L’aria del “Ceravolo” comincia a scaldarsi ben prima del fischio d’inizio. All’antivigilia della sfida valida per la ventitreesima giornata di Serie B, il tecnico della Reggiana Davide Dionigi ha fatto il punto della situazione in una conferenza stampa dai toni decisi ma analitici.
Come riportato dai colleghi di TuttoMercatoWeb, l’allenatore granata non si è nascosto dietro le difficoltà del momento – vengono da sei sconfitte consecutive – ma ha rilanciato le ambizioni della sua squadra, analizzando con lucidità sia il mercato appena concluso che le insidie tattiche rappresentate dall’undici di Alberto Aquilani.
Il rispetto per i giallorossi e le individualità che pesano
Dionigi mostra grande rispetto per l’avversario, riconoscendo nel Catanzaro una compagine costruita con criterio, nonostante il recente appannamento nei risultati che accomuna le due formazioni. Il tecnico emiliano sottolinea come i giallorossi, pur arrivando da un periodo non brillantissimo, abbiano conservato una “precisa identità di gioco”.
L’analisi tattica dell’ex attaccante si sofferma sulla qualità della rosa calabrese, evidenziando l’interscambiabilità dei ruoli come fattore chiave, ma soprattutto mettendo l’accento su alcune “eccellenze a livello di individualità” capaci di spostare gli equilibri della gara in qualsiasi momento. Nonostante il divario in classifica e il momento nero, la Reggiana non verrà in Calabria come vittima sacrificale: Dionigi è convinto che, poste le giuste condizioni, i suoi possano giocarsela alla pari con chiunque.
Mercato e “vivacità” mentale: la ricetta per la ripartenza
Gennaio è un mese complesso per tutti gli allenatori e Dionigi non fa eccezione, definendo il mercato di riparazione come una finestra difficile dove “chi ha i forti se li tiene”. Tuttavia, il tecnico difende l’operato condiviso con la società, focalizzato sull’individuazione di profili funzionali e pronti all’uso. L’obiettivo primario era completare le coppie in ogni ruolo e, secondo l’allenatore, il traguardo è stato raggiunto.
Tra i nuovi volti spicca il nome di Micai tra i pali: un portiere di “grande esperienza e personalità” che, sebbene inattivo da luglio, si è allenato con continuità ed è quasi pronto a dare il suo contributo. Ma oltre all’aspetto tecnico, i nuovi innesti sembrano aver portato una dote fondamentale: quella “freschezza mentale” necessaria per scuotere un ambiente che si era inevitabilmente “appesantito” dopo la striscia negativa di risultati.
La gestione del momento e la fiducia nello spogliatoio
Nonostante la pressione derivante dalle sei sconfitte consecutive, Dionigi difende con orgoglio la sua posizione sulla panchina granata. Il tecnico chiarisce di non essere rimasto per “simpatia o antipatia”, ma in virtù di un lavoro profondo di gestione e valorizzazione iniziato nell’aprile dello scorso anno. Rifiuta categoricamente l’etichetta di “allenatore duce”, preferendo definirsi un moderato che costruisce il rapporto con la squadra sul rispetto reciproco.
“La squadra mi segue e vedo che crede in quello che fa”, assicura Dionigi, lanciando un messaggio chiaro: al “Ceravolo” arriverà una Reggiana ferita ma tutt’altro che rassegnata, pronta a vendere cara la pelle affidandosi alla compattezza del gruppo e alla voglia di riscatto dei nuovi arrivati.
