Il fischio finale dell’U-Power Stadium consegna la massima serie al Monza. Il tabellino però racconta un’altra verità. Il 2-0 inflitto dal Catanzaro in terra brianzola resta la fotografia nitida di una serata amara e orgogliosa per i colori giallorossi. Le Aquile hanno spaventato la corazzata lombarda dominando il gioco e sfiorando un’impresa aritmeticamente complessa. L’epilogo premia i padroni di casa in virtù del piazzamento nella stagione regolare. Un dettaglio che non cancella la prestazione della squadra calabrese. A riconoscerlo a caldo è il capitano biancorosso Matteo Pessina. Intervenuto ai microfoni di DAZN, il centrocampista ha analizzato il verdetto con estrema lucidità.
Il rispetto per l’avversario e l’analisi della finale
La festa promozione non intacca l’obiettività dell’analisi. Il leader della formazione brianzola rende pieno merito al valore tecnico dell’avversario. Le reti subite pesano sulle statistiche della serata, ma non sul bilancio stagionale complessivo. Le dichiarazioni di Pessina, riprese dal portale PianetaSerieB.it, fotografano esattamente l’inerzia del doppio confronto. “Onore al Catanzaro, ai calciatori e all’allenatore. Giocano bene e infatti hanno vinto 2-0“.
Una certificazione di qualità che assume ancora più valore perché arriva dai vincitori. Il capitano rivendica la solidità del percorso a lungo termine, fattore decisivo per assicurarsi il salto di categoria nel momento più critico. “La finale è finita in parità ma in campionato abbiamo dimostrato qualcosa di più. Siamo contentissimi, era quello che volevamo e per cui abbiamo lottato tutto il campionato. Siamo stanchi ma contenti”.
La reazione mentale e il peso del gruppo
Il salto in massima serie passa quasi sempre attraverso momenti di flessione. L’annata del Monza ha registrato una frenata evidente, archiviata affidandosi alla compattezza dello spogliatoio. Il riferimento diretto al passo falso contro il Mantova svela le tensioni interne superate durante l’ultima volata. “Dopo Mantova è stato difficile”, ammette il giocatore davanti alle telecamere.
La reazione nervosa ha permesso di non dilapidare il patrimonio di punti costruito nei mesi precedenti. Il merito di questa tenuta mentale viene diviso equamente tra la gestione dello staff e l’attitudine dei compagni. “Ci siamo rialzati per merito del mister. Siamo un gruppo di gente per bene a cui piace lavorare”. La stanchezza accumulata in diciotto mesi di calcio giocato viene spazzata via dall’esito felice della maratona playoff.
Il verdetto del campionato
Il giudizio definitivo sulla promozione lombarda trova la sua legittimazione nello sviluppo dell’intero torneo cadetto. I playoff sanno essere spietati con chi spreca le occasioni a disposizione, eppure i biancorossi hanno saputo reggere l’urto finale incassando un parziale sfavorevole senza crollare definitivamente. Nessun dubbio sul diritto di sedersi al tavolo della prima divisione. “Non siamo arrivati in A direttamente, ma chi ha seguito il campionato sa che è stato giusto così”. Una rivendicazione ferma e convinta. Il rettangolo di gioco ha premiato il posizionamento in classifica generale, richiedendo però uno sforzo difensivo estremo per arginare la marea giallorossa.
Le parole raccolte a bordocampo archiviano la sfida. Il Monza accede al calcio dei grandi. Il Catanzaro riceve l’onore delle armi e la certezza di possedere una base tattica di altissimo livello. Uscire vittoriosi per 2-0 in trasferta contro la squadra promossa fissa parametri altissimi per il prossimo campionato. Il gioco espresso ha varcato i confini della Serie B, costringendo persino gli avversari diretti all’applauso e al riconoscimento pubblico. Il futuro agonistico della piazza calabrese poggia su queste solide fondamenta.
