Chi non conosce Nando Capicotto a Catanzaro? Chi di noi, con la passione per il Catanzaro che va allo stadio fin da bambino, non ha comprato almeno una volta nella vita una delle sue bandiere giallorosse? Nando è un’istituzione in città, una persona meravigliosa da sempre vicino ai colori giallorossi e innamorato del Catanzaro. È un punto di riferimento per il tifo giallorossi e tanti bambini hanno sognato al “Ceravolo” con una sua sciarpa al collo e una bandiera in mano.
La sua grande passione e il suo lavoro lo hanno portato anche in tanti altri stadi d’Italia e questa grande passione per il calcio l’ha trasmessa ai figli, fortissimi con il pallone tra i piedi e che hanno collezionato tanti successi nel calcio e nel calcio a 5. Andrea è stato probabilmente il giovane più promettente in città a Catanzaro a cavallo tra gli anni 90 e 2000. Il suo talento naturale lo ha visto crescere con la Santacroce fino a raggiungere la gloriosa e amata maglia giallorossa. Con la prima squadra nel 2009/10 sei presenze con il Catanzaro di Auteri, che si innamorò del talento di quel ragazzo catanzarese.
Era il Catanzaro di Caputo, Longoni, Ciccio Corapi e diversi altri ottimi giocatori che raggiunse i playoff e lo “storico” epilogo con la Cisco Roma. L’anno successivo, sempre in C2, 18 presenze e 1 goal per Andrea Capicotto in una stagione difficile e travagliata ma comunque da ricordare per lui. Poi il passaggio al calcio a 5 dove ha inanellato una serie di successi meravigliosi con le maglie di Five Soccer Catanzaro, Enotria, Catanzaro Futsal e Blingink Soverato conquistando vittorie e trofei, insieme al fratello Mario. Quest’ultimo altro gran giocatore che ha fatto benissimo insieme ad Andrea nel calcio a 5 e altre soddisfazioni nel calcio a 11 dilettantistico. Insieme li si ricorda anche nei tornei della città e della provincia di Catanzaro dove raggiungevano quasi sempre il primo posto, insieme al campione di Beach Soccer Emmanuele Zurlo (capitano della nazionale italiana).
Il loro conoscersi a memoria faceva divertire le platee a suon di goal e grandi giocate. La soddisfazione anche di vincere un torneo nella splendida cornice di “San Siro” a Milano, sempre con la maglia giallorossa addosso. Quei colori che nascono da Nando e che rendono la famiglia Capicotto sempre ed eternamente legati ai colori più belli del mondo.
La prima rete da professionista di Andrea Capicotto. Carlo Talarico scriveva così a maggio 2011.
Alla fine c’è riuscito a buttarla dentro. Andrea Capicotto, uno dei tanti giallorossi baby (è nato infatti il 25 gennaio del 1990) ha fatto rete al Trapani regalando una bella vittoria al “suo” Catanzaro calciando magistralmente una punizione dalla distanza. “Finalmente è arrivato il gol che aspettavo da tanto tempo – ha detto il numero sette giallorosso -. Ci sono riuscito all’ultima giornata. Nello spogliatoio ormai mi scherzavano dicendomi che non avevo più il piedino sinistro, ma questa volta l’ho messa dentro”.






In campo contro il Trapani ci sono stati, nella parte finale della gara, ben otto-undicesimi nati a Catanzaro, un segnale importante per il futuro: “Ho sempre sostenuto il Catanzaro – afferma Capicotto – fin da quando ero bambino, Auteri lo scorso anno ha fatto esordire oltre me anche Gigliotti, Catalano e Ferrara, quest’anno l’organico pieno di giovani e i tanti problemi hanno premiato la catanzaresità, ora speriamo che ci si possa riprendere al più presto”. La dedica per la prima rete da professionista ha un risvolto umano molto intenso per il piccolo ma talentuoso centrocampista esterno: “La rete è per mia madre che non c’è più da dieci anni, lei sognava di esserci in un giorno così”. Per il futuro Andrea Capicotto esprime con schiettezza quello che ha dentro: “Spero di rimanere qui a vita perché il Catanzaro ce l’ho nel cuore”.
