Il Vicenza frena, il record è salvo: i 96 punti del Catanzaro restano l’Everest della Serie C

Nel calcio i campionati si vincono, ma i record consegnano le squadre alla storia. E la storia della Serie C, limitatamente all’era dei tre punti a vittoria, continua ad avere un solo, incontrastato padrone statistico: il Catanzaro della stagione 2022-23.

Il pareggio maturato nell’ultimo turno del Girone A di Serie C 2025-26 tra Vicenza e Union Brescia ha infatti emesso una sentenza matematica inappellabile: la formazione veneta, pur protagonista di un’annata straordinaria e già aritmeticamente promossa in cadetteria, non potrà più raggiungere la fatidica quota dei 96 punti. Il primato assoluto resta dunque saldamente ancorato ai Tre Colli, condiviso unicamente con il Cesena dell’annata 2023-24.

La matematica del “Menti”: perché il Vicenza si ferma a 94

Il verdetto è arrivato al termine della 34ª giornata, sul prato del “Romeo Menti”. Il Vicenza, sceso in campo con l’obiettivo di alimentare la caccia al primato, è stato fermato sull’1-1 dall’Union Brescia: al vantaggio ospite firmato da Crespi, i padroni di casa hanno risposto nel recupero della prima frazione con la rete di Rada.

Un punto che smuove la classifica, ma che traccia un limite invalicabile. Arrivati a questa sfida, i biancorossi guidavano il Girone A con 81 punti dopo 33 giornate (frutto di 25 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte, con 59 gol fatti e 21 subiti). Con il pareggio contro l’Union Brescia, il bottino veneto sale a quota 82. Considerando le quattro partite ancora da disputare da qui al termine del torneo – per un tesoretto massimo disponibile di 12 punti –, il Vicenza può matematicamente aspirare a tagliare il traguardo a quota 94. Un punteggio di assoluta eccellenza, ma insufficiente per eguagliare o superare la vetta dei 96 punti.

Il “Catanzaro dei record”: un benchmark inarrivabile

Se i 96 punti rappresentano il massimale toccato dalle capoliste nei tre gironi nelle stagioni recenti, è l’impatto statistico complessivo a ribadire la superiorità del progetto tecnico giallorosso di tre anni fa.

Il Catanzaro guidato da Vincenzo Vivarini non si limitò a vincere il Girone C, ma lo cannibalizzò. Le Aquile chiusero le 38 giornate con un ruolino di marcia impressionante, viaggiando a una media superiore ai 2,5 punti a partita: 30 vittorie, 6 pareggi e appena 2 sconfitte. A fare la differenza, elevando quel Catanzaro a benchmark statistico per chiunque domini la terza serie, furono però i dati offensivi e difensivi, letteralmente fuori scala per la categoria.

La stagione 2022-23 andò agli archivi con 102 gol segnati e soltanto 21 subiti, generando una clamorosa differenza reti di +81. Numeri mostruosi che portarono in dote anche il primato personale di Pietro Iemmello, capace di mettere a referto ben 28 reti in campionato.

Il confronto: eccellenza veneta, ma il mito resta in Calabria

Nella stagione 2023-24, il Cesena allenato da Mimmo Toscano era riuscito a eguagliare il primato del Catanzaro chiudendo esattamente a 96 punti, fermandosi però a quella soglia senza riuscire a migliorarla.

Oggi, il Vicenza 2025-26 si iscrive di diritto nell’Olimpo delle grandi corazzate della Serie C moderna. La promozione centrata con ben sei giornate di anticipo certifica una superiorità chiara e inequivocabile nel Girone A. Tuttavia, sul piano prettamente statistico e numerico, il confronto finale sorride ancora ai colori giallorossi. Anche ipotizzando un en plein del Vicenza nelle ultime quattro gare per raggiungere i 94 punti, i calabresi conserverebbero non solo il primato assoluto dei punti, ma presenterebbero statistiche realizzative e difensive nettamente più impattanti (basti pensare ai 102 gol fatti dai giallorossi contro i 60 attuali dei veneti, a parità di reti subite, 21).

Il campionato dominato dal Vicenza resta di altissimo profilo, ma il ruolo simbolico e aritmetico del “Catanzaro dei record” non si tocca: i 96 punti rimangono l’Everest della Serie C.

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