Alla vigilia della trasferta al Ceravolo, Giovanni Stroppa ha parlato in conferenza stampa del momento del Venezia e delle insidie che attendono la sua squadra contro un Catanzaro in netta ripresa. Le sue parole, raccolte da TuttoVeneziaSport.it, tracciano il profilo di un allenatore lucido e consapevole, che affronta una delle trasferte più impegnative del campionato.
L’atmosfera è quella tipica delle grandi sfide di Serie B: due squadre in salute, due tecnici con visioni di gioco propositive e un contesto, quello del Nicola Ceravolo, che da sempre rappresenta uno dei teatri più caldi e affascinanti della categoria. Per Stroppa, il duello con l’undici di Alberto Aquilani sarà un test di maturità dopo la convincente vittoria contro il Südtirol.
Fiducia ritrovata e spirito di continuità
“La vittoria contro il Südtirol è stata un’iniezione di fiducia,” ha esordito Stroppa. “Non solo per i tre gol segnati, ma per la qualità della prestazione. Abbiamo fatto una partita importante contro un avversario temibile e la squadra è riuscita a limitarne le qualità. È stata una prova di carattere.”
Il successo contro la formazione altoatesina ha rilanciato il Venezia, che si è mostrato finalmente solido, compatto e più equilibrato nella gestione delle fasi di gioco. “Ora affrontiamo una squadra davvero importante,” ha continuato l’allenatore. “Il Catanzaro arriva da due vittorie consecutive, è in salute, con giocatori e idee di gioco ben definite e con un ambiente che conosciamo molto bene. Il Ceravolo è difficile per tutti: lì si respira calcio vero.”
L’obiettivo, per Stroppa, è dare continuità a quanto di buono mostrato nelle ultime uscite. I lagunari hanno ritrovato solidità difensiva e una fluidità offensiva che fino a poche settimane fa sembrava latitare. “In questa categoria non ci si ferma mai a quello che si è fatto,” ha sottolineato il tecnico. “Conta sempre quello che si deve fare dopo.”
Tutti disponibili e concorrenza interna
Il Venezia arriva a Catanzaro al completo, con la rosa quasi interamente a disposizione. “Stanno bene tutti,” ha confermato Stroppa. “Recuperiamo anche Duncan, che si è allenato molto bene in questi giorni. Ho più scelte e più possibilità.”
Un segnale importante per un allenatore che ha spesso dovuto fare i conti con assenze e rotazioni forzate. “Per quanto riguarda il turnover, valuterò domani mattina,” ha precisato. “Abbiamo provato diverse soluzioni e la squadra risponde bene. L’importante è che tutti si sentano coinvolti.”
La competizione interna, secondo Stroppa, è un valore aggiunto. Il gruppo veneziano si sta consolidando e, con il rientro di pedine come Hainaut e Svoboda, l’allenatore ha ora la possibilità di modulare meglio il suo undici. “È difficile togliere qualcuno da questa squadra,” ha spiegato. “Soprattutto perché in mezzo al campo lavoriamo benissimo e dietro abbiamo dato grande solidità.”

“Catanzaro squadra vera, Iemmello è un leader”
Nel parlare degli avversari, Stroppa ha mostrato rispetto e attenzione. “Mi piace il modo di giocare del Catanzaro,” ha detto. “È una squadra costruita bene, con un’identità precisa e giocatori di qualità. Aquilani sta proseguendo un percorso tecnico che parte da lontano, da Vivarini e Caserta: una continuità d’idee che si vede in campo.”
Il Venezia dovrà confrontarsi con un Catanzaro in crescita, capace di imporsi con lo Spezia e la Juve Stabia, risalendo posizioni in classifica dopo un inizio complicato. “Iemmello è un leader tecnico e caratteriale,” ha aggiunto Stroppa. “Cisse dà verticalità e profondità, ma anche altri – penso a Oudin o Pontisso – sanno interpretare bene le situazioni. È una squadra che mi piace, equilibrata e ambiziosa.”
Il tecnico lombardo non ha nascosto l’ammirazione per il lavoro di Aquilani, subentrato in estate a Caserta : “Ha dato serenità e continuità di gioco. Si vede che il gruppo lo segue. Il Catanzaro palleggia con coraggio, non si chiude, cerca sempre di proporre calcio. È un avversario che va affrontato con rispetto e attenzione.”
Le chiavi tattiche e la crescita del gruppo
Dal punto di vista tecnico, Stroppa si è soffermato sui progressi della sua squadra. “Contro il Südtirol siamo stati più lucidi e meno frenetici. Abbiamo palleggiato meglio, aspettando lo spazio giusto. Questo ci ha permesso di far correre a vuoto l’avversario.”
