lunedì 26 Gennaio 2026

Oliveri KO in Catanzaro–Pescara: rientro nel 2026

L’infortunio di Andrea Oliveri, costretto a lasciare il campo dopo pochissimi minuti in Catanzaro–Pescara, è purtroppo più grave del previsto.
Come riportato da PescaraSport24.it, gli esami hanno evidenziato una lesione del bicipite femorale sinistro, con una rivalutazione tra venti giorni e uno stop che lo terrà lontano dal campo fino a gennaio. L’esterno classe 2003, di proprietà dell’Atalanta, aveva vestito la maglia del Catanzaro nella stagione 2023-24 prima di trasferirsi al Bari nella scorsa annata, per poi approdare al Pescara nell’estate 2025. Il suo ritorno in Calabria, almeno simbolico, si è purtroppo trasformato in una serata amara.


Il percorso di Oliveri: dall’esperienza giallorossa al passaggio al Bari

Oliveri aveva lasciato un buon ricordo ai tifosi del Catanzaro. Arrivato in prestito dall’Atalanta, trovò spazi e continuità nella stagione post-promozione, quella in cui le Aquile si assestarono stabilmente in Serie B dopo l’annata dei record del 2022-23.
La successiva esperienza al Bari, sempre in B, gli aveva permesso di crescere ulteriormente, confrontandosi con un ambiente diverso e un altro tipo di pressione. Pur non essendo ancora un finalizzatore prolifico, aveva mostrato progressi nella gestione dell’ampiezza e nella capacità di rifinire l’azione.

oliveri catanzaro sampdoria

Il passaggio al Pescara era stato pensato per dargli finalmente un ruolo stabile da titolare: un contesto utile per completare la sua maturazione, ancora legata alla filosofia bergamasca che segue i suoi giovani anche quando escono dal vivaio.


La dinamica dell’infortunio e la diagnosi

Il problema muscolare è arrivato quasi immediatamente. Uno scatto sulla fascia, un appoggio non perfetto e l’immediata sensazione che qualcosa non andasse.
Gli accertamenti hanno poi confermato i sospetti: lesione del bicipite femorale sinistro, uno degli infortuni più delicati per un esterno che vive di accelerazioni e cambi di direzione. L’esito degli esami parla chiaro: stop certo per almeno cinque gare e un possibile rientro non prima di gennaio.

Lo staff medico del Pescara seguirà un percorso prudente, come sempre accade per le lesioni al bicipite, che richiedono non solo una guarigione strutturale ma anche un reinserimento graduale nella fase di sprint. È proprio questo l’aspetto più rischioso: tornare troppo presto potrebbe compromettere l’intera stagione.


Il legame con Catanzaro: cosa rappresenta questo stop

Anche se oggi Oliveri veste la maglia del Pescara, la sua storia continua a intrecciarsi con quella del Catanzaro.
In giallorosso aveva trovato il terreno giusto per affacciarsi con continuità alla Serie B. Le sue prime rotazioni importanti arrivarono proprio lì, in un contesto tattico che valorizza molto gli esterni. La gara di venerdì aveva quindi un significato particolare: era il ritorno simbolico in uno stadio e in un ambiente che aveva contribuito a formarlo calcisticamente.

Per il Catanzaro, episodi del genere ricordano quanto sia fondamentale la gestione atletica dei giocatori più esplosivi. Nelle stagioni successive alla promozione, il club ha dovuto convivere con un numero più elevato di problemi muscolari rispetto all’annata dei record. La Serie B è spietata sotto questo aspetto: intensità, frequenza delle gare e viaggi incidono in modo pesante sulla tenuta degli esterni.


Il ruolo dell’esterno nella B moderna e il peso di uno stop così lungo

L’infortunio di Oliveri offre anche uno spunto tattico più ampio.
In Serie B gli esterni sono ormai una delle chiavi determinanti: devono garantire corsa, densità, ampiezza costante e capacità di saltare l’uomo. È un ruolo che, più di altri, mette sotto stress il bicipite femorale. Non è un caso che negli ultimi anni molte squadre abbiano inserito rotazioni più profonde proprio sulle corsie.

Il Catanzaro ha costruito buona parte della sua identità recente su questo principio: dalla creatività di Vandeputte alla capacità di trasformare le fasce in zone di superiorità numerica. Anche figure come Oliveri, seppur altrove, ricordano quanto un infortunio muscolare possa cambiare le gerarchie di un reparto intero.


Prospettive per il giocatore e riflessi sulla stagione

Per Oliveri questo stop arriva in un momento delicato. Dopo la parentesi al Bari e la scelta di Pescara come tappa intermedia nel percorso di crescita, servivano minuti, continuità e la possibilità di costruire finalmente una stagione lineare. Lo stop fino a gennaio spezza inevitabilmente questo obiettivo, costringendolo a una rincorsa nella seconda parte del campionato.

Il Catanzaro, dal canto suo, continua a muoversi in un campionato in cui la stabilità fisica spesso pesa quanto la qualità tecnica. L’obiettivo rimane costruire una stagione solida, restare nella parte nobile della classifica e sfruttare ogni vantaggio possibile nei momenti di congestione del calendario. È un percorso che richiede profondità e capacità di adattarsi, qualità che negli ultimi anni hanno permesso alla squadra di restare competitiva anche contro avversari più strutturati.

Il caso Oliveri, anche visto da lontano, ricorda che la Serie B premia chi mantiene continuità e protegge i propri interpreti nei ruoli più stressanti. È una lezione che vale per tutti, indipendentemente dalla maglia.

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