martedì 17 Febbraio 2026

L’Adriatico è terra di conquista: Iemmello e Alesi stendono il Pescara. Catanzaro quinto a quota 38

Terzo successo consecutivo in casa del Delfino per i giallorossi. Aquilani indovina tutte le mosse: primo tempo dominato, ripresa di sofferenza e il colpo del KO nel finale. Abruzzesi sempre più ultimi, nonostante il ritorno di Insigne

Il Catanzaro non soffre di vertigini, anzi, respira a pieni polmoni l’aria dell’alta quota. Allo stadio “Adriatico-Giovanni Cornacchia”, teatro di sfide storiche e recenti imprese, la squadra di Alberto Aquilani scrive un’altra pagina importante della sua stagione, imponendosi con un secco 2-0 sul Pescara. Una vittoria che vale doppio: per la classifica, che ora vede i giallorossi consolidare il quinto posto a quota 38 punti rilanciando le ambizioni playoff, e per il morale, confermando la maturità di un gruppo capace di vincere anche “sporco” quando serve.

Lezione di calcio nel primo tempo

L’approccio alla gara è da grande squadra. Aquilani, che aveva sorpreso tutti schierando Frosinini nei tre dietro e Di Francesco a tutta fascia, viene ripagato da un avvio autoritario. Sin dai primi minuti, il Catanzaro prende il comando delle operazioni, schiacciando un Pescara timoroso nella propria trequarti. Il protagonista assoluto è Pietro Iemmello: il capitano sfiora il vantaggio già all’11’ con un tiro a lato e ci riprova due minuti dopo con un pallonetto che termina alto di poco. Anche Di Francesco ha la palla buona al 17′, ma si fa ipnotizzare da Desplanches in uscita.

Dopo una timida reazione abruzzese attorno al 20′ (muro difensivo giallorosso decisivo su Faraoni e Gravillon), arriva la svolta. Al 30′, il talento cristallino di Mattia Liberali illumina la scena: giocata geniale per liberare Iemmello che, con la freddezza del killer, batte il portiere per l’1-0. Il VAR conferma la regolarità, e prima dell’intervallo i giallorossi potrebbero addirittura raddoppiare, ma la rete a giro di Di Francesco viene annullata per fuorigioco. Lo 0-1 all’intervallo sta stretto ai calabresi.

Sofferenza, palo e il colpo di grazia

Nella ripresa, il copione cambia inevitabilmente. Il Pescara, con l’acqua alla gola dell’ultimo posto, rientra con un piglio diverso e prova ad assediare la porta di Pigliacelli. Il brivido più grande corre lungo la schiena dei 296 tifosi giallorossi al 54′, quando una punizione di Brugman scheggia il palo esterno a portiere battuto.

Il Catanzaro si abbassa, soffre, ma non si disunisce. Aquilani legge il momento e inserisce forze fresche, tra cui Brighenti per blindare la difesa e il giovane Gabriele Alesi per sfruttare gli spazi. Ed è proprio dai cambi che nasce il gol della sicurezza. Al 79′, la retroguardia del Pescara combina un pasticcio clamoroso sull’asse Capellini-Gravillon: Alesi ne approfitta come un rapace, si invola verso la porta spalancata e sigla il 2-0 che chiude i giochi.

Notte fonda Delfino, Insigne non basta

Nel finale c’è spazio solo per la statistica e per la nostalgia dei padroni di casa, con l’ingresso in campo di Lorenzo Insigne all’80’ (al posto di Valzania) dopo 14 anni dall’ultima volta in biancazzurro. Ma l’inerzia non cambia. Il triplice fischio di Galipò sancisce la tredicesima sconfitta stagionale per il Pescara, sempre più ultimo a 15 punti.

Per il Catanzaro è la notte della consapevolezza: quinto posto, tre punti in trasferta e la sensazione che questa squadra abbia trovato l’equilibrio giusto tra la qualità dei suoi “baby” terribili e l’esperienza dei suoi senatori.

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