Il cammino della Primavera 2 del Catanzaro ha subito una brusca battuta d’arresto sul difficile campo dello Spezia, dove le giovani Aquile sono rientrate senza punti, perdendo 5-1. Se la sconfitta in sé è un evento preventivabile nel contesto di un campionato giovanile altamente competitivo, la reazione di Mister Massimo Costantino è stata immediata e ferma: la critica non riguarda tanto il risultato finale, quanto l’atteggiamento.
L’analisi del tecnico è lucida e severa, evidenziando una preoccupante mancanza di “fame” agonistica e un “passo indietro” in termini di intensità rispetto alle prestazioni recenti. La Primavera 2, anticamera della prima squadra, non può permettersi amnesie attitudinali.
La critica di Costantino: non basta il talento, serve la “fame”
Il linguaggio utilizzato da Massimo Costantino è quello di un allenatore che conosce bene le dinamiche di un vivaio professionistico: non ammette alibi e non accetta che la squadra si arrenda prima del fischio finale. La sua frase “Si può perdere ma bisogna avere più fame” non è una semplice esortazione motivazionale, ma un monito severo sulla mentalità.
La Primavera 2 è l’ultimo grande banco di prova per i giovani talenti prima di affacciarsi al calcio dei grandi. In questa categoria, le doti tecniche non sono sufficienti; è la fame agonistica, la determinazione e la costanza nell’approccio a fare la vera differenza tra un potenziale professionista e un eterno incompiuto. Affrontare lo Spezia, una squadra strutturata e competitiva, richiede un’intensità massima dal primo minuto. Il fatto che il tecnico abbia rilevato un approccio insufficiente, dicendosi apertamente “non contento”, indica che il problema non è stato tattico, ma attitudinale: una mancanza di quell’aggressività mentale indispensabile per imporsi fuori casa.
Questa severità è cruciale per la crescita dei ragazzi: il calcio della prima squadra, e in particolare la Serie B dove si gioca ogni domenica “al coltello” (come sta imparando il Catanzaro di Aquilani), non perdona distrazioni o partenze in sordina. Il talento va supportato dalla lotta.
Un passo indietro: l’incoerenza tra le prestazioni
Ciò che preoccupa maggiormente Costantino è la discontinuità, il “passo indietro” fatto dalla squadra. Il riferimento alla gara precedente contro l’Avellino, evidentemente affrontata con maggiore spirito combattivo e concentrazione, funge da termine di paragone per misurare la regressione vista a La Spezia.
Questa incoerenza tra le prestazioni è la piaga classica dei settori giovanili e il segnale che la maturità calcistica e mentale del gruppo è ancora in fase embrionale. Una squadra che sa vincere o lottare bene una settimana, ma che crolla per mancanza di motivazioni in quella successiva, non ha ancora costruito quel “fondo” psicologico necessario per la professione.
Il tecnico lancia un chiaro avvertimento: se i giocatori non riescono a trovare la chiave dell’autodisciplina e dell’intensità costante, il percorso di crescita si interrompe bruscamente. Non si tratta di mancanza di qualità, ma di gestione della stessa. I ragazzi del Catanzaro Primavera 2 devono imparare a replicare gli standard elevati in qualsiasi contesto, riconoscendo che ogni singola partita è un esame per il loro futuro.
Ripartire dalla ripresa: il segnale per il futuro
Nonostante la delusione per il risultato e l’approccio iniziale, Mister Costantino identifica chiaramente il punto dal quale ripartire: il secondo tempo. Se la squadra è riuscita a giocare “alla pari” contro un avversario forte e motivato nella seconda frazione di gioco, significa che le capacità tecniche e la preparazione fisica sono presenti. È la dimostrazione che, una volta superato il blocco mentale o la passività iniziale, la squadra ha saputo competere ad armi pari.
Questa osservazione è fondamentale perché trasforma la sconfitta in una lezione costruttiva: il problema non è cosa la squadra sa fare, ma cosa sceglie di fare all’inizio. Il potenziale per reggere l’impatto con squadre di alto livello c’è, ma deve essere attivato dal primo minuto. Il lavoro dello staff tecnico sarà ora orientato a trasformare quei 45 minuti di parità in un’abitudine di novanta minuti.
La Primavera 2 ha l’obbligo di voltare immediatamente pagina e di presentarsi alla prossima sfida con una mentalità diversa. Solo così potrà onorare il percorso di crescita intrapreso e dimostrare di avere i requisiti non solo per vestire la maglia del Catanzaro Primavera, ma per ambire a quella della prima squadra. L’investimento del club sui giovani è chiaro, ma la risposta deve arrivare con la “fame” sul campo.
