lunedì 26 Gennaio 2026

Empoli, Lovato torna sulla vittoria contro il Catanzaro: “Episodio ci ha penalizzato, ma abbiamo reagito”

A una settimana di distanza dalla vittoria per 1-0 contro il Catanzaro al Carlo Castellani Computer Gross Arena, Matteo Lovato è tornato a riflettere su quella sfida che ha riacceso le speranze dell’Empoli in un campionato di Serie B fino a quel momento avaro di soddisfazioni casalinghe.

Il difensore centrale, rientrato proprio in quella gara dopo l’infortunio che lo aveva costretto a saltare le precedenti due partite, ha rilasciato un’intervista a La Nazione nella quale ha tracciato un bilancio della prestazione dei toscani e delle prospettive future della squadra di Alessio Dionisi. Le parole del numero 5 azzurro non lasciano spazio a dubbi: quella contro i calabrosi è stata una vittoria cercata con determinazione, ottenuta nonostante le difficoltà e capace di lasciare un segno profondo nel morale del gruppo.

Una gara combattuta e l’episodio di fine primo tempo

La partita dell’8 novembre scorso non è stata una passeggiata per l’Empoli. Il primo tempo, caratterizzato da un sostanziale equilibrio e da poche occasioni da entrambe le parti, si è improvvisamente complicato al minuto 43, quando Popov è stato espulso per doppia ammonizione dopo un intervento scomposto su Brighenti. “È stata una partita combattuta, l’episodio di fine primo tempo ci ha un po’ penalizzato ma siamo stati bravi a reagire e siamo riusciti ad ottenere una vittoria che abbiamo rincorso per parecchie settimane”, ha spiegato Lovato con lucidità, sottolineando come quella espulsione potesse rappresentare un punto di svolta negativo per i padroni di casa.

Eppure, l’Empoli ha dimostrato carattere: nonostante l’inferiorità numerica per oltre quarantacinque minuti, i toscani hanno saputo gestire il vantaggio conquistato al 59′ grazie al rigore trasformato da Shpendi, concesso dopo che Iemmello aveva toccato il pallone con il gomito in area. Il Catanzaro, pur trovandosi in superiorità numerica per tutta la ripresa, non è mai riuscito a creare pericoli concreti alla porta difesa da Fulignati, sprecando un’occasione ghiotta per conquistare almeno un punto in trasferta.

La vittoria contro i giallorossi ha rappresentato per l’Empoli il primo successo casalingo dopo due mesi di digiuno, dall’ultima affermazione contro il Padova, e ha permesso ai toscani di ritrovare fiducia e slancio in un momento delicato della stagione. “Una prova di maturità che abbiamo superato e che pone le basi per continuare su questa onda positiva”, ha dichiarato il difensore, evidenziando come quella prestazione possa costituire un punto di partenza importante per il prosieguo del campionato.

La capacità di soffrire, di restare compatti e di difendere il vantaggio con ordine e determinazione ha rappresentato un segnale forte dell’evoluzione mentale e tattica della squadra sotto la guida di Dionisi, arrivato in panchina con l’obiettivo di risollevare le sorti di un’annata iniziata con qualche difficoltà di troppo.

Il primo clean sheet stagionale: un tassello fondamentale

Uno degli aspetti che più ha soddisfatto Lovato è stato il primo clean sheet stagionale, la cosiddetta “porta inviolata” che mancava da troppo tempo nelle statistiche dell’Empoli. “Penso che questa sia la cosa più importante. Spesso il percorso lo si nota attraverso le piccole cose. Questo è un tassello fondamentale: se riesci a non prendere gol e magari a farlo, in una gara come quella con il Catanzaro, allora si aprono scenari diversi in stagione”, ha affermato il centrale con convinzione.

La solidità difensiva è sempre stata il marchio di fabbrica delle squadre competitive in Serie B, un campionato nel quale ogni punto può fare la differenza e dove la capacità di chiudere le partite senza subire reti rappresenta un vantaggio tattico e psicologico enorme. Per l’Empoli, quella contro i calabresi è stata la dimostrazione che il lavoro svolto in settimana sul reparto arretrato sta cominciando a dare i suoi frutti, e che la squadra ha acquisito quella compattezza necessaria per affrontare con maggiore serenità le sfide future.

