La storia recente dell’US Catanzaro è fatta di stagioni esaltanti, ma poggia le sue fondamenta su annate complesse e di transizione, in cui il peso della maglia giallorossa si faceva sentire in tutta la sua gravità. Di quel periodo pionieristico dell’era Noto è stato protagonista Saveriano Infantino, bomber di razza che, ospite dell’ultima puntata di Passione Catanzaro, ha tracciato un filo conduttore tra le sofferenze del passato e le ambizioni del presente, regalando aneddoti e analisi lucide sul momento della squadra di mister Aquilani.
Il Catanzaro di oggi: la mano di Aquilani e la visione della società
Attualmente in forza al Notaresco, nel girone F di Serie D, per restare vicino alla famiglia stabilitasi in Abruzzo, Infantino continua a seguire con grande attenzione le sorti delle Aquile. L’ex attaccante non ha dubbi sulle potenzialità dell’attuale rosa, nonostante la pesante defezione di un talento tornato al Milan per curarsi a seguito di un infortunio.
Analizzando il percorso della squadra, l’ex bomber ha evidenziato i fattori chiave dell’attuale successo:
- La guida tecnica: Fin dai primi pareggi stagionali, Infantino aveva pronosticato un’ascesa giallorossa, definendo Aquilani un allenatore “molto preparato e in gamba”.
- La forza societaria: Il Catanzaro odierno è descritto come una “squadra con struttura importante, con un presidente importante che guarda tutti i minimi particolari”.
- La programmazione: Secondo Infantino, la dirigenza sta lavorando bene negli anni, strutturando la squadra passo dopo passo con l’obiettivo, tramite una buona programmazione, di puntare alla Serie A.
Un ruolo centrale in questa ascesa è riconosciuto a Pietro Iemmello, definito da Infantino “una bandiera e un giocatore fortissimo per la categoria”. L’ammirazione per il capitano giallorosso ha radici lontane: l’ex attaccante ha ricordato la stagione in cui lui militava nel Matera (siglando 21 reti) e Iemmello nel Foggia (24 reti), ammettendo di aver subito pensato, vedendolo giocare, che fosse un attaccante “troppo forte, che in queste categorie non c’entra nulla”.
Il ricordo della stagione 2017-2018: “Ci salvarono i tifosi”
Il salto nel passato ha riportato alla mente la stagione 2017-2018, la prima sotto la presidenza della famiglia Noto. Un’annata travagliata, illuminata però da guizzi individuali indimenticabili. Tra questi il celebre gol di testa, nella stagione successiva, siglato dallo stesso Infantino contro la Reggina nei minuti finali della gara.
Con grande onestà intellettuale, Infantino ha analizzato le difficoltà di quel periodo: “Sono stato accolto come Cristiano Ronaldo, la piazza era contentissima. Però era il primo anno di Noto e non eravamo strutturati per una Serie C importante”. L’attaccante ha ricordato come, a parte Marin e Maita, pochi giocatori di quella rosa abbiano poi avuto un percorso di rilievo in Serie C.
La salvezza di quell’anno, secondo l’ex numero 9, porta una firma chiara: “Sicuramente potevo fare di più, ma la salvezza è nata proprio perché la piazza ci ha spinto tanto. In una piazza senza quel tifo, forse avremmo fatto i play-out”.
A margine dell’intervista, sollecitato sul proprio futuro una volta appesi gli scarpini al chiodo, Infantino ha risposto con una battuta che suona come una promessa d’amore verso i colori giallorossi: “Verrò sicuramente nella società del Catanzaro”.