Il Venezia, fin qui, ha mostrato uno dei migliori attacchi del campionato, con numeri offensivi in linea con le big della categoria. “Siamo la seconda squadra per gol fatti,” ha ricordato Stroppa. “Possiamo fare ancora meglio, ma la direzione è giusta. Dobbiamo solo concretizzare di più in trasferta, dove meritavamo più punti.”
La sfida del Ceravolo rappresenta anche un banco di prova mentale. “In casa nostra c’è un’atmosfera bellissima,” ha detto il tecnico. “Fuori invece dobbiamo imparare a mantenere lo stesso atteggiamento. Le differenze non devono esistere. Servono meno pause mentali e più cattiveria nel momento giusto.”
Il riferimento è alle disattenzioni costate care nelle sfide di Carrara e Pescara, dove il Venezia aveva lasciato punti pesanti. “Sono state pause mentali,” ha spiegato Stroppa. “Non ci siamo fatti trovare cattivi e concentrati. Ma la squadra ha imparato: lo si è visto domenica. Dobbiamo essere sempre sul pezzo.”
Pochi cambi, fiducia nella continuità
Nonostante il calendario fitto, Stroppa non sembra intenzionato a rivoluzionare l’undici di partenza. “Se tutti stanno bene, è difficile cambiare,” ha ammesso. “La squadra sta lavorando con intensità e concentrazione, e vorrei toccare il meno possibile.”
Il tecnico farà le ultime valutazioni solo dopo la rifinitura. “Voglio vedere negli occhi i ragazzi. Voglio capire se hanno la giusta mentalità. Domani ci attende una partita durissima e dobbiamo essere ancora più concentrati su quello che sappiamo fare.”
Tra i recuperati c’è anche El Haddad, che si allena ormai stabilmente con il gruppo. “È integrato a tutti gli effetti,” ha detto Stroppa. “Penso possa darci tanto, probabilmente sulla trequarti, sotto la punta. Ha qualità interessanti.”
Assente invece l’ex di turno Compagnon, che rientrerà solo nella prossima settimana. “Sta migliorando, ma non è ancora pronto. Meglio non rischiare.”

L’ostacolo Ceravolo e l’ambiente giallorosso
Se per il Venezia sarà un test di continuità, per il Catanzaro si tratta di una prova di consolidamento. La squadra di Aquilani, che ha un organico di 29 giocatori con 17 nuovi arrivi, sembra aver trovato il suo equilibrio. “Hanno tanti giovani interessanti,” ha riconosciuto Stroppa. “E soprattutto hanno entusiasmo. Quando una squadra gioca in casa con quella spinta del pubblico, tutto diventa più complicato.”
Il Ceravolo resta uno degli stadi più difficili della Serie B. La curva, la pressione e la passione giallorossa trasformano ogni partita in una battaglia. “Sappiamo dove andiamo a giocare,” ha concluso Stroppa. “Il Catanzaro è in fiducia e il suo pubblico sarà il dodicesimo uomo. Ma noi vogliamo dimostrare di poter fare punti anche fuori casa.”
Le ultime due vittorie del Catanzaro hanno riportato entusiasmo in città e compattezza nello spogliatoio. Iemmello e Cisse rappresentano la spina dorsale di un attacco che ha ritrovato fluidità, mentre il centrocampo con Pontisso e Petriccione offre geometrie e palleggio. Aquilani, dal canto suo, ha ridato identità e ordine a una squadra che non ha mai rinunciato al proprio stile, nemmeno nei momenti di difficoltà.
Il peso della classifica e la sfida mentale
Il Venezia si presenta in Calabria con la consapevolezza di potersi giocare un ruolo da protagonista nella corsa playoff. Il Catanzaro, dal canto suo, cerca continuità per consolidarsi in una zona tranquilla di classifica. È una sfida che vale molto, non solo per i punti ma per la credibilità di due progetti tecnici nati con l’ambizione di crescere attraverso il gioco.
“Serve cattiveria e lucidità,” ha ribadito Stroppa in chiusura. “Non possiamo permetterci cali di attenzione. Se la squadra mantiene questa mentalità, potrà giocarsela contro chiunque.”
Parole misurate, ma cariche di determinazione. Per il Venezia, la trasferta del Ceravolo non è solo una partita: è la verifica della propria identità. Per il Catanzaro, invece, è la conferma di una rinascita che, dopo settimane di incertezza, ha riportato fiducia e consapevolezza.
