domenica 25 Gennaio 2026

L’ex bandiera giallorossa Nicola Ascoli si racconta a PC: otto anni col Catanzaro, la promozione in B e il rammarico per un gruppo spezzato

Il settore giovanile giallorosso sta tornando a pensare in grande e con una programmazione certosina e ad alto livello, con risultati di rilievo come la promozione in Primavera 2, mira ad inserire calciatori nell’orbita della prima squadra. Ma al momento, l’ultimo calciatore giallorosso, in ordine di tempo, che ha spiccato

Il salto dalle giovanili alla prima squadra è stato Nicola Ascoli. Nato a Vibo Valentia l’11 settembre 1979, ha esordito in prima squadra e legato la sua presenza ai titolari del club giallorosso dal 1997 al 2005, per un totale di 174 presenze e 5 gol. Ha al suo attivo diversi campionati di C2, con cocenti delusioni, ma dando sempre tutto se stesso in campo. Il suo maggior traguardo rimane la promozione in Serie B al termine del campionato di C1 2003-2004.

Nella stagione in serie cadetta, segna anche due gol, contro Cesena e Pescara, ma a causa di una gestione societaria a dir poco discutibile è costretto – sia pure con molto rammarico – a passare all’Empoli, poi al Frosinone ed infine nel fin troppo agonistico campionato romeno nelle file del Cluji. Gli infortuni patiti lo costringono quindi a ritirarsi dal calcio giocato e ad intraprendere la carriera di allenatore. Trasferitosi a Torino, ha allenato in Serie D nobili decadute della terza serie come Asti, Derthona, Sanremese ed Imperia, oltre a squadre meno conosciute come l’Argentina di Arma di Taggia, ed infine il Chisola, sua attuale squadra.

Tecnico estremamente competente e preparato, a nostro personalissimo avviso, meriterebbe una chance in uno staff tecnico fra i professionisti.

Un ulteriore aneddoto lo lega al Catanzaro: nel 2012 fece il suo esordio da allenatore sostituendo Massimo Venturini, difensore, 18 presenze e 2 autoreti nel campionato di Serie A 1982-83. “Secondo me era proprio la partita della continuità. Dopo tre vittorie anche io pensavo che la partita di Empoli potesse dare quello slancio. È stata una partita brutta, c’erano tutti i presupposti per poterla vincere e per portarla a casa, ma sinceramente non ho visto un bel Catanzaro. Venivamo da tre risultati buoni, venivamo da un percorso importante ed era veramente il momento giusto per accelerare e lasciare nel dimenticatoio il percorso precedente e continuare un discorso appena avviato. Peccato per questa prestazione, perché c’erano tutti i presupposti per poterla vincere. Non siamo riusciti neanche ad ottenere il pareggio e mi dispiace proprio della prestazione della squadra”.

“Sicuramente le aspettative all’inizio erano molto alte, però ad oggi non si rispecchia la verità di quello che volevamo vedere noi. Adesso se abbiamo preso i giocatori con le caratteristiche giuste per fare questo modulo non te lo so dire, perché io guardo solamente la partita del sabato o della domenica e non mi soffermo magari sui particolari della settimana. Sicuramente noi da tifosi giallorossi ci aspettiamo un Catanzaro un po’ diverso. Non so se è un problema di acquisti o se le caratteristiche dei giocatori rispecchiavano quello che voleva fare il mister nel suo percorso di crescita. So solo che in questo momento è un Catanzaro troppo altalenante ed ha bisogno di continuità”.

“Noi abbiamo vinto un campionato con una squadra che era fortissima, ma in quel momento nessuno di noi aveva fatto la C1. Era un gruppo nato per caso, perché eravamo stati ripescati e poi abbiamo fatto un percorso incredibile. Purtroppo, nella stagione successiva quel gruppo fantastico è stato smantellato. Io ho un grande rammarico, perché se avessero lasciato il gruppo forte della C1 noi avremmo fatto un grande campionato anche in Serie B. Oggi è un Catanzaro diverso, che ha preso giocatori importanti e può investire tantissimo sul mercato, cosa che noi quell’anno potevamo fare poco. Sono due squadre che non sono neanche paragonabili”.

“Nel momento in cui tu vai ad attaccare forte in avanti lasci dello spazio dietro le spalle e quindi devi avere dei giocatori veloci, rapidi e che riescono subito a recuperare lo spazio che si lascia. Quindi Antonini è un bravissimo giocatore, ma in effetti ne servirebbe uno più veloce e dinamico. Nel momento in cui vai ad attaccare forte in avanti hai il pericolo alle spalle, che è un pericolo importante e questa cosa si è notata. La dote che io ritengo fondamentale di noi allenatori è quella di capire le caratteristiche dei giocatori e cercare in tutti i modi di sfruttarle, cercando di nascondere le lacune. Se abbiamo dei difensori che sulla palla sopra fanno fatica, bisogna cercare di non metterli in quelle condizioni lì”.

“Il ragazzo giovane può sbagliare. Non puoi pensare di mettere un giovane dentro e che ti faccia subito la partita perfetta”.

“Una caratteristica che le mie squadre hanno è proprio quella di difendere e subire pochi gol, ma proprio perché c’è un lavoro dietro”.

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