sabato 31 Gennaio 2026

Südtirol-Catanzaro, Aquilani: “Niente alibi, siamo cresciuti”

Il tecnico presenta la sfida di Bolzano: “Nessun alibi per il freddo, siamo cresciuti rispetto all’andata. Esteves? Un’opportunità di mercato, sarà funzionale al nostro progetto”

Il calendario impone una delle trasferte più insidiose dell’anno, forse la più complessa per logistica e variabili ambientali. Il Catanzaro sale a Bolzano per sfidare un Südtirol in salute, consapevole che al “Druso” servirà ben più della sola cifra tecnica per uscire con un risultato positivo.

Alberto Aquilani, ai microfoni ufficiali del club, non cerca scuse preventive legate al meteo o alle condizioni del terreno di gioco, ma traccia una linea netta: la squadra che soffrì la fisicità altoatesina all’esordio stagionale è un lontano ricordo. Ora serve una prova di maturità per confermare i progressi e l’identità di un gruppo che, tra campo e mercato, continua a evolversi.

Trappola Druso: intensità e l’incognita neve

L’analisi del tecnico giallorosso parte dal rispetto per l’avversario. Il Südtirol di Fabrizio Castori non è squadra da fioretto, ma da sciabola: organizzazione, chiusura degli spazi e ripartenze letali. “Affrontiamo una squadra che sta attraversando un ottimo momento”, ammonisce Aquilani, prevedendo una gara “impegnativa” proprio per le “caratteristiche ben precise” dei biancorossi.

La battaglia passerà inevitabilmente dal piano agonistico: “A Bolzano ci aspetta una partita intensa e dovremo farci trovare all’altezza di ogni situazione”. C’è poi la variabile climatica, con temperature rigide e il rischio concreto di neve che potrebbe appesantire il campo e favorire chi fa della forza fisica la propria arma migliore. La risposta di Aquilani, però, spazza via ogni timore reverenziale: “Non ci sono alibi: sappiamo dove andiamo e contro chi giochiamo”. Un approccio mentale che non ammette cali di tensione o giustificazioni esterne.

L’evoluzione tattica: la lezione dell’andata

Il riferimento al match d’andata al “Ceravolo”, valido per la prima giornata di campionato e terminato in parità (1-1), non è casuale nelle parole dell’allenatore. Quella partita, in cui i giallorossi impattarono contro la solidità degli altoatesini, rappresentò il primo banco di prova della stagione. “La gara dell’andata ci ha permesso di capire meglio cosa richiede questa categoria”, ammette con onestà Aquilani.

Da quel confronto, il Catanzaro ha metabolizzato i ritmi feroci della Serie B, limando i difetti di gioventù e irrobustendo la propria struttura tattica. “Ricordiamo una squadra che ci aveva messo in difficoltà per fisicità e per come occupa il campo”, ricorda il mister, rivendicando però il cambio di passo: “Il nostro percorso di miglioramento è stato evidente”. Oggi, al Druso, si presenta un Catanzaro diverso, più consapevole e capace di leggere i momenti della partita, pronto a rispondere colpo su colpo.

La fiducia nel gruppo e l’investimento Esteves

Nonostante le turbolenze tipiche delle ultime ore di calciomercato – con le voci su Cissé e le uscite da definire – Aquilani blinda lo spogliatoio e rinnova la fiducia alla rosa a disposizione. “Il gruppo lavora con continuità ed è in grado di mantenere alto il livello”, assicura, sottolineando come la squadra disponga di “giocatori validi” a prescindere dalle scelte tattiche iniziali.

Infine, un passaggio lucido sul primo volto nuovo della sessione invernale, Gonçalo Esteves. Il tecnico romano inquadra l’arrivo del portoghese con realismo e visione: “È un’opportunità che il mercato ci ha offerto”. Aquilani predica calma, consapevole che il ragazzo classe 2004 è “reduce da un periodo complicato” e “fermo da un po’”, necessitando quindi del giusto tempo per ritrovare il ritmo partita. Tuttavia, la bocciatura non è contemplata, anzi: “Può diventare un calciatore molto funzionale per il Catanzaro, nel presente e soprattutto in prospettiva”.

La trasferta di Bolzano diventa così l’esame ideale per misurare le ambizioni giallorosse nel girone di ritorno. Uscire indenni da uno dei campi più ostici della categoria, contro la squadra di Castori e sotto una probabile nevicata, significherebbe certificare definitivamente lo status di una squadra che ha imparato a soffrire per poi colpire. La tecnica c’è, ora serve il “fuoco” per sciogliere il ghiaccio del Druso.

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