Il responsabile del settore giovanile si confessa a MondoPrimavera.com: “Il progetto Noto mi ha convinto per l’ambizione. In Calabria c’è talento, stiamo setacciando la regione”. Sulla Primavera: “Obiettivo salvezza, siamo a buon punto”
“In Italia il talento c’è”. Non è uno slogan, ma la certezza di chi, come Massimo Bava, ha dedicato una vita a scovare e plasmare futuri professionisti. L’ex Torino, oggi responsabile del settore giovanile del Catanzaro, ha tracciato un bilancio lucido del suo triennio in giallorosso ai microfoni di MondoPrimavera.com. Un percorso fatto di strutturazione, risultati storici (come lo Scudetto Berretti) e una filosofia chiara: prima l’uomo, poi l’atleta.
Il “Patto” con Noto e il gap con i dilettanti
Cosa spinge un dirigente dal curriculum pesante a lasciare il Piemonte per la Calabria? La risposta ha un nome e un cognome: Floriano Noto. Bava racconta di essere stato convinto dal desiderio del Presidente di “potenziare il settore giovanile da quando la prima squadra è approdata in Serie B”. La sfida era chiara: vincere subito Primavera 3 e Scudetto Berretti. Missione compiuta, ma il lavoro è appena iniziato.
Bava offre anche un’analisi tecnica sulle differenze strutturali nel calcio giovanile italiano. Se tra i dilettanti esistono isole felici (Lazio, Piemonte, Lombardia), è nel passaggio ai professionisti che l’asticella si alza. “Quando si parla già di Lega Pro, i target si alzano notevolmente… le società di Serie B e Serie A godono quasi sempre di settori giovanili ben organizzati”, spiega il responsabile, sottolineando il divario ancora netto tra la prima divisione e il torneo cadetto.
La filosofia: educazione al primo posto
In un calcio spesso ossessionato dal risultato immediato, a Catanzaro si prova a invertire il paradigma. “Per alcuni è assurdo pensarlo, ma bisogna prima formare degli uomini e poi dei giocatori”. Bava è categorico: la prontezza mentale e l’educazione sono prerequisiti fondamentali per aspirare al professionismo. “La soddisfazione più grande per noi è quando ci dicono che i ragazzi, oltre a essere ben allenati, sono educati e seri”.
I risultati sul campo: l’impresa dell’Under 15 e la Primavera
Il lavoro di semina inizia a dare frutti tangibili anche nei tabellini. Bava cita con orgoglio il percorso delle formazioni minori, in particolare l’investimento su Under 12 e Under 13, ma è sull’Under 15 che si sofferma con enfasi: “È il nostro fiore all’occhiello, recentemente protagonista di una vittoria da spellarsi le mani: 4-0 contro la Roma”. Un risultato che certifica la bontà del lavoro svolto dallo staff (citati Mauro, Augusto, Panucci, Moro, Ottonello e Carrozza).
Capitolo Primavera: dopo la promozione in Primavera 2, l’obiettivo dichiarato è il consolidamento. “L’obiettivo ora è la salvezza, ma siamo già a buon punto”. Nonostante un avvio con qualche risultato indigesto, la squadra ha reagito (memorabile il 5-1 al Benevento terzo in classifica), anche se Bava segnala una criticità gestionale da risolvere: “Abbiamo troppi giocatori in rosa ‘fuori quota’, ma stiamo lavorando per risolvere la cosa”.
Scouting: caccia al talento calabrese
Il futuro passa dalla capacità di reclutamento. L’area scouting è in fase di costruzione ma ha una direttrice precisa: valorizzare il territorio. “Stiamo setacciando la Calabria perché talenti ce ne sono tanti”. Cosa cerca Bava in un giovane? “La prontezza: bisogna valutare se è pronto a calcare palcoscenici importanti”.
Il “modello Catanzaro” cresce: radici locali, visione nazionale e cultura del lavoro.
