La 15ª giornata di Serie B ci propone Modena-Catanzaro in un lunch match che pesa e racconta molto dello stato del campionato. Lunedì 8 dicembre alle 12:30, al “Braglia”, si affrontano una delle squadre più forti del torneo e una formazione che, dopo qualche turbolenza iniziale, ha ritrovato strada e convinzioni.
Nel settore ospiti l’interesse è già concreto: sono stati venduti circa 250 biglietti e il dato, destinato a salire nei prossimi giorni, conferma quanto Modena-Catanzaro venga percepita come snodo importante per il percorso delle Aquile, oggi stabilmente nella parte sinistra della classifica e in piena corsa playoff.
Modena-Catanzaro, sfida da zona nobile
Dopo 14 giornate il Modena si presenta all’appuntamento con numeri da candidatura seria alla promozione diretta. I canarini hanno raccolto 26 punti, frutto di 7 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte, con 21 gol segnati e appena 9 subiti: terza posizione in classifica, difesa tra le migliori del campionato e una costanza di rendimento che li tiene stabilmente nel trenino di testa.
In casa il rendimento cresce ulteriormente: 17 punti conquistati al Braglia, 13 reti realizzate e solo 3 incassate, a certificare l’identità di squadra solida, organizzata e raramente messa sotto dall’avversario davanti al proprio pubblico.
Il Catanzaro si presenta in Emilia da ottava forza del torneo con 19 punti, frutto di 4 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. I giallorossi hanno segnato 19 gol e ne hanno subiti 17: dati che raccontano di un equilibrio ancora in costruzione, ma anche di una formazione capace di restare quasi sempre dentro le partite, limitando i passivi e tenendo il margine reti in sostanziale parità.
Ancora più interessante è il trend recente: 13 punti nelle ultime sei gare, con la vittoria sulla Virtus Entella all’ultima uscita in campionato che ha consolidato la presenza in zona playoff e, soprattutto, ha dato la sensazione di una squadra più sciolta nel proporre il proprio calcio.
Modena-Catanzaro, le chiavi tattiche del Braglia
Il Modena di Andrea Sottil si è costruito una reputazione precisa: squadra aggressiva, con struttura fisica importante e un’ottima occupazione delle ampiezze. Sugli esterni difensivi giocatori come Francesco Zampano e Luca Zanimacchia garantiscono spinta e qualità di cross, mentre in mezzo alla linea arretrata l’esperienza di Bryant Nieling e Davide Adorni stabilizza il reparto.
In mezzo al campo profili come Fabio Gerli e i più giovani Sersanti o Tonoli danno corsa e lettura delle seconde palle, in un contesto in cui i canarini tendono a verticalizzare con decisione verso un reparto offensivo che può contare su elementi tecnici e d’esperienza (Defrel, Di Mariano, Pyyhtiä).
Il Catanzaro di Alberto Aquilani ha una matrice diversa. Fin dal giorno della presentazione il tecnico romano ha chiarito la sua idea: «Non faccio tiki-taka, ma voglio un calcio propositivo, nella metà campo avversaria».
La squadra costruisce molto dal basso, cerca linee interne verso i trequartisti e prova a tenere alta la densità giallorossa nella zona palla. Il rischio, evidenziato nelle prime giornate da una serie di pareggi e da due sconfitte che avevano complicato la classifica, era quello di pagare qualcosa in termini di equilibrio nelle transizioni.
Oggi il quadro è diverso: i 19 gol fatti, distribuiti tra più interpreti, dicono che l’attacco è meno dipendente dal solo Iemmello rispetto al passato, mentre i 17 subiti, pur non essendo un dato da difesa di ferro, mostrano progressi nella gestione degli ultimi metri.
In una gara come Modena-Catanzaro, la capacità di rialzare il blocco dopo ogni palla persa e di non concedere corse pulite agli esterni canarini sarà probabilmente una delle chiavi decisive.
Modena-Catanzaro: Un tabù lungo decenni e una ferita recente per il Modena
Modena-Catanzaro non è mai stata una partita qualsiasi. I precedenti ufficiali complessivi sono 37: 15 vittorie emiliane, 7 successi giallorossi e ben 15 pareggi, con un bilancio reti che vede avanti i canarini (47 gol Modena, 33 Catanzaro).
Dentro questi numeri si nasconde una storia fatta di promozioni, retrocessioni e stagioni che hanno segnato generazioni diverse di tifosi.
Al “Braglia” il confronto è stato a lungo un vero tabù per il Catanzaro. Prima del 2024 i giallorossi non avevano mai vinto in Emilia: 19 confronti, 12 vittorie Modena e 6 pareggi, con 31 reti subite e solo 12 segnate.
Lo spartiacque arriva nel 2024, quando il Catanzaro passa 3-1 al Braglia in Serie B: una vittoria definita pesantissima, perché costò a Paolo Bianco la panchina del Modena e incrinò certezze che parevano consolidate.
Negli anni Settanta il duello si intrecciò più volte con la grande storia giallorossa. Nelle stagioni 1970-71 e 1975-76 il Catanzaro chiuse il campionato con la promozione in Serie A, mentre il Modena si muoveva spesso a metà classifica o lottava per la salvezza.
Sono gli anni di Adriano Banelli, recordman di presenze con il Catanzaro (336 in campionato), protagonista di tre salti nella massima serie, e di Massimo Palanca, 116 gol in giallorosso e icona di un periodo in cui il club calabrese si affacciava stabilmente tra le grandi.
Questa memoria pesa, perché il ciclo attuale del Catanzaro si iscrive proprio dentro quella narrazione: una società che ha saputo risalire passando di nuovo da Modena, stavolta da protagonista.
Dal Catanzaro dei record alla nuova era Aquilani
Per capire il valore della gara di Modena bisogna tornare alla stagione 2022-23, quella che ha ridisegnato l’identità del club. In quell’annata il Catanzaro domina il girone C di Serie C: 96 punti, 102 gol segnati, solo 21 incassati, differenza reti +81, promozione con cinque giornate d’anticipo e lunga serie di primati per la categoria.
In quel contesto Pietro Iemmello firma 28 reti in campionato, record assoluto di marcature in una singola stagione per un giocatore del Catanzaro, arrivando a 31 gol complessivi tra tutte le competizioni
Da lì in avanti il percorso è stato lineare: 5º posto in Serie B nel 2023-24 con eliminazione solo in semifinale playoff, 6º posto nel 2024-25 e nuova uscita a un passo dalla finale promozione.
Due campionati da “mina vagante” che hanno alzato in modo naturale l’asticella delle ambizioni. Oggi il Catanzaro non è più la sorpresa romantica che sale dalla C, ma una realtà consolidata della parte alta di B.
L’arrivo di Aquilani, ufficializzato nell’estate 2025 con contratto biennale, rappresenta il tentativo di compiere un ulteriore salto di qualità sul piano del gioco.
Dopo l’esperienza a Pisa, chiusa con una salvezza sofferta, e un anno di pausa, il tecnico romano ha scelto Catanzaro per sviluppare un calcio moderno, che porti le Aquile in modo stabile nella metà campo avversaria, senza però rinunciare a un minimo di copertura. Il rischio, nello scollinamento iniziale della stagione, è stato quello di rimanere sospesi tra due identità: né squadra di palleggio totale, né blocco medio-basso pronto solo a ripartire.
I numeri più recenti però raccontano un quadro diverso: 19 punti in 14 gare, 19 gol fatti e 17 subiti, ottavo posto nella classifica generale, in piena zona playoff.
Soprattutto, le ultime settimane hanno mostrato una maggiore lucidità nella gestione delle gare lunghe: meno blackout, più capacità di allungare gli avversari con il palleggio e di colpirli negli spazi lasciati tra gli interni e i centrali difensivi.
I protagonisti giallorossi: Iemmello e non solo
A 33 anni, Pietro Iemmello resta il volto della squadra. Attaccante e capitano, il bomber catanzarese ha già firmato 4 reti in questo campionato, con 6 partecipazioni totali ai gol (gol + assist), per una media di 0,47 contributi offensivi ogni 90 minuti.
Il dato più importante, al di là delle cifre, è però la sua capacità di rimanere il riferimento tecnico ed emotivo di un gruppo che continua a cambiare volto intorno a lui.
Accanto al numero 9 si muove un reparto offensivo ricco di alternative. Federico Di Francesco, 31 anni, porta esperienza di Serie A e B e la capacità di muoversi tra le linee; Marco D’Alessandro aggiunge strappi e qualità negli ultimi trenta metri; i più giovani Buso, Nuamah e Liberali garantiscono profondità e corsa, offrendo ad Aquilani soluzioni diverse a seconda del tipo di partita.
Alle spalle del fronte offensivo, la crescita della mediana è uno degli elementi che hanno permesso la risalita in classifica. La gestione delle seconde palle, aspetto spesso decisivo in Serie B, è migliorata, così come la capacità di proteggere l’area nei minuti finali. I 17 gol subiti restano un numero perfezionabile, ma sono lontani dagli allarmi delle primissime giornate.
Modena-Catanzaro: Tifosi, dettagli e obiettivi stagionali
Il dato dei circa 250 biglietti già venduti per il settore ospiti racconta molto del momento. Modena-Catanzaro cade in un orario complicato, con il fischio d’inizio fissato alle 12:30 di un lunedì, ma la risposta dei tifosi giallorossi conferma la percezione di una gara che va oltre i tre punti.
Dopo la rinascita iniziata con la promozione del 2023 e consolidata dalle due corse playoff consecutive, il pubblico si aspetta una squadra stabilmente competitiva in alta classifica; e lo fa non solo nei grandi appuntamenti casalinghi del “Ceravolo”, ma anche nelle trasferte tradizionalmente toste come quella di Modena.
Per i padroni di casa la partita vale la possibilità di restare agganciati alla corsa di Monza e Frosinone nelle primissime posizioni. Con 26 punti in 14 giornate, il Modena si trova a poche lunghezze dalla vetta e ha bisogno di continuare a fare del Braglia un fortino per alimentare le proprie ambizioni di promozione diretta.
Per il Catanzaro l’obiettivo realista rimane il terzo accesso consecutivo ai playoff. Il percorso delle ultime due stagioni – 5º e 6º posto, sempre con semifinale raggiunta – ha fissato uno standard che la squadra di Aquilani ha il dovere di provare a confermare.
La posizione attuale (8ª), unita al margine ridotto che separa le Aquile dal quarto posto, rende la trasferta di Modena un test di maturità: fare risultato al Braglia significherebbe consolidare la candidatura a restare nel gruppo che lotterà fino a maggio per la promozione.
In prospettiva stagione, il traguardo minimo deve essere un piazzamento tra il 6º e l’8º posto, con la possibilità concreta – se il trend delle ultime giornate sarà confermato – di puntare a chiudere tra le prime cinque. La differenza la faranno proprio partite come Modena-Catanzaro: scontri diretti, campi caldi, incroci con squadre strutturate in cui la qualità del gioco di Aquilani dovrà sposarsi con lo spirito pratico mostrato nelle fasi più delicate di questo avvio di campionato.