Il difensore ha poi voluto sottolineare l’importanza di costruire il risultato attraverso le piccole conquiste quotidiane, quelle che spesso sfuggono ai riflettori ma che rappresentano il vero motore di una squadra vincente. La capacità di mantenere la concentrazione per novanta minuti, di coprire gli spazi con intelligenza e di non concedere occasioni agli avversari è frutto di un lavoro meticoloso che Dionisi sta portando avanti con il gruppo sin dal suo arrivo. E i risultati, seppur ancora fragili, cominciano a vedersi: l’Empoli ha dimostrato di poter competere anche in situazioni di emergenza, di saper soffrire e di avere la mentalità giusta per uscire vincitore da partite complicate come quella contro il Catanzaro.

Dionisi e la filosofia del coraggio

Parte fondamentale del processo di crescita dell’Empoli passa inevitabilmente attraverso il lavoro di Alessio Dionisi, tecnico chiamato a risollevare le sorti di una squadra che aveva bisogno di ritrovare identità e fiducia. Lovato ha speso parole di elogio per il suo allenatore, sottolineando come il mister stia lavorando soprattutto sull’aspetto mentale e sulla compattezza del gruppo.

“Sta cercando di infondere molta positività, fiducia in quello che facciamo e più compattezza dal punto di vista difensivo. Ogni allenatore lavora secondo i propri principi, l’importante è che vengano assimilati dalla squadra e messi in pratica con coraggio nelle partite. Il mister ci sta dando tanto sotto questo aspetto, ci dice che è meglio fare e sbagliare piuttosto di non fare. Per me è una cosa fondamentale”, ha dichiarato il difensore, mettendo in luce la filosofia calcistica del tecnico toscano.

Il concetto di “coraggio” rappresenta un elemento chiave nella visione di Dionisi: non basta eseguire meccanicamente gli schemi tattici, è necessario avere la personalità per prendersi delle responsabilità, per osare nelle giocate e per non rifugiarsi in un calcio sterile e attendista.

Questa mentalità propositiva è stata evidente anche nella partita contro il Catanzaro, quando l’Empoli, pur in inferiorità numerica, non ha mai rinunciato a proporre gioco e a cercare di controllare la gara. La capacità di mantenere alta la pressione, di non concedere campo agli avversari e di sfruttare le ripartenze con intelligenza ha permesso ai toscani di portare a casa tre punti fondamentali, dimostrando che il lavoro del tecnico sta cominciando a entrare nella testa e nelle gambe dei giocatori.

La sosta e lo sguardo verso l’Avellino

Dopo la vittoria contro il Catanzaro, l’Empoli si è fermato per la sosta delle nazionali, un momento che Lovato ha accolto con sentimenti contrastanti. “Non credo sia arrivata al momento giusto. Dopo la partita con il Catanzaro, che ha dato grande entusiasmo, forse sarebbe stato meglio giocare. Però allo stesso tempo la sosta ci permette di avere più tempo per preparare al meglio la partita con l’Avellino“, ha ammesso il difensore, consapevole che l’inerzia positiva poteva essere cavalcata immediatamente con un’altra gara, ma anche dell’opportunità di lavorare con maggiore tranquillità sui dettagli tattici e fisici.

La pausa, dunque, rappresenta un’arma a doppio taglio: da un lato interrompe il momento favorevole, dall’altro consente allo staff tecnico di affinare la preparazione e di recuperare eventuali acciaccati.

La prossima sfida contro l’Avellino, in programma al Partenio-Lombardi, si preannuncia complicata sotto diversi aspetti. “Sarà molto difficile, su un campo che ha una superficie diversa da quella a cui siamo abituati ed in un ambiente molto caldo. Sarà una partita atipica come lo è stata a Chiavari, dovremo dimostrare di essere cresciuti rispetto a quella gara, anche perché l’Avellino ha qualità importanti. L’approccio sarà fondamentale”, ha avvertito Lovato, sottolineando l’importanza di affrontare la trasferta campana con la giusta mentalità.

L’Avellino è una squadra temibile, capace di trascinare i propri giocatori grazie al calore del pubblico e alla qualità tecnica del roster, e l’Empoli dovrà essere bravo a non farsi condizionare dall’ambiente ostile e a imporre il proprio gioco sin dai primi minuti. La lezione del Catanzaro deve servire da monito: in Serie B ogni dettaglio può fare la differenza, e solo con la giusta dose di concentrazione, coraggio e compattezza si possono portare a casa risultati importanti anche in trasferta.

Articoli correlati

Ultimi articoli