domenica 25 Gennaio 2026

Saporiti torna su Empoli-Catanzaro: “Vittoria decisiva in 10 contro una squadra forte”

Le ferite di una sconfitta, nel calcio, tendono a rimarginarsi solo con i tre punti successivi, ma le analisi a mente fredda degli avversari offrono spesso spunti di riflessione più lucidi rispetto alle analisi “a caldo”. A quasi tre settimane di distanza da quel fatidico 8 novembre, giorno in cui il Catanzaro uscì sconfitto di misura dal “Castellani” per 1-0, arrivano le parole, riportate da EmpoliChannel.it, di Edoardo Saporiti.

L’attaccante dell’Empoli, protagonista di un avvio di stagione in crescendo, è tornato su quella sfida decisa dal rigore di Stiven Shpendi, sottolineando il peso specifico di un successo ottenuto in inferiorità numerica contro le Aquile. Dichiarazioni che, lette tra le righe, confermano il rispetto che la truppa di Alberto Aquilani si è guadagnata in cadetteria, ma che al contempo riaprono il dibattito sulla capacità dei giallorossi di capitalizzare le situazioni di vantaggio tattico.

Il rimpianto del Castellani: l’analisi dell’avversario

Intervenuto ai microfoni di Radio Lady, Saporiti ha definito il match contro il Catanzaro come un vero e proprio spartiacque per la stagione dei toscani. «Siamo riusciti a portare a casa la vittoria col Catanzaro che, in 10 contro 11, non è mai facile. E questa trasferta era molto insidiosa, contro una squadra molto preparata», ha ammesso il classe 2001.

Queste parole non sono frasi di circostanza. Ripercorrendo il film della partita dell’8 novembre, il rammarico in casa giallorossa aumenta. Quel pomeriggio, il Catanzaro aveva tenuto il pallino del gioco per lunghi tratti, specialmente dopo l’espulsione che aveva lasciato l’Empoli in dieci uomini. Eppure, la sterilità offensiva e l’episodio del rigore trasformato da Shpendi hanno condannato le Aquile a uno zero in classifica che brucia ancora.

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Foto: Empoli FC

L’Empoli di Alessio Dionisi rappresenta il prototipo della squadra “di categoria”: cinica, solida, capace di soffrire. Saporiti evidenzia come quella vittoria abbia portato “morale” e tranquillità nel lavoro settimanale. È esattamente ciò che manca al Catanzaro in questo momento: quella capacità di sporcare la partita, di vincere anche quando non si brilla, caratteristica che invece aveva contraddistinto la cavalcata trionfale della stagione 2022/23 sotto la guida di Vincenzo Vivarini, quando Iemmello e compagni sapevano essere martello ma anche incudine all’occorrenza. Sentir definire il Catanzaro “squadra molto preparata” è un attestato di stima per il lavoro tattico di Aquilani, ma nel calcio dei grandi i complimenti non fanno classifica.

Velocità di pensiero: il salto dalla C alla B

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il salto di categoria. Saporiti, che ha militato in Serie C, spiega con lucidità disarmante la differenza tra le due serie: «Cambia la velocità di pensiero. Non hai tempo di pensare: devi già sapere dove dare la palla. Cambia tutto. È tutto questione di tempi, anche solo un millesimo ti fa guadagnare un tempo di gioco».

Questa riflessione tocca un nervo scoperto della stagione giallorossa. Molti dei problemi difensivi emersi recentemente, come quelli visti nel rocambolesco 3-3 contro il Pescara, nascono proprio da frazioni di secondo di ritardo nelle letture. In Serie B, l’errore di posizionamento o il ritardo nella chiusura vengono puniti sistematicamente. La “velocità di pensiero” citata da Saporiti è quella che possiedono veterani come Pietro Iemmello – capace di vedere corridoi invisibili ad altri – o difensori esperti come Nicolò Brighenti, ma è anche lo step evolutivo che si chiede ai giovani della rosa.

Il consiglio di Saporiti ai giovani («Andare subito a giocare con i grandi») risuona come un monito per la gestione dei talenti. Il Catanzaro sta cercando di inserire gradualmente i suoi prospetti, ma l’adattamento ai ritmi forsennati della B richiede un apprendistato che spesso costa punti. La differenza tra lottare per i playoff e navigare a metà classifica risiede spesso nella capacità di ridurre al minimo quel “millesimo di secondo” che separa un anticipo riuscito da un gol subito.

La cultura del lavoro: Dionisi vs Aquilani

Saporiti offre anche uno spaccato sulla filosofia di gioco di mister Dionisi: «Il mister ci chiede di difendere per primi, noi attaccanti dobbiamo pressare e aiutare il più possibile. Il calcio ora è molto più fisico, più corsa». Qui emerge la differenza strutturale tra l’Empoli, costruita per tentare l’assalto immediato alla A, e il Catanzaro attuale.

Mentre Dionisi punta su un’aggressione alta e una fisicità straripante, il Catanzaro di Aquilani cerca di arrivare al risultato attraverso il dominio del possesso e la pulizia tecnica. Due filosofie legittime, ma i dati raccontano che in Serie B la solidità paga spesso più dell’estetica. Nella sfida diretta dell’8 novembre, l’Empoli ha vinto proprio grazie a quella capacità di sacrificio degli attaccanti citata da Saporiti, che ha permesso ai toscani di reggere l’urto anche in inferiorità numerica.

Per il Catanzaro, che nella stagione dei record (2022/23) aveva trovato un equilibrio magico tra la fase offensiva devastante (102 gol) e una solidità difensiva invidiabile, ritrovare quello spirito di sacrificio collettivo è la priorità. Aquilani lavora incessantemente sui meccanismi, ma come ricorda l’attaccante empolese, “le doti tecniche servono, ma contano anche difesa, corsa, intensità, grinta”. Elementi che al “Castellani” sono mancati nei momenti chiave e che dovranno essere la base per le prossime sfide, a partire da quella contro l’Entella.

Il fattore individuale: quando il singolo risolve

Infine, impossibile non citare il “Gol alla Del Piero” segnato da Saporiti contro l’Avellino. «Un mix di istinto e preparazione», lo definisce lui. In un campionato tatticamente bloccato come la Serie B, la giocata del singolo è spesso l’unico grimaldello capace di scardinare le difese.

Il Catanzaro ha la fortuna di avere in rosa giocatori capaci di tali prodezze. Pensiamo al gol di Nicolò Buso contro il Pescara, una perla balistica che ha ricordato per esecuzione proprio il tipo di rete descritto da Saporiti. O alle innumerevoli invenzioni dello Zar Iemmello nelle ultime stagioni. Tuttavia, l’Empoli sta dimostrando che la giocata del singolo (che sia il gol di Saporiti o il rigore di Shpendi contro di noi) arriva sempre a coronamento di un lavoro di squadra granitico.

Le parole dell’attaccante azzurro ci restituiscono l’immagine di un avversario che ha vinto contro il Catanzaro non per caso, ma per “preparazione e istinto”. Il rispetto mostrato verso i giallorossi (“squadra molto preparata”) deve essere il punto di partenza, ma non di arrivo. Essere “belli e preparati” non basta più: serve diventare cinici e veloci di pensiero. Perché, come dice Saporiti, “vincere aiuta a vincere”, e il Catanzaro ha maledettamente bisogno di innescare questa spirale positiva.

Mentre l’Empoli si prepara al big match contro il Bari, le Aquile devono trasformare i complimenti degli avversari in punti pesanti. La lezione del “Castellani” brucia ancora, ma se analizzata con la lucidità di chi l’ha vissuta dal campo, può diventare il manuale d’istruzioni per il prosieguo del campionato.

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