martedì 17 Febbraio 2026

Dalla Francia a Malta, fino al Ceravolo: la strana parabola di Koffi, il gigante su cui scommette il Catanzaro

La sessione invernale del calciomercato 2026 ha chiuso i battenti lasciando la piazza giallorossa sospesa tra la curiosità e un pizzico di scetticismo. Nelle ultime ore frenetiche di trattative, l’US Catanzaro ha ufficializzato l’acquisto a titolo definitivo di N’Dri Philippe Koffi, attaccante franco-ivoriano prelevato dal campionato maltese. Un’operazione che porta la firma indelebile di Ciro Polito: una scommessa tecnica ed economica che guarda al futuro, dribblando le richieste della piazza per un nome di grido e puntando tutto sulla sostenibilità e sulla fame di emergere.

Koffi, identikit del nuovo acquisto: fisico e duttilità

Nato ad Abidjan il 9 marzo 2002, ma in possesso della cittadinanza francese, Koffi è un profilo che rompe gli schemi rispetto all’attaccante di categoria classico. A 23 anni, si presenta con una struttura fisica importante (1,88 metri) che gli permette di agire da punta centrale, il suo ruolo naturale, ma con la duttilità necessaria per essere impiegato anche come ala su entrambi i versanti offensivi.

La società ha dimostrato di credere fermamente nelle sue potenzialità, blindandolo con un contratto pluriennale fino al 30 giugno 2027. Non si tratta dunque di un “tappabuchi” semestrale, ma di un investimento su un asset che la dirigenza intende valorizzare nel medio periodo sotto la guida di Alberto Aquilani.

Dalle luci della Ligue 1 alla gavetta maltese

La carriera di Koffi racconta la storia di un talento precoce che cerca il riscatto. Cresciuto nel vivaio dello Stade Reims, il suo impatto con il calcio dei grandi è stato folgorante: esordio in Ligue 1 il 12 settembre 2019 contro il Rennes, bagnato subito dal primo gol. Sembrava l’inizio di un’ascesa verticale, ma il percorso si è fatto tortuoso.

Dopo le esperienze in Portogallo con il Paços Ferreira e il ritorno in Francia nelle serie minori con Le Mans e Sochaux, Koffi si è ritrovato svincolato. La ripartenza è avvenuta lontano dai riflettori, a Malta, con la maglia degli Ħamrun Spartans (squadra dove milita anche il figlio del DS Polito). Qui, nella prima parte della stagione 2025/2026, ha ritrovato continuità e numeri: 35 presenze tra campionato e coppe europee, condite da 8 reti e 4 assist. Un biglietto da visita che ha convinto lo scouting giallorosso a scommettere sul suo rilancio in un campionato probante come la Serie B.

Il retroscena di mercato: il “no” a Gliozzi e la strategia

L’arrivo di Koffi va letto necessariamente in contrapposizione al “caso Gliozzi”, il tormentone che ha animato i sogni dei tifosi fino al gong finale. La piazza chiedeva un nome pesante per i playoff, ma il Direttore Sportivo Ciro Polito ha scelto la via della chiarezza, definendo “un’eresia” le voci su una trattativa concreta per l’attaccante del Modena.

I motivi sono puramente gestionali ed economici: Gliozzi percepisce un ingaggio molto più alto rispetto ai senatori dello spogliatoio giallorosso (come Iemmello o Pontisso). Un innesto del genere avrebbe minato la sostenibilità del club e gli equilibri interni, principi sacri per la proprietà Noto. Koffi arriva invece per sostituire numericamente Luca Pandolfi — partito direzione Avellino alla ricerca di spazio — e si inserisce come profilo “funzionale”: un giovane che accetta le gerarchie iniziali, con la “fame” giusta per mettere in difficoltà i titolari.

Una scommessa anticipata

Contrariamente a quanto percepito da una parte della tifoseria, delusa dal mancato “colpo da novanta” (voto medio al mercato 5,5), l’acquisto dell’ivoriano non è stato un ripiego last-minute. Polito aveva visionato il ragazzo dal vivo in più occasioni e pianificava l’assalto per giugno. L’addio di Pandolfi ha semplicemente accelerato i tempi, permettendo al Catanzaro di anticipare la concorrenza e al ragazzo di iniziare subito l’ambientamento in Italia.

Ora la parola passa al campo. Koffi rappresenta l’ennesima scommessa di una gestione che non ha paura di rischiare. Se il ragazzo saprà adattare il suo fisico e la sua tecnica ai ritmi tattici della Serie B, il Catanzaro si ritroverà in casa un’arma in più; in caso contrario, sarà comunque un rischio calcolato che non grava pesantemente sulle casse societarie. Ai tifosi il compito di accoglierlo, a lui quello di trasformare lo scetticismo in applausi.

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