Un intreccio di memorie e prospettive tattiche ha caratterizzato il sesto appuntamento stagionale di Passione Catanzaro, il format condotto in diretta da Valerio Tomasello con la partecipazione degli opinionisti Alessandro Gallo e Lello Fedele Talarico. La puntata ha visto la presenza speciale dei tesserati del Catanzaro Club Pietro Iemmello di Roma, guidati da Giuseppe Benincasa. Il piatto forte della serata è coinciso con l’intervento di Nicolò Brighenti, trasformatosi in un’inaspettata reunion grazie agli innesti a sorpresa di Stefano Scognamillo e del capitano di quella cavalcata Luca Martinelli. I tre perni difensivi della storica promozione dei record della stagione 2022-23 in Serie C si sono ritrovati a schermo, rievocando l’alchimia di uno spogliatoio indimenticabile.
La reunion dei tre baluardi della stagione dei record
L’ingresso in corsa di Scognamillo e Martinelli ha regalato momenti di pura goliardia ma anche riflessioni sul legame viscerale conservato con la piazza calabrese. Il clima amichevole ha lasciato spazio a battute folcloristiche sul look e sullo stato di forma dei protagonisti, inaugurato dall’accoglienza di Scognamillo al momento dell’ingresso a schermo di Martinelli: «Ecco, un altro… è entrato il barbone!». L’ex capitano ha subito replicato punzecchiando il compagno sui suoi studi da dirigente: «Se dovessi fare il Direttore Sportivo, tu avresti smesso di giocare!».
I tre difensori hanno ripercorso le tappe chiave della stagione 2022-23, contrassegnata da primati numerici e dal trionfo di Pescara, con Martinelli che ha voluto sottolineare l’eccezionalità di quell’annata: «Al di là dei record, la cosa più bella è stata aver risvegliato una città e la storia di un club. Si è creata un’alchimia perfetta, era impossibile non raggiungere quell’obiettivo. Rimarremo nella storia».
Un impatto culturale profondo che ha segnato la comunità, come ricordato in diretta da Francesco del club romano: «Avete fatto rinnamorare i bambini del Catanzaro. Non ci sono più le maglie del Barcellona o del Manchester in città, ci sono le maglie del Catanzaro!». Parole confermate dallo stesso Brighenti: «Avere i figli a scuola e all’asilo a Catanzaro mi permetteva di toccare con mano ogni giorno questo entusiasmo riscoperto. Per le nuove generazioni è stato qualcosa di bellissimo».
L’analisi di Brighenti e il legame con la piazza
Durante il suo intervento, Nicolò Brighenti ha ripercorso il quadriennio vissuto al Ceravolo, soffermandosi sulla percezione dell’annata appena trascorsa. Il centrale ha concordato con l’analisi della redazione, definendo il Catanzaro della passata stagione come la formazione più matura e consapevole del ciclo recente: «L’anno scorso è arrivata la consacrazione per tanti di noi. Chi era qui dalla C ha acquisito consapevolezza e, con l’innesto di giovani forti, abbiamo avvertito la nostra forza strada facendo, fino ai playoff giocati alla grande».
Sollecitato da Alessandro Gallo su come affrontare il delicato momento di forma della squadra attuale, Brighenti ha indicato nella cultura del lavoro l’unica via d’uscita.
«Nei momenti complessi non servono grandi spiegazioni. L’esempio conta più delle parole: bisogna stare lì, lavorare sodo di settimana in settimana e cercare il risultato a ogni costo. La B insegna che il livello è equilibrato e basta una partita per dare la svolta a un campionato».
Il punto tattico verso la sfida con il Mantova
Terminato il blocco amarcord, la discussione si è spostata sul presente e sull’imminente impegno casalingo contro il Mantova. Lello Fedele Talarico ha sviscerato i possibili correttivi tattici per garantire maggiore densità alla mediana giallorossa. Tra le opzioni analizzate figura l’avanzamento permanente di Pietro Iemmello nel ruolo di riferimento offensivo centrale, affiancato da un modulo ibrido con difesa a quattro mascherata per proteggere la catena di sinistra.
I dati emersi nelle prime 5 giornate impongono una sterzata immediata, con Alessandro Gallo che ha richiamato l’ambiente alla maturità: «Domenica al Ceravolo ci saranno minuti difficili ed è lì che la piazza deve sostenere i ragazzi dal primo all’ultimo minuto».
Il Catanzaro si appresta a vivere un blocco d’impegni ravvicinati, con 5 gare programmate in tre settimane. Ripartire con i tre punti di fronte al pubblico amico diventa l’imperativo primario per scacciare i fantasmi della zona bassa della graduatoria.
La forza d’un gruppo capace di riscrivere la storia risiedeva nella cura maniacale dei dettagli e nell’unione d’intenti: le stesse qualità necessarie al Catanzaro attuale per rialzare la testa.
