Il presidente del Catanzaro, ospite di LaC TV, blinda la vittoria di Modena rispondendo alle polemiche di Sottil e traccia la linea sul futuro della Serie B: “Serve il salary cap per non distorcere il sistema”.
Il blitz del “Braglia” ha lasciato in dote al Catanzaro non solo tre punti pesantissimi, che valgono il consolidamento della zona playoff, ma anche la consapevolezza di aver ritrovato carattere e cinismo. La vittoria in rimonta per 1-2 contro il Modena, firmata dalle reti di Antonini e Pittarello (quest’ultimo in pieno recupero), ha acceso l’entusiasmo della piazza. A commentare il momento d’oro delle Aquile – reduci dalla seconda vittoria consecutiva e dal terzo risultato utile di fila – è stato il presidente Floriano Noto. Ospite della trasmissione 11 in Campo su LaC TV, il patron giallorosso ha analizzato a 360 gradi la sfida, le polemiche arbitrali e le prospettive tecniche ed economiche del club. Le sue dichiarazioni, riportate da LaCNews24.it, offrono uno spaccato lucido sul presente e sul futuro della società.
La replica a Sottil: “Gol netto, ricordo il precedente di due anni fa”
Il post-partita di Modena è stato caratterizzato dalle vibranti proteste del tecnico di casa, Andrea Sottil, che ha definito “assurdo” l’episodio del pareggio di Antonini, sostenendo l’assenza di immagini chiare che certificassero il gol. La risposta di Floriano Noto è stata perentoria e serena: «Il gol era netto ed è stato visto anche dagli spalti. Non so come Sottil possa dire che non c’era».
Il presidente ha poi voluto contestualizzare l’evento con un pizzico di memoria storica, ricordando un precedente amaro proprio contro i canarini: «Il calcio è questo, mentre per quanto esternato da Sottil, io non posso dimenticare la partita di due anni fa, sempre contro il Modena, quando i canarini ci scipparono il match all’ultimo minuto con un tiro di Ambrosino che colpì la traversa e, sul rimpallo, maturò il gol».
Analizzando l’andamento della gara, Noto ha riconosciuto le difficoltà incontrate contro un avversario ostico: «Il Modena è una squadra molto fisica che gioca uomo contro uomo, mentre noi abbiamo una struttura più tecnica. Loro non ci facevano giocare perché pressavano molto alti. Negli ultimi minuti siamo riusciti a portarla a casa e sono felice di questo».
L’evoluzione della panchina: da Vivarini ad Aquilani
Interessante anche la disamina tecnica che il patron ha offerto riguardo agli ultimi allenatori che si sono seduti sulla panchina del Catanzaro, tracciando un filo rosso che lega le diverse gestioni. Partendo dall’era della Serie C, vissuta con “grande entusiasmo” e trascinata da talenti come Vandeputte, Noto ha delineato le differenze filosofiche tra i tecnici.
Su Vincenzo Vivarini: «Preferiva un gioco più offensivo e sbilanciato, con una difesa alta e la filosofia di fare un gol in più dell’avversario». Su Fabio Caserta: «È arrivato nello scetticismo generale della piazza, ma è sempre stato pragmatico e convinto delle proprie idee». Infine, un endorsement importante per l’attuale guida, Alberto Aquilani: «È un giovane molto promettente e umile, poiché ragiona sugli errori e cerca di correggersi. Sono convinto che farà bene nel corso della sua carriera».
La battaglia politica: Salary Cap e Mutualità
L’intervento di Noto non si è limitato al campo giocato, ma ha toccato temi cruciali per la sostenibilità economica della Serie B. Il presidente ha le idee chiare sulla necessità di riformare il sistema di ripartizione delle risorse e il controllo dei costi.
«Occorre fare una rivoluzione e imporre un salary cap di squadra, con conseguenze per chi lo sfora», ha tuonato Noto, annunciando l’intenzione di portare questa linea in Consiglio di Lega. Il punto critico riguarda la mutualità, ovvero i contributi che la Lega distribuisce ai club: «Non vedo perché una società che può spendere venti o trenta milioni di euro per ingaggi debba ricevere anche la mutualità. Ciò distorce il sistema, poiché alcuni giocatori prendono come parametro determinati stipendi, avanzando talvolta proposte esagerate».
Con queste parole, Floriano Noto conferma la volontà del Catanzaro di essere protagonista non solo sul rettangolo verde, ma anche nei tavoli istituzionali, per garantire un futuro più equo e sostenibile al campionato cadetto.
