L’attesa è stata lunga, talvolta frenetica, carica di quell’elettricità che solo i predestinati sanno generare in una piazza calda come Catanzaro. Ma il pomeriggio del 7 febbraio 2026 segna, con ogni probabilità, lo spartiacque definitivo nella stagione e forse nella carriera di Mattia Liberali.
Il classe 2007, arrivato in estate con l’etichetta del “golden boy” e inserito nella prestigiosa lista NXGN 2025, ha scelto il palcoscenico del “Nicola Ceravolo” per presentare il suo primo biglietto da visita tra i professionisti. Dopo l’antipasto servito a Bolzano con l’assist per Pittarello, la prima da titolare in casa contro la Reggiana si è trasformata in un manifesto tecnico: un gol di pregevole fattura, tanta sostanza e quella personalità che Alberto Aquilani predicava da mesi. Non è stata solo una fiammata, ma la prova che il ragazzo è pronto per il calcio dei grandi.
L’istinto del killer: anatomia di un gol pesante
Il cronometro segnava il 29° minuto quando il talento scuola Milan ha deciso di rompere l’equilibrio di una gara fino a quel momento spigolosa, condizionata dal vento e dall’aggressività della Reggiana. La dinamica della rete racconta molto del bagaglio tecnico di Liberali. Su una respinta corta della difesa granata al limite dell’area, il numero 14 ha mostrato una lettura preventiva superiore alla media: ha anticipato seccamente Bozhanaj con un controllo di petto orientato, preparandosi il terreno per l’esecuzione.
La conclusione è un saggio di coordinazione balistica: un controbalzo di sinistro, colpito con il collo interno, che ha disegnato una traiettoria radente e velenosa, insaccandosi nell’angolino basso dove Seculin non poteva arrivare. Un “gioiello” tecnico, certo, ma soprattutto un gol pesante che ha sbloccato psicologicamente la squadra in un momento di sofferenza. Aquilani, dalla panchina, ha applaudito non solo il gesto tecnico, ma la cattiveria agonistica nell’andare a caccia di quella palla vagante.
Oltre il tabellino: i numeri di una prova totale
Se Marco D’Alessandro si è preso meritatamente la palma di Man of the Match (per il gol e il salvataggio sulla linea), la prestazione di Liberali va ben oltre la singola marcatura. I dati Sofascore gli assegnano un eloquente 8.2, certificando un impatto a tutto tondo nei 67 minuti disputati prima della standing ovation e del cambio con Pompetti.
Nel 3-4-2-1 disegnato da Aquilani, Liberali ha agito sul centro-destra della trequarti, fungendo da raccordo tra il centrocampo e Iemmello. I numeri, freddi ma inequivocabili, tratteggiano una prestazione di rara concretezza che va oltre il semplice gesto tecnico. La sua è stata una prova di precisione chirurgica: un solo tiro scoccato verso lo specchio, sufficiente per gonfiare la rete e indirizzare il match. Ma a impressionare è la gestione della sfera, con due dribbling riusciti su tre che certificano quella capacità di sgusciare nello stretto spesso accostata, per eleganza e conduzione, a profili del calibro di Rivera o Foden.
La vera rivelazione, però, arriva dalla “sostanza” messa in campo in fase di non possesso, dove spesso i fantasisti latitano: Liberali non si è limitato a ricamare, ma ha sporcato le linee di passaggio e lottato su ogni pallone, vincendo ben 5 duelli su 9 – inclusi tre sorprendenti stacchi aerei su quattro – e impreziosendo il tutto con due recuperi fondamentali. Un mix di fioretto e sciabola che certifica la maturità del ragazzo.
Il ragazzo non si è limitato a ricamare; ha lottato, pressato e ripiegato, dimostrando di aver assimilato le richieste tattiche di un calcio di Serie B che non fa sconti a nessuno.
Aquilani e la gestione di un patrimonio
“Ha ampi margini di miglioramento”, ha dichiarato mister Aquilani nel post-partita. Una frase che suona come una benedizione e, al tempo stesso, un monito. La gestione del tecnico romano è stata finora impeccabile: ha protetto Liberali nei momenti difficili, lo ha inserito gradualmente e lo ha lanciato titolare solo quando i tempi erano maturi. La connessione con Cisse (prima dell’infortunio) e il dialogo costante con Iemmello e Nuamah hanno mostrato sprazzi di un calcio qualitativamente superiore.
Ora il Catanzaro si ritrova tra le mani un’arma tattica devastante per il prosieguo del campionato. Con il Milan che osserva interessato (forte di quel 50% sulla futura rivendita) e una quotazione di mercato destinata a impennarsi, la sfida sarà mantenere i piedi per terra. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, o meglio, da quel sinistro al 29° minuto contro la Reggiana, il futuro delle Aquile passa inevitabilmente dai piedi educati di Mattia Liberali.
