo squadra e allo staff tecnico: “Quando salivo a Catanzaro per qualche giorno, I compagni e lo staff mi sono stati vicinissimi. Sentire questa fiducia ti aiuta tantissimo”.
Tattica e mentalità: un centrocampo di lusso per Aquilani
La trasmissione ha offerto anche interessanti spunti tattici. Sollecitato da Lello Talarico sulla possibilità di battere i calci d’angolo a uscire per sfruttare le sue doti balistiche mancine, Pompetti ha svelato un retroscena sul gol di Petriccione a Chiavari: “Siamo d’accordo, i corner a uscire sono insidiosi. Ma il gol di Jacopo (Petriccione, ndr) è nato da uno schema provato in allenamento. Questo ci dà consapevolezza: se preparate bene, le palle inattive sono una risorsa fondamentale. Se il mister mi chiamerà a calciarli, farò del mio meglio”.
Il dibattito si è poi spostato sull’incredibile abbondanza e qualità del centrocampo giallorosso, un vero e proprio “reparto di lusso” per la Serie B, con giocatori del calibro di Pontisso, Petriccione, Rispoli, Buglio e dello stesso Pompetti. Lontano dal temere la concorrenza, Pompetti ha mostrato una maturità esemplare: “La concorrenza a centrocampo è un bene per la squadra. Siamo tutti giocatori di alto livello e il mister sa di poter contare su ognuno di noi. Il segreto del nostro successo è proprio questo: farsi trovare sempre pronti. L’ho visto in questi mesi di assenza: chiunque è stato chiamato in causa ha risposto in maniera perfetta”.
Gli obiettivi: prima la salvezza, poi si sogna in grande
A chiudere l’intervento, una riflessione sulle prospettive stagionali. Nonostante il quarto posto e l’entusiasmo dilagante, Pompetti ha tenuto i piedi ben saldi a terra, senza nascondere però l’ambizione di un gruppo che non vuole porsi limiti.
“Il nostro primo obiettivo resta la salvezza, che matematicamente non è ancora stata raggiunta”, ha precisato Pompetti. “Una volta ottenuta, potremo pensare a qualcosina in più. Siamo una squadra ambiziosa, non giochiamo mai per ‘non perdere’ ma per imporre il nostro gioco e vincere. A fine stagione vedremo: I budget non vincono i campionati, sarà il campo a dire chi è più pronto per la Serie A”.
Parole da leader silenzioso, che certificano la ritrovata integrità fisica e mentale di un talento purissimo. Il Catanzaro ha ritrovato il suo regista, e con un Pompetti così, il finale di stagione si preannuncia avvincente.
