Il mondo del calcio non è fatto solo di gol, tattiche e passione sugli spalti. Dietro ogni partita, ogni maglia e ogni videogioco si nasconde un complesso e affascinante “ecosistema economico basato su asset immateriali”. A spiegarlo con grande chiarezza è la Dott.ssa Stefania Gallo, nota esperta in proprietà intellettuale e fondatrice di Fashion Law Italia, che ha recentemente partecipato all’attesissimo match di Serie A tra Lazio e Milan.
La Dott.ssa Gallo ha assistito all’incontro dalla Tribuna Autorità dello Stadio Olimpico di Roma, invitata per l’occasione da eFootball, il celebre videogioco di simulazione calcistica targato Konami. L’evento sportivo è diventato così l’occasione perfetta per una brillante lezione di divulgazione sui social network, in cui l’avvocata ha analizzato il profondo legame tra il calcio giocato, i videogiochi e il mondo del diritto.
Il calcio: un ecosistema di asset immateriali
Come sottolineato dalla Dott.ssa Gallo, “la proprietà intellettuale è ciò che governa, protegge e rende il calcio un business miliardario”. Quando guardiamo una partita, infatti, assistiamo alla messa in opera di una fitta rete di diritti: marchi registrati, diritti audiovisivi, diritti d’immagine, licenze commerciali, design e dati sportivi.
Un elemento centrale di questo ecosistema è indubbiamente il marchio del club. Come evidenziato dall’esperta mostrando lo stemma della S.S. Lazio sui maxischermi dell’Olimpico, “il marchio del club spesso è l’asset più forte, poiché mantiene valore anche quando la squadra perde sul campo”.







Quanta Proprietà Intellettuale c’è in un videogioco come eFootball?
La partnership con eFootball ha permesso di accendere i riflettori su un settore specifico, quello del licensing. Per realizzare un videogioco realistico, gli sviluppatori devono navigare in un mare di normative:
- Diritto d’autore e Marchi: Il videogioco in sé è protetto dal diritto d’autore sul software e sugli asset creativi (codice, modelli 3D, interfaccia), mentre il nome e il logo del gioco sono marchi registrati.
- Le squadre e gli stadi: Per inserire squadre reali occorrono licenze sui marchi dei club (nome, stemma, colori sociali e divise). Anche i campionati, le leghe e persino gli stadi (per via del design architettonico o del naming rights, come l’Allianz Arena) necessitano di accordi separati.
- I calciatori e i tatuaggi: La rappresentazione dei giocatori coinvolge il diritto d’immagine, spesso gestito tramite licenze collettive o licenze pubblicitarie individuali. Sorprendentemente, persino i tatuaggi sollevano questioni di diritto d’autore, essendo considerati opere artistiche; per questo motivo, a volte vengono modificati o eliminati nei videogiochi per ridurre il rischio legale.
Sponsorizzazioni e Ambush Marketing
Infine, la Dott.ssa Gallo ha chiarito la differenza tra licensing e sponsorizzazione. Rispondendo a un utente, ha spiegato che la sponsorizzazione è regolata da un apposito contratto, di cui la licenza di marchio è solo una parte.
L’elevato valore commerciale di questi diritti apre inoltre le porte al fenomeno dell’ambush marketing, ovvero la “strategia con cui un’azienda cerca di associare il proprio marchio a un evento sportivo molto noto senza esserne sponsor ufficiale, sfruttandone comunque la visibilità e l’attenzione mediatica”.
La presenza di Stefania Gallo all’Olimpico non è stata quindi solo una serata di grande sport, ma un’affascinante panoramica su come il diritto e la proprietà intellettuale siano i veri registi occulti del calcio moderno.

