Nel corso de “Il Processo al 90°”, l’ex Lazio lancia la provocazione analizzando il pareggio dei bianconeri con il Lecce: “Basta esterofilia, Pietro è un attaccante di livello assoluto che meritava i top club”
Ci sono attestati di stima che valgono quanto un trofeo, specialmente quando arrivano in diretta nazionale, su uno dei palcoscenici storici del dibattito calcistico italiano. La serata di Rai 2, durante la trasmissione “Il Processo al 90°”, si è trasformata in un inaspettato quanto clamoroso tributo a Pietro Iemmello.
A trasformare il capitano del Catanzaro nell’argomento principe della serata è stato Roberto Rambaudi, ex ala della Lazio di Zeman e oggi apprezzato opinionista, che ha lanciato una provocazione destinata a far discutere a lungo.
La sentenza: “Juve-Lecce? Con Pietro finiva in goleada”
Il casus belli è stato l’analisi di Juventus-Lecce, match terminato in parità all’Allianz Stadium. Una gara in cui i bianconeri hanno prodotto una mole di gioco imponente senza però riuscire a sfondare il muro salentino, palesando le ormai note difficoltà realizzative del reparto avanzato. Mentre in studio Paola Ferrari e Marco Mazzocchi discutevano delle polveri bagnate dell’attacco juventino, Rambaudi ha spiazzato tutti con un’analisi tranchant: “Se c’era Iemmello, questa partita finiva 4-0”.
Non una battuta, ma una disamina tecnica precisa. Secondo l’opinionista, la capacità di raccordo, il senso del gol e la cattiveria agonistica del numero 9 giallorosso avrebbero garantito quella concretezza che ai grandi club spesso manca quando si affidano a nomi altisonanti ma poco efficaci.
L’accusa al sistema: “Razzismo al contrario verso gli italiani”
L’intervento di Rambaudi non si è limitato all’elogio del singolo, ma ha scoperchiato un vaso di Pandora che riguarda l’intero sistema calcio italiano. L’ex calciatore ha parlato apertamente di una sorta di “razzismo al contrario”: una tendenza masochista dei club di Serie A che continuano a concedere tempo e credito illimitato a stranieri strapagati, ignorando sistematicamente i talenti di casa nostra, “colpevoli” solo di essersi affermati in provincia o nelle categorie inferiori. “Un giocatore di questo livello non c’è”, ha rincarato la dose Rambaudi riferendosi alla categoria e al bagaglio tecnico dello Zar, sottolineando come Iemmello avrebbe meritato da tempo una chance in una big, non avendo nulla da invidiare a colleghi più blasonati.
L’assist di Oppini: “Lo dico da un anno”
A dare manforte alla tesi di Rambaudi è intervenuto anche Francesco Oppini. L’opinionista di fede bianconera, solitamente critico sulle dinamiche di mercato, ha sposato in pieno la linea: “È un anno che scrivo che alla Juve doveva andarci lui, al posto di altri nomi”. Una conferma che il valore di Iemmello, trascinatore dalla C alla B a suon di record e giocate d’alta scuola, è ormai riconosciuto trasversalmente, ben oltre i confini della Calabria.
L’orgoglio di Catanzaro
Per l’U.S. Catanzaro e per tutta la tifoseria, le parole risuonate su Rai 2 sono una medaglia al valore. Vedere il proprio capitano e simbolo indicato come la soluzione ai problemi della squadra più titolata d’Italia non è solo una soddisfazione da bar, ma la certificazione del lavoro svolto.
Pietro Iemmello, che ha scelto di tornare a casa per scrivere la storia, oggi viene celebrato non più come un “bomber di categoria”, ma come un rimpianto per il calcio d’élite che non ha saputo guardare nella giusta direzione. E chissà che, sentendo queste parole, a qualche direttore sportivo di Serie A non siano fischiate le orecchie.
