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venerdì 4 Aprile 2025

Catanzaro, sanità in crisi: esenzione ticket e servizi ospedalieri tra disagi e diritti negati

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Una situazione insostenibile sta schiacciando il diritto alla salute dei cittadini del capoluogo calabrese e della sua provincia. Sportelli nel caos, tempi di attesa infiniti, uffici chiusi e disservizi sempre più frequenti sono solo alcune delle criticità denunciate dai consiglieri comunali Raffaele Serò e Antonio Barberio attraverso note ufficiali che mettono a nudo il declino organizzativo della sanità pubblica.

Da un lato, la gestione dell’esenzione ticket appare un vero e proprio calvario per gli utenti, costretti a estenuanti file e attese interminabili. Dall’altro, i servizi del presidio ospedaliero Pugliese-Ciaccio mostrano segnali di cedimento che compromettono la qualità dell’assistenza e la fiducia della cittadinanza. È il ritratto di una sanità che, invece di garantire diritti, crea ostacoli, mettendo a dura prova i cittadini, in particolare i più fragili.

Esenzione ticket, un diritto che diventa calvario

Poche risorse per troppe richieste

Dal 1° aprile, come da prassi annuale, i cittadini di Catanzaro e provincia aventi diritto possono richiedere l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per motivi di reddito. Ma quello che dovrebbe essere un diritto garantito si trasforma puntualmente in una vera via crucis.

Secondo quanto denunciato dal consigliere comunale Raffaele Serò, nei due principali poli sanitari di Catanzaro – il presidio di Viale Crotone e quello di via Acridecine di migliaia di cittadini si riversano per ottenere un servizio che fatica a reggere l’enorme flusso di richieste. “Ogni sportello effettua circa sessanta pratiche al giorno”, spiega Serò, “ma spesso vengono presentate deleghe per altre persone, aumentando così il carico giornaliero a oltre cento procedure”.

La situazione è ulteriormente aggravata dal malfunzionamento dell’ufficio di Taverna, che obbliga i residenti della Presila a rivolgersi ai poli cittadini, già saturi. Il risultato? File chilometriche che iniziano all’alba, numeri limitati per accedere al servizio e attese che durano ore.

Le conseguenze per i cittadini

Chi non riesce a ottenere il proprio numero deve tornare il giorno successivo, affrontando nuovamente l’intero percorso. Questo disagio logistico diventa drammatico per chi, per motivi di salute o impegni lavorativi, non può recarsi allo sportello ogni giorno. In questi casi, non resta che pagare farmaci e prestazioni di tasca propria, nonostante si abbia diritto all’esenzione.

“Una situazione inaccettabile”, tuona Serò, sottolineando come una soluzione esista. “Le comunicazioni relative ai redditi potrebbero essere trasmesse direttamente dall’INPS agli uffici competenti e successivamente ai medici di base o ai cittadini, un sistema già applicato con la Social Card.”

Nonostante queste proposte di semplificazione, resta la percezione che si preferisca il caos organizzativo a un servizio più smart che potrebbe migliorare la vita dell’intera comunità.

Un personale in trincea

In mezzo a questo scenario c’è il personale delle ASP, che, nonostante il carico di lavoro immane, continua a operare con buona volontà e professionalità, come riconosciuto dallo stesso Serò. Tuttavia, la mancanza di risorse e strumenti adeguati rende impossibile gestire con efficacia una mole di richieste così ampia.

“Sono stati attivati servizi di sicurezza per tutelare sia gli utenti che gli impiegati”, aggiunge il consigliere, “ma il sistema necessita di interventi incisivi”. Tra le soluzioni, Serò propone sia una digitalizzazione del processo, sia un potenziamento del personale negli uffici preposti.

Pugliese-Ciaccio, disservizi che penalizzano la salute

Un ospedale allo sbando

La crisi tocca anche l’ospedale Pugliese-Ciaccio, dove la situazione organizzativa sembra ormai fuori controllo, come denuncia il consigliere comunale Antonio Barberio.

Di recente, infatti, numerosi cittadini hanno riscontrato disagi che vanno dall’ufficio ritiro referti chiuso all’improvvisa indisponibilità di esami essenziali come TAC, risonanze ed ecografie. Gli utenti si sono trovati davanti a porte chiuse anche andando a cercare informazioni presso la direzione sanitaria, con ripercussioni gravi nel caso di patologie che richiedono diagnosi tempestive.

Il dramma delle liste d’attesa

Un altro nodo critico è rappresentato dalle liste d’attesa infinite per prenotare visite o esami strumentali tramite il Cup (Centro Unico Prenotazioni). Secondo Barberio, questa lentezza costringe sempre più cittadini a rivolgersi a strutture private o, nei casi più estremi, a spostarsi fuori regione per ottenere cure adeguate. Una dinamica insostenibile per molti, che mina i principi di universalità ed equità della sanità pubblica.

Anche il reparto di ematologia del Ciaccio è al collasso: non ci sono date disponibili neanche per le prescrizioni urgenti, privando i pazienti di esami vitali per la loro salute.

“Come si può garantire la prevenzione e il diritto alla salute in tali condizioni?”, si chiede Barberio, puntando il dito contro l’integrazione delle aziende ospedaliere, un’operazione che, di fatto, sembra aver acuito i problemi organizzativi anziché risolverli.

La necessità di un cambiamento immediato

Le denunce di Serò e Barberio portano alla luce un quadro preoccupante della sanità locale: da un lato, la complessità burocratica che ostacola l’accesso ai servizi, dall’altro, la disorganizzazione interna delle strutture ospedaliere, che non riescono a rispondere adeguatamente ai bisogni dei cittadini.

Entrambi i consiglieri chiamano in causa i vertici regionali e aziendali, chiedendo interventi immediati e concreti per:

  • Digitalizzare i processi relativi alle esenzioni, garantendo un accesso più rapido e semplice ai diritti.
  • Potenziare il personale per gestire la mole di richieste negli sportelli ASP.
  • Migliorare la gestione delle liste d’attesa, valorizzando il presidio pubblico e riducendo la fuga verso il privato o fuori regione.
  • Ripristinare l’efficienza degli esami diagnostici, tutelando in primo luogo i cittadini più fragili.

Un appello per la dignità dei cittadini

Le problematiche illustrate non rappresentano solo un disservizio, ma una negazione del diritto alla salute, che dovrebbe essere il pilastro di ogni società civile. Catanzaro non può permettersi di perdere il suo ruolo di riferimento assistenziale per il territorio, come evidenziato da Barberio.

L’urgenza di un cambiamento è evidente: la regione e i suoi amministratori devono agire con decisione, affrontando le criticità segnalate non come eccezioni, ma come priorità strutturali.

È tempo di passare dalle parole ai fatti, restituendo ai cittadini di Catanzaro e provincia un sistema sanitario che sia all’altezza del loro diritto alla salute.

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