Pigliacelli 5.5 – Salva due volte la sua porta nella ripresa, ma prende tre gol ed in alcune occasioni non è impeccabile nel gioco con i piedi e nelle ripartenze dal basso, correndo ulteriori rischi in una partita dove ce n’’erano già tanti in agguato.
Cassandro 5.5 – Ce la mette tutta, ma viene messo alla frusta dall’attacco veneziano che, soprattutto nel secondo tempo, fa ciò che vuole ed anche di più.
Antonini 4.5 – A pochi minuti dalla fine del tempo regolamentare, con il risultato ancora in parità (sia pure con l’inferiorità numerica) distrugge la sua valida prestazione con un fallo assolutamente inutile su Perez, quando il pallone stava per finire docilmente fra le braccia di Pigliacelli. Una follia, che decide in negativo il risultato.
Brighenti 6 – Anche dalle sue parti arrivano i pericoli, ma lui quantomeno riesce a mantenere l’attenzione e la lucidità, anche con l’aiuto della sua grande esperienza. Ma contro un Venezia a cui sono state concesse autostrade, soprattutto a centrocampo, di sicuro non gli si poteva chiedere di fare miracoli. (Dall’87’ Liberali s.v.).
Favasuli 5.5 – Prova ad accendere il suo dinamismo, sia pure a corrente alternata, ma quando ripiega nella fase difensiva inizia a mostrare dei seri problemi, come tutto il centrocampo giallorosso.
Pontisso 5.5 – Il suo contributo sulla mediana è molto meno valido ed efficace del solito. (Dall’87’ Buglio s.v.).
Rispoli 5 – Perde alcuni palloni incredibili a centrocampo, che per pure caso non portano ulteriori pericoli e danni alla porta giallorossa. Ha tutte le qualità che occorrono a un giovane calciatore che aspira ad alti livelli, ma contro il Venezia non ha soddisfatto in pieno.
D’Alessandro 6 – L’imbucata di Iemmello è spettacolare ed il suo gol ne è la logica conclusione. Stroppa può dire quello che vuole, ma le immagini pre-var erano discretamente valide di per sé, anche se ci si chiede per quale incredibile motivo un allenatore che ha vinto 3-1 faccia polemiche su un gol avversario che alla fine si rivela, purtroppo, ininfluente. In quanto a D’Alessandro, una volta segnato il gol si accoda anche lui alle numerose difficoltà incontrate dai giallorossi, molte delle quali arrivano a frotte proprio sulla sua fascia di competenza. (Dal 64’ Verrengia 4 – Entrato da poco, scivola, tocca con la mano il pallone e viene espulso per aver impedito – non volontariamente ma per pura dabbenaggine – la chiara occasione da gol).
Iemmello 5.5 – Grande assist in occasione del gol di D’Alessandro. Dopodiché, la sua presenza in attacco cessa. Aiuta i compagni in difesa, non lesinando ulteriori svarioni, come nell’occasione in cui si ferma improvvisamente, consentendo all’avversario di calciare comodamente in porta da fuori area e colpire la traversa. L’impressione è che quando la squadra non rende e crescono le difficoltà, lui accusa il colpo e appare spaesato in campo.
Cisse 5 – Ha una clamorosa occasione da gol, ma non trova di meglio che passare letteralmente il pallone al portiere avversario. E dire che anche lui ha dimostrato nel recente passato di saper fare molto meglio, davanti alla porta. Un Cisse svogliato e scarsamente incisivo, da rivedere. (Dal 77’ Nuamah s.v.).
Pittarello 5 – Nelle ultime, precedenti partite, c’era stata una proficua e promettente intesa con Iemmello. Contro il Venezia, invece, il capitano lo ha lasciato solo. E Pittarello è stato costretto a sbattersi per tutta la gara, non trovando sponda da parte di nessuno e combinando di conseguenza quasi niente. Anzi, eliminiamo il quasi. Ma non è stata tutta colpa sua. Pur nella mediocrità generale, merita di sicuro qualche attenuante. (Dal 77’ Di Chiara s.v.).
Allenatore Aquilani 5 – Dopo un discreto primo tempo, il Catanzaro naufraga completamente in laguna nella ripresa. L’espulsione di Verrengia e lo sconsiderato fallo da rigore di Antonini possono rappresentare delle aggravanti e delle attenuanti nello stesso tempo, ma non cancellano una ripresa orribile che fa il paio con il primo tempo di Catanzaro-Juve Stabia 2-2. Sommando i due spezzoni di gara, si ottiene un risultato di 0-4. Ed è tutto dire. Qualcuno può essere più realista del Re e mettere in evidenza la forza e la qualità del Venezia, ma in questa specifica rubrica ci si sente di dissociarsi nelle maniera più assoluta da un ragionamento del genere.
Gianni Mura, icona del giornalismo sportivo, sosteneva che Arrigo Sacchi “non considera l’avversario, lo ritiene un dettaglio trascurabile”. Ciò per dire che conta la prestazione della squadra e non la qualità o la forza degli avversari. Anche la squadra più modesta – come è accaduto in queste ore- può fare bottino pieno contro la Juventus, per dirne una. E all’andata il Catanzaro vinse contro il Venezia giocando una partita gagliarda e volitiva, con la volontà di affievolire il più possibile i pregi e sfruttare al massimo i difetti dell’avversario. Invece, in laguna, i giallorossi sono letteralmente naufragati nel secondo tempo, svogliati e senza nerbo con il passare dei minuti. Ora arriva in casa la Sampdoria e ci auguriamo che il secondo tempo di Venezia sia stato un fatto, se non isolato, quantomeno estemporaneo, ma certamente da dimenticare.
