martedì 17 Febbraio 2026

Catanzaro, maturità al potere: blitz e quinto posto

L’Adriatico si conferma terra di conquista per le ambizioni giallorosse. Nel turno infrasettimanale valido per la ventiquattresima giornata, il Catanzaro supera il Pescara per 2-0, impartendo una severa lezione di cinismo e organizzazione tattica. Alberto Aquilani incassa tre punti pesantissimi che proiettano la squadra al quinto posto solitario a quota 38, blindando la zona playoff.

Di contro, la formazione abruzzese sprofonda sempre più nell’abisso dell’ultimo posto (15 punti), in una notte segnata dal mea culpa totale del tecnico Giorgio Gorgone. Una gara dai due volti, in cui le Aquile hanno dominato la prima frazione per poi dimostrare la capacità di soffrire e pungere nel momento decisivo della ripresa, evidenziando una crescita esponenziale sul piano della mentalità.

Il dominio territoriale e la firma del Capitano

Il primo tempo ha assunto i contorni di un vero e proprio monologo calabrese. Il Catanzaro ha schiacciato un Pescara rinunciatario nella propria trequarti, imponendo il fraseggio con l’autorità della grande squadra. La supremazia tattica si è concretizzata al 30′, quando il talento cristallino di Mattia Liberali, classe 2007, ha tracciato una traiettoria perfetta per l’inserimento di Pietro Iemmello. Il capitano giallorosso non ha tremato, battendo Desplanches con la consueta e glaciale freddezza. Un vantaggio strameritato che avrebbe potuto assumere proporzioni ben più ampie già all’intervallo, se solo la bandierina del fuorigioco non avesse strozzato in gola l’esultanza di Di Francesco per il possibile raddoppio.

La scacchiera tattica e la lettura di Aquilani

La vera sfida si è giocata sul tavolo della tattica. Giorgio Gorgone ha tentato di sparigliare le carte schierando un 3-5-1-1 atipico, privo di punte di ruolo e con Olzer ad agire da “falso nove”. Una scelta che ha inizialmente spiazzato lo staff tecnico giallorosso, costretto a ridisegnare i riferimenti difensivi.

In sala stampa, Alberto Aquilani ha analizzato il momento con grande onestà intellettuale: “Il Pescara un po’ mi ha sorpreso… non avevamo preparato la partita contro un modulo ‘senza attaccante'”. La differenza, però, risiede nell’intelligenza calcistica di un gruppo ormai maturo. “La squadra è stata brava a leggere la situazione subito”, ha sottolineato l’allenatore. Le Aquile hanno riparametrato le distanze in campo in tempo reale, annullando totalmente l’effetto sorpresa avversario.

Sofferenza, cinismo e il crollo biancazzurro

Il copione della gara è mutato radicalmente nella ripresa. Spinto dalla disperazione di una classifica drammatica, il Pescara ha alzato il baricentro cercando una reazione d’orgoglio, culminata nella punizione di Brugman che ha tremato sul palo al 54′. È in questi frangenti che il Catanzaro ha esibito la maturità invocata alla vigilia: ha saputo compattarsi, assorbendo la pressione senza perdere lucidità strutturale.

Il colpo di grazia è arrivato inesorabile al 79′, generato da un pasticcio clamoroso della retroguardia abruzzese sull’asse Capellini-Gravillon. Gabriele Alesi, subentrato dalla panchina, ha letto l’errore con l’istinto del predatore, depositando il pallone nella porta spalancata per il definitivo 0-2. Il romantico ritorno in campo di Lorenzo Insigne all’80’, a distanza di 14 anni dall’ultima apparizione all’Adriatico, non ha scalfito minimamente l’inerzia di una partita ormai blindata a doppia mandata.

Il baratro del Delfino e le scuse di Gorgone

Dall’altra parte della barricata, la notte certifica una crisi profonda e dalle tinte fosche. Ultimo a quota 15 punti, il Pescara osserva il baratro. Gorgone non ha cercato alibi, assumendosi la totale responsabilità del disastro tattico: “Il primo tempo è stato brutto e il colpevole sono io. La scelta di scendere in campo senza attaccanti di ruolo si è rivelata sbagliata”. L’allenatore ha chiesto umilmente scusa ai tifosi, encomiabili nel sostenere la squadra fino all’ultimo respiro nonostante l’ennesima amarezza stagionale. Con la panchina appesa a un filo, il tecnico ha lanciato un disperato appello in vista del prossimo turno contro l’Avellino, chiedendo giocatori pronti a scendere in campo con un piglio radicalmente diverso.

Archiviata la pratica pescarese, il Catanzaro guarda al calendario con rinnovata e legittima consapevolezza. L’esame di maturità è stato superato a pieni voti, confermando che l’organico possiede non solo un’impronta estetica definita, ma anche il cinismo indispensabile per navigare le acque agitate della Serie BKT. Aquilani lo ha ribadito elogiando i suoi giovani, ricordando che “non basta essere belli, bisogna essere incisivi”. Salire a 38 punti significa mettere un’ipoteca pesante sulla partecipazione ai playoff, con il mirino ormai puntato sulle primissime posizioni. Se la tenuta difensiva continuerà a supportare l’efficacia offensiva di Iemmello e dei talenti emergenti, questo gruppo possiede tutte le carte in regola per trasformare un’ottima annata in una cavalcata memorabile.

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