sabato 18 Maggio 2024

L’ex Massimo Campo: “Catanzaro tifoseria straordinaria. Impossibile fare paragoni con altre piazze”

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Oggi lo chiamerebbero esterno d’attacco, ovviamente destro, in questo caso, ma noi preferiamo chiamarlo come si deve, e cioè ala destra. Massimo Campo è nato a Messina il 15 aprile 1975, ma è un calabrese puro di Siderno. Arriva a Catanzaro nella stagione 1990/91 prima negli Allievi e poi nella Berretti, che nel 1992 vince, con lui in squadra, il campionato nazionale nel torneo riservato alle formazioni di Serie C. E non nasconde di dovere tantissimo ad Adriano Banelli, allora responsabile del settore giovanile giallorosso e che credette molto in lui. Nel Catanzaro Massimo Campo ha giocato 110 partite e segnato 16 gol C2 e un ritorno in C1 nella vittoriosa stagione 2003/2004. Molto apprezzato dai tifosi della Curva “Massimo Capraro” per l’attaccamento alla maglia e il non mollare mai, al suo ritorno in giallorosso, nel 2003, ha avuto dedicato uno striscione che ancora oggi lo commuove: “Bentornato Massimo, qui da noi per gli uomini veri c’è sempre un posto in Campo”. 

Oggi vive a Montelabbate, nelle Marche, ma il suo cuore di tifoso bette sempre per i giallorossi. E in questi giorni ancora di più. 

Hai seguito il campionato del Catanzaro? 

“Il Catanzaro l’ho seguito per tutta la stagione, ma in realtà lo seguo da sempre, perché oltre ad averci giocato sono sempre stato un grande tifoso. L’ho seguito l’anno scorso, con la grande amarezza di Padova. Una sconfitta ingiusta, ma che ha dato lo spirito di rivalsa per poter vincere il campionato. C’è da dire che la società è stata forte e si è imposta con questa cavalcata straordinaria che non ha conosciuto ostacoli, stravincendo il campionato senza ombra di dubbio”. 

Qual è stato secondo te il punto di forza che ha consentito di raggiungere questo straordinario traguardo?

“Il punto di forza è stato tutto l’insieme, con la forza mentale e soprattutto la voglia di rivincita dopo quello che è accaduto l’anno scorso e che ha portato la società a riconfermare e a rinforzare ancora di più la squadra. L’ambiente si è compattato e stretto verso un obiettivo e i giocatori sono stati fantastici. Non era semplice, ma l’hanno fatto ed hanno voluto fortemente la vittoria di questo campionato. La Serie B è il campionato che compete ai giallorossi, per città, società e blasone”. 

Che cosa ne pensi della tifoseria e dell’ambiente in generale? 

“La tifoseria e la città poi hanno fatto il resto, perché so bene cosa accade quando si crea l’ambiente giusto a Catanzaro. Hanno fatto capire il senso di appartenenza, perché chiunque indossa questa maglia deve capire che bisogna sentirla anche dentro. Perché la pressione che si avverte nel giocare a Catanzaro non è paragonabile a quella che si sente in qualsiasi altro posto. A Catanzaro sono cresciuto come uomo e come calciatore, circondato da tanto affetto. Ho giocato con la Reggina e la Nocerina, altre piazze importanti, ma la trasferta di Salerno, con una tifoseria straordinaria, fa capire davvero quanta fame di calcio c’è a Catanzaro e come sia per me impossibile fare paragoni con altre piazze”. 

Quali sono a tuo parere le prospettive immediate per il futuro? 

“Il direttore sportivo Magalini mi sembra una persona molto competente e sono sicuro che saprà apportare i giusti accorgimenti per rinforzare la squadra. Partiranno da una base solida e su questa sapranno fare le giuste valutazioni. C’è tempo, perché il campionato di Serie B è molto difficile ed è bene fare i giusti passi ed andare per gradi, con una buona programmazione che hanno dimostrato di saper fare”. 

Vuoi ringraziare qualcuno? 

“Da tifoso mi sento di ringraziare un po’ tutti per questa gioia che ci hanno regalato, dal presidente ai giocatori, dal mister ai dirigenti. L’unico mio rammarico è che abitando un po’ lontano non sono riuscito ad essere presente allo stadio per vedere qualche partita. Ma spero, in Supercoppa o in Serie B, di poter seguire la squadra dal vivo. Un abbraccio a tutti voi e forza Catanzaro”.  

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