Il Monza scruta l’orizzonte della massima serie. L’undici brianzolo sbarcherà in Calabria per blindare il pass promozione, trovando sulla propria strada un ostacolo ostico da scardinare. A tre giorni dal fischio d’inizio di Catanzaro-Monza, il tecnico degli ospiti Paolo Bianco ha tracciato il perimetro tattico e psicologico della sfida nella consueta conferenza stampa. I lombardi viaggiano a ritmi altissimi, eppure l’allenatore predica calma assoluta. Le ambizioni della fuoriserie ospite si scontrano con le insidie di un avversario capace di sovvertire ogni pronostico di inizio torneo. La marcia verso il traguardo passa inesorabilmente dall’inferno giallorosso.
L’omaggio al talento calabrese e il peso delle assenze
Il rispetto per la solidità acquisita dalla rosa locale emerge in modo nitido dalle parole del mister. I dubbi di fine estate sono un pallido ricordo per la piazza. «Il Catanzaro ha fatto un percorso incredibile e occupa la posizione che merita grazie al talento che ha in squadra», ha esordito Bianco davanti ai cronisti monzesi. Il collettivo giallorosso viene analizzato con lucida onestà. L’attenzione si sofferma sull’esplosione dei prospetti più brillanti, elogiando apertamente le stelline di casa come Alesi e Liberali.
L’assenza per squalifica di Pietro Iemmello riscriverà parzialmente gli equilibri offensivi. Un dettaglio che il condottiero brianzolo sceglie di non sottovalutare affatto. «Non hanno il loro leader che è squalificato, però hanno un allenatore che sa mettere in campo benissimo la squadra. Hanno un’ottima identità e sono credibili, lo stanno dimostrando». L’organizzazione tattica, nella visione dell’avversario, sopperisce alla mancanza del singolo cannoniere.
L’incognita ambientale e la difesa del fortino
Violare il tempio del tifo catanzarese rappresenta un’impresa per pochi eletti. I dati casalinghi testimoniano la solidità di un rettangolo verde caduto in rarissime occasioni. La consapevolezza della difficoltà logistica frena sul nascere ogni prematuro trionfalismo. Il risultato pieno sfugge sistematicamente a molte corazzate transitate per il capoluogo. «Vincere sul campo del Catanzaro non è facile», ammette candidamente il tecnico. «Lì ha vinto solo il Padova, mentre hanno perso il Venezia e il Palermo, e ha pareggiato il Frosinone dopo essere stato sotto di due gol. È un campo non facile da espugnare, ma noi andiamo per provare a fare nostra la partita e portare a casa i tre punti».
La psiche del gruppo e lo spettro del braccino
L’avvicinamento al salto di categoria amplifica a dismisura la pressione nervosa. Sei gare separano le pretendenti dal sipario definitivo. Gestire l’ansia da prestazione diviene il vero ago della bilancia. Il rischio di vertigini paralizzanti esiste. «Quando arrivi vicino a un traguardo, più ti avvicini e più è normale che possa venire il braccino corto», ha sottolineato l’ex difensore. L’antidoto risiede nel cinismo incamerato dallo spogliatoio. «Credo che la squadra sia matura. Abbiamo giocatori che hanno vissuto esperienze di maggior livello, credo che saranno molto sereni nel momento in cui arriverà l’occasione».
Le gerarchie estive saltano nelle settimane conclusive. Le motivazioni stravolgono i valori scritti sulla carta, rendendo imperscrutabile l’esito di ogni scontro diretto. L’allenatore spegne i calcoli con una certezza granitica. «Tutti i miei ragazzi vogliono essere protagonisti e hanno lo stesso desiderio: vincere questo campionato, a prescindere da quanto tempo andranno in campo».
Il Monza si compatta per respingere la rincorsa delle rivali dirette. Domare i lombardi sotto i Tre Colli regalerebbe alla tifoseria la definitiva consacrazione di un’annata da ricordare a lungo.
