Intervenuto a 11 in Campo su LaC TV, l’attuale dg del Frosinone Calcio, Piero Doronzo, ha fatto il quadro del momento della sua squadra e offerto un ricordo nitido del suo passato da dirigente dell’US Catanzaro 1929, sottolineando come la società calabrese abbia costruito credibilità e solidità con la nuova proprietà. Una testimonianza significativa che collega passato e presente, ripercorrendo anche le ricadute di un campionato di Serie B sempre imprevedibile.
Sorprese e rivincite: il Frosinone riparte
Doronzo non nasconde lo stupore per l’involuzione vissuta lo scorso anno, quando il Frosinone ha rischiato grosso, fino a salvarsi grazie a complicati sviluppi di classifica e iscrizioni. L’attuale classifica – con i ciociari secondi e a pochi punti dalla vetta – testimonia un’inversione di tendenza che solo pochi mesi fa pochi avrebbero scommesso.
“Se devo essere sincero, sono sorpreso sia per l’andamento della scorsa stagione che di questa in corso. Purtroppo l’anno scorso è successo di tutto, e nessuno avrebbe scommesso un euro sul fatto che il Frosinone si sarebbe salvato per effetto di una mancata iscrizione o retrocessione a tavolino del Brescia. Allo stesso modo, nessuno poteva pensare che quest’anno la squadra potesse essere lì sopra a questo punto. Si è creato un grande gruppo, dunque l’intento è quello di fare un campionato più tranquillo di quello passato. Poi è chiaro che l’entusiasmo si alimenta con i risultati, e fortunatamente stanno arrivando.”
Doronzo attribuisce il cambiamento a due fattori chiave: la compattezza dello spogliatoio e la costruzione di una squadra credibile nel quotidiano. Un modello condivisibile anche altrove, in ambienti ambiziosi e in trasformazione.
Ricordi da Catanzaro: un ponte tra allora e oggi
Il rapporto con il Catanzaro resta parte integrante della carriera di Doronzo. Dal 2017 al 2018 è stato il primo dirigente nella nuova era della società, dopo l’ingresso come maggior azionista dell’imprenditore Floriano Noto.

“Porto un bel ricordo di quel periodo, anche per il bel rapporto che c’è con il presidente Floriano Noto che incontro spesso alle assemblee di Lega. Diciamo che sono stato il primo dirigente dell’era Noto e, da quell’anno, ha scoperto molti segreti del calcio e adesso per merito suo il Catanzaro è una società seria.”
Una frase che vale come riconoscimento pubblico del lavoro svolto a Catanzaro, la conferma che le fondamenta poste dall’allora dirigenza avevano un disegno lungimirante. L’ex ds pugliese non si limita a nostalgia: riconosce al club calabrese un’evoluzione reale verso la stabilità e la reputazione di una società affidabile.
La Serie B resta un terreno imprevedibile
Secondo Doronzo, il fascino e l’incertezza della cadetteria restano elementi dominanti del torneo:
- Risultati che mutano da giornata a giornata
- Squadre costruite per la lotta ma capaci di sorprendere chiunque
- Club ambiziosi che possono ribaltare la stagione con scelte o situazioni inattese
In questo contesto l’esperienza, la gestione attenta e un progetto solido diventano elementi chiave per la competitività. La parabola del Frosinone testimonia che anche partendo da un bilancio complicato si può invertire la rotta con coesione e stabilità.
Cosa significa per il Catanzaro oggi
Le parole di Doronzo fanno riflettere sul percorso fatto dal Catanzaro negli ultimi anni: dalla rifondazione post-2017, la società ha costruito credibilità, attratto investimenti, costruito squadre competitive per la Serie B. Oggi il club calabrese può contare su una base solida, una proprietà definita e ambizioni concrete.
Il Frosinone, con Doronzo al timone, è l’esempio di come può volgere una stagione difficile in riscatto. Per il Catanzaro il modello più che mai è valso: costruire con pazienza, gestire con equilibrio, puntare a risultati progressivi.
Se la Serie B resta imprevedibile per natura, il margine d’errore si azzera quando società, progetto e mentalità viaggiano nella stessa direzione.
