Il rumore dei risultati fa eco lontano. La cavalcata della formazione Primavera, stabilmente nelle zone nobili della classifica del campionato Primavera 2 da neopromossa, ha acceso i riflettori nazionali sul vivaio dell’US Catanzaro. Dietro questa rinascita c’è una firma chiara, quella di Massimo Bava. Il dirigente piemontese ha ricostruito le fondamenta del settore giovanile giallorosso, migliorando le strutture e alzando il livello competitivo di tutte le categorie. Un lavoro di programmazione profonda che ha inevitabilmente attirato le attenzioni della massima serie. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la Lazio avrebbe individuato proprio nell’ex Torino il profilo ideale per rifondare la propria cantera.
L’interesse capitolino e i dialoghi in corso
A Formello l’obiettivo societario è stato tracciato senza mezzi termini. Il club vuole trasformare il settore giovanile in un serbatoio reale e produttivo per la prima squadra, costruendo in casa i talenti del domani. Per colmare il delicato divario tra la promessa acerba e il calciatore pronto per il grande calcio, la dirigenza ha bisogno di un architetto esperto.
I primi contatti tra la sponda biancoceleste e l’entourage del dirigente sono già partiti. I dialoghi vengono descritti come decisamente positivi e l’intesa potrebbe concretizzarsi nel giro delle prossime settimane. L’operazione non è però una semplice formalità. Il Catanzaro conosce perfettamente il peso specifico del proprio responsabile e sta provando a blindarlo, difendendo l’investimento tecnico avviato sul territorio. Dagli uffici romani filtra ottimismo, ma la partita si gioca sui tavoli delle rispettive ambizioni societarie.
Il capolavoro a tinte giallorosse di Massimo Bava
Per comprendere i motivi di questo corteggiamento pressante basta osservare la parabola recente del club calabrese. L’arrivo del dirigente ha impresso un cambio di marcia netto. La promozione nel campionato Primavera 2 è stata il punto di rottura col passato. Oggi la squadra affronta la categoria da matricola, dominando le ansie da salto di livello e stazionando nelle primissime posizioni.
Il miglioramento non riguarda esclusivamente la formazione ammiraglia. C’è stato un innalzamento organico della competitività in tutte le selezioni giovanili, supportato da un tangibile potenziamento delle strutture. La valorizzazione dei ragazzi locali è tornata a essere una direttiva concreta, un fattore che ha riportato l’intera società in primo piano nel panorama nazionale di settore.
Il riassetto tecnico a Formello
Il curriculum del dirigente parla un linguaggio chiaro agli occhi del direttore sportivo laziale Angelo Fabiani. I trascorsi al Torino, caratterizzati dalla scoperta e dal lancio nel calcio che conta di prospetti assoluti come Alessandro Buongiorno, rappresentano la garanzia ricercata.
L’eventuale sbarco nella Capitale non scatenerebbe rivoluzioni interne. Stefano Mattiuzzo, attuale coordinatore del vivaio e braccio destro di Fabiani, non lascerebbe il club. Subirebbe un cambio di mansioni, concentrando il proprio raggio d’azione esclusivamente sulla Primavera. Quest’ultima verrebbe strutturata e gestita con le dinamiche di una vera e propria seconda squadra.
I prossimi mesi delineeranno il volto futuro del settore giovanile giallorosso. Trattenere l’artefice di questa crescita equivarrebbe a un segnale di enorme forza contrattuale e continuità per il progetto. Perdere la guida tecnica obbligherebbe la dirigenza a una complessa ripartenza. Il Catanzaro ha forgiato un gioiello sportivo nel sud Italia, ora deve dimostrare di saperlo proteggere dagli assalti della Serie A.
