martedì 17 Febbraio 2026

Modena-Catanzaro, duello a specchio: il 3-5-2 di Aquilani contro il sistema a tre di Sottil

Modena-Catanzaro, lunch match dell’8 dicembre alle 12:30, nasce come una sfida in cui le scelte tattiche pesano quanto – se non più – i singoli. Le probabili formazioni indicano due sistemi molto vicini, con una difesa a tre e cinque uomini in mezzo al campo per entrambe le squadre.

Il Catanzaro di Aquilani dovrebbe ripartire dal 3-5-2 già visto contro la Virtus Entella, Brighenti escluso:
Pigliacelli in porta; linea a tre con Bettella, Antonini, Cassandro; sulle corsie Favasuli a destra e D’Alessandro a sinistra; in mezzo Rispoli, Petriccione, Pontisso; davanti la coppia Cisse–Iemmello.

Il Modena di Sottil, tecnico che negli ultimi anni ha fatto del 3-5-2 la propria matrice tattica principale, si presenta con una struttura dichiarata 3-5-1-1, che resta una variante diretta del 3-5-2. Davanti a Chichizola agiscono Tonoli, Adorni, Nieling; quinti Zanimacchia a destra e Zampano a sinistra; in mezzo un terzetto composto da elementi come Gerli, Santoro, Sersanti; sulla trequarti Defrel o Di Mariano alle spalle di Gliozzi.

La simmetria è chiara: entrambe le squadre lavorano su un 3+5 stabile, con ampiezza garantita dai quinti e densità centrale affidata al trio di centrocampo. La differenza numerica è solo nell’ultima linea: doppia punta per il Catanzaro, punta più rifinitore per il Modena.

Ampiezza, corsie e densità centrale

Il primo punto chiave del duello sta sulle fasce.
Per il Modena, Zanimacchia e Zampano sono esterni di spinta con spiccate caratteristiche offensive: il primo nasce trequartista/ala, il secondo ha lunga esperienza da terzino e quinto in Serie B e A. La loro funzione è duplice: garantire ampiezza in fase di possesso e contenere i quinti avversari quando il Catanzaro prova a sviluppare il gioco sugli esterni.

Sul fronte giallorosso, Favasuli e D’Alessandro sono chiamati a un lavoro altrettanto intenso: dare profondità alla manovra di Aquilani – che spesso costruisce dal basso e cerca subito lo sbocco sulle corsie – e allo stesso tempo evitare di lasciare l’uno contro uno scoperto sui lati del campo. Nelle uscite palla al piede del Catanzaro, Cassandro e Bettella possono allargarsi per creare superiorità di prima costruzione, con il quinto pronto a ricevere alto sulla linea laterale.

In mezzo, il Modena affida equilibrio e gestione del ritmo a profili come Gerli e ai centrocampisti di corsa arrivati nelle ultime sessioni di mercato, mentre il Catanzaro può contare sul piede di Petriccione e sull’ordine di Pontisso e Rispoli. Lì si gioca la battaglia del possesso: chi riuscirà a imporre il proprio fraseggio e a schermare le linee interne restringerà gli spazi alle punte avversarie.

Ultima linea: doppia punta contro trequartista

L’altra differenza significativa è nella disposizione offensiva.
Il Catanzaro presenta un classico doppio riferimento: Cisse e Iemmello. Il primo garantisce profondità, dribbling e duelli fisici; il secondo associazione, tempi di smarcamento e capacità di venire incontro per legare il gioco. In un contesto di difesa a tre, questo significa poter occupare contemporaneamente mezzo spazio sinistro, zona centrale e area, costringendo i tre difensori del Modena a letture continue e a uscite coordinate.

Il Modena, al contrario, dovrebbe disporre Defrel o Di Mariano tra le linee, alle spalle di Gliozzi. La scelta del 3-5-1-1 consente di avere un uomo in più nel corridoio tra centrocampo e difesa giallorossa: se il trequartista canarino trova ricezioni pulite tra le maglie di Petriccione e dei tre centrali, può diventare il grimaldello per mandare in porta la punta o attrarre fuori un difensore aprendo spazio alle incursioni da dietro.

Per il Catanzaro, quindi, la chiave sarà tenere corta la distanza tra centrocampo e retroguardia, evitando che la propria linea a cinque arretri troppo, lasciando campo al trequartista modenese.

Un equilibrio di sistemi che passa dai dettagli

Al netto dei numeri, Modena–Catanzaro si presenta come una gara in cui i due allenatori lavorano su strutture simili, costruite su:

  • Difesa a tre stabile, con braccetti pronti a uscire in aggressione;
  • Cinque uomini in mezzo, con quinti fondamentali per ampiezza e coperture;
  • Centrocampo a tre incaricato di dare ritmo, filtro e connessione con l’ultimo reparto.

La differenza sta nella rifinitura dell’ultimo terzo: Catanzaro con una coppia d’attacco più definita, Modena con un rifinitore alle spalle della punta.

Proprio questo leggero scarto può indirizzare le scelte in corsa di Aquilani e Sottil: marcature più strette sul trequartista da una parte, attenzioni particolari sulle combinazioni tra Cisse e Iemmello dall’altra.

Due sistemi speculari nella struttura di base, che promettono una partita molto giocata sugli equilibri di fascia e sulla capacità, da parte di entrambe, di vincere il duello centrale senza perdere compattezza dietro.

Articoli correlati

Ultimi articoli